Scorzette d’arancia al cioccolato
per due persone lussuriose
4 arance dalla buccia grossa
1 litro d’acqua azzurra
500g di zucchero semolato
300g di cacao amaro in polvere
1 stella d’anice –che bella immagine-
10 grani di pepe nero
Vaniglia in polvere
4 cucchiai di succo di limone (…)
300g di cioccolato fondente
25g di burro
(oppure 300g di zucchero cristallizzato -se solo sapessimo di che si tratta)
Togliete la scorza alle arance e tagliatela, senza la parte bianca, in striscioline (detesto questi diminutivi). Buttatele nell'acqua bollente e, non appena l'acqua avrà ripreso il bollore, scolatele. Rifate questa operazione per altre due volte ancora, cambiando ogni volta l'acqua. Non chiedetevi il perché, nessuno lo sa. Possibilmente eseguite l’operazione sul piede sinistro e tenete in aria quello destro. L'ultima volta, prima di scolare le scorzette (detesto anche i vezzeggiativi), tuffatele in acqua fredda ben ghiacciata per fissarne il colore. Mettete in una casseruola lo zucchero semolato, la stella d'anice, la vaniglia, i grani di pepe ed il succo di limone. Portate a ebollizione e immergete poi le scorzette (ancora?! Ma non le possiamo chiamare semplicemente scorze?). Come una pietra, sopra mettete un coperchio e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per un’ora e mezzo: l'acqua deve "fremere" e non più bollire. Mentre vi interrogate, con una sottile vena d’inquietudine, sulle variazioni semantiche ed emotive tra i due verbi, della serie “dove finisce il fremore e inizia il bollore?”, lasciate le arance nello sciroppo facendole macerare bene per tutta la notte o per almeno 10 ore. Beh, un lasso temporale impegnativo.
A questo punto, o ci diamo un appuntamento e ci rivediamo qui domani mattina, oppure iniziamo a pensare insieme cosa farne di queste dieci ore e passa. Posso darvi dei suggerimenti, tuttavia non posso garantire la mia presenza per tutto il tempo richiesto perché sono sempre in ritardo con le altre cose da fare…mi dispiace non posso seguirvi, mi tocca lasciarvi da soli… Non fate quella faccia. Aspettare stanca!
E poi , nonostante i preziosi insegnamenti dei tempi delle cotture in cucina e dei tempi della biologia teorizzati dal mio illustre dentista, l’attesa rimane per me una cosa micidiale. Le sale d’attesa ancora di più: ansia in scatola con poltrone di pessimo gusto e riviste del millenovecentocinquantuno. Non resisto, “fremo” come l’acqua di cui sopra e a tratti bollo. Quindi al massimo vi racconterò una storia per ammazzare il tempo, ma poi dovrete proseguire da soli. Ci rivediamo successivamente per fondere il cioccolato.
Il pianerottolo di casa mia è popolato da ottuagenari. Senza esagerazioni, il più giovane avrà una settantina d’anni. Non è proprio una botta di vita, soprattutto per me che ho abitato anni in un palazzo tutto di studenti, però questo Ancien Régime nel tempo si è rivelato antropologicamente interessante. Innanzi tutto, il livello di inquinamento acustico è fuori da qualsiasi protocollo mondiale e le televisioni impazzite dell’Italia sul Due hanno decretato la definitiva morte per autoimpiccagione del decibel. Si parte in sordina (mo ce vo’) verso le sette di mattina con i primi telegiornali e poi, progressivamente, si alza coralmente un climax ascendente di antonelle clerici e marie de filippi che esplode, poi, con l’edizione delle otto del TG1 la cui sigla, come un tuono, rimbomba fortissima nella tromba delle scale. Papapapapapapààà.
Il mio non è un palazzo, è una miniera per Amplifon.
Il tono della vita di condominio è, quindi, sempre molto alto e anche vistosamente colorito giacché i vegliardi, oltre a essere diversamente-udenti, sono anche molto spinti nel linguaggio. Poiché ho la fortuna di avere la testa del mio letto sulla parete di confine con l'appartamento di due ferocissimi coniugi d'epoca, la mattina mi sveglio con un tenero: “Aooh ma vaffanculooo!!!”. A cui segue: “A Bru’ ma che voooi!?!?”. Buongiorno anche a voi cari vicini. Sono due ore che sogno sparatorie per via di quel western che avete acceso alle sette di mattina. Grazie. Almeno stamattina non mi è toccato Forum.
Ogni notizia mi è data in tempo reale. Quando è morto Michael Jackson ho avuto l’esclusiva: lo sapevo dalle sei di mattina grazie a loro! Quell’edizione del Tg, per niente silenziosa per via della notiziona,fu accompagnata da un ricco: “A Brù, senti, è morto Maicol Jaksonne! Dice che se drogava!”. "Senti" è la parola d'ordine e, oltre a Bruno, lo abbiamo sentito tutti noi.
Dall’altra parte dell’appartamento abita da sola, invece, una tenera vecchietta dai capelli cotonati, gracile e bassina, usa il bastone perché sfiora i novanta e non cammina bene. Teledipendente, ha superato non senza vertigini il passaggio, come dice lei, al vegetale terrestre. Spesso, quando rincasa, non riesce a trovare con le chiavi la toppa della serratura e allora dolcemente urla: “A li mortacci tua e de tu madre!!!!”. “Ma chi è che bestemmia?” mi chiede ogni tanto qualche ospite stupito. “Ah, sì.. i miei vicini..” rispondo serafica. E adesso, mentre scrivo, l’affabile vecia sta deambulando sul pianerottolo dicendo che di stare in casa si è rotta la palle- parole sue- e ripete di voler uscire. Ho sentito, sempre da loro ovviamente, che presto riproporranno in tv una nuova versione di Ok il prezzo è giusto!. Un palinsesto così ghiotto non darà più spazio a simili desideri di libertà.
Niente di più feroce della banalissima televisione.
Bevanda consigliata: amaro in bocca