Moratti: "Balotelli non è sul mercato". Merito dell'abolizione della schiavitù. (piergiorgio romano)
nel cinismo mi esalto.
03/12/09
battuta vincente n°10
02/12/09
Usitalia
Nel 2000 Silvio Berlusconi ancora non era stato eletto premier per la seconda volta. Mi correggo: Silvio Berlusconi non è mai stato eletto premier, in Italia non esiste il premierato, dal momento che non esiste neppure l'elezione diretta del Presidente del Consiglio. Per dire, potrebbero vincere i Radicali col 99% e dare il Governo in mano a me. No a me no perché non ho una certa età, se non erro almeno cinquant'anni o una cosa del genere, anche se non ci spieghiamo il perché.
E' il Presidente della Repubblica che investe della Carica il Presidente del Consiglio dei Ministri, il resto è prassi. In realtà sarebbe prassi anche che il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere, il Governo e indicesse nuove elezioni qualora il Presidente del Consiglio dovesse per caso andare a donnine, minorenni, fosse indagato per corruzione, e altre decine di casi dai quali con una legge apposita stesse cercando di svicolare. Se succedesse una sola di queste cose qua.
Insomma, nel 2000 questo secondo sciagurato Governo con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio non era ancora in essere, ci crogiuolavamo nell'onanismo di una bicamerale vergognosa. Ci stavamo mettendo del tempo, forse un po' più del previsto, ma stavamo già creando un paese a uso e costume dei Fabrizio Corona, a stonare erano gli altri. Stefano Benni proprio nel 2000, in tempi maturi ma niente affatto sospetti, scriveva queste cose qui e vi consiglio di prendervi cinque minuti per leggerle, poi fate come vi pare:
Crash-Files "Nel Nome del Padre"
Un reportage di Rossella Romano per il programma Crash Files su RAIDUE
Nel Nome del Padre
Rossella Romano | MySpace Video
01/12/09
ricette immorali
Frutta fresca di stagione
per tre persone con coperto incluso
mele
arance
melograni
(i)loti
mandarini
pere
Essere alla frutta: espressione idiomatica ripetuta a oltranza dalla popolazione intorno a me.
“Arancia limone e pera” cantavamo quando da bambine saltavamo con la corda. Possibile che fossimo già alla frutta? Non si scherza: quando viene pronunciata questa frase non c’è proprio più nulla da aggiungere perché segna il punto massimo di sopportazione. Si è saturi, satolli, non resta che alzarsi e pagare il conto. Al massimo un caffè e un amaro. Ma non era dulcis in fundo? No! Risponde con ciglio accigliato chi alla frutta ci sta da un po’. In cauda venenum? Annuisce il ciglio compiaciuto.
Ai tempi del salto della corda (ho detto corda), nel momento della frutta guardavo gli adulti sbucciare le mele e creare con la buccia dei grandi riccioli. Mio nonno, noto consumatore di ettari e ettari di frutteti per ogni pasto, riusciva a fare un unico grande tortiglione e, finito il banchetto, la sua faccia si perdeva dietro una montagna di riccioli di bucce. Bellissimi.
Io bambina guardavo incantata e pensavo che quando fossi riuscita anch’io a sbucciare le mele disegnando quelle vertigini, allora sarei diventata grande.
Poi questo pensiero mi è passato, per tornarmi in mente ogni volta che sbuccio mele e mi lascio dietro ricci su ricci.
Paul Cézanne, il quale di frutta ne sapeva abbastanza, un giorno disse che avrebbe stupito Parigi con una mela. E così fu. Le sue mele reggono tutte le nature morte del Novecento e mantengono ancora in vita Woody Allen.
Lo sapeva bene anche un compagno di scuola di Cézanne, un certo Emile Zola, che ne Le ventre de Paris disegna un’accurata descrizione del mercato della frutta di Les Hallés come immensa natura morta: colore per colore, pomodoro per pomodoro, odore per odore, cipolla per cipolla. D’altra parte Vincent Van Gogh sosteneva la necessità degli studi di cavoli e insalata per ritrovare la calma.
Quello che tagliava frutta e orecchie però era il suo amico.
Il primo quadro che ho incontrato nella mia vita, prima ancora di saltare la corda e prima ancora di camminare, è La Vucciria di Renato Guttuso, il mercato di Palermo su un poster che i miei avevano appeso al muro.
Personalmente non amo il realismo in pittura, ma La Vucciria rimane uno dei quadri che preferisco e a cui sono più affezionata, sin dai tempi in cui da piccola storica dell’arte nel box fissavo la frutta, i banchi pieni di verdura, i finocchi, le uova, la testa di pesce spada e non ne capivo le forme e ne vedevo solo i colori.
Mia madre, infatti, lo definisce “il quadro dell’imprinting” e così anche più tardi, da storica dell’arte sul triciclo e storica dell’arte su due piedi, ho passato ore a guardarlo, a riconoscerne finalmente le forme e poi a studiarlo. E sempre a immaginare le storie celate dietro quella mattina palermitana di mercato.
Ad esempio, c’è una donna di spalle con un sacchetto in mano. Avrei sempre voluto vedere la sua faccia. Anche perché cammina e ha di fronte un uomo in giacca che la guarda con la coda dell’occhio. Secondo me lei è molto bella e lui ne è attratto. Ma lui guarda anche il venditore vicino ai formaggi con le braccia conserte che invece è visibilmente rapito dalla visione della donna. Forse l’uomo in giacca lo guarda male perché è geloso della donna? Sarà la sua ragazza o è una perfetta sconosciuta? E cosa ha comprato invece la vecchietta sul fondo? E l’altra signora che sta pagando è coinvolta in questa storia o non c’entra niente? E che olive nere! Che quarto di bue!
A pensarci bene, devo dar ragione a mia madre. Sarà per via de La Vucciria che studio arte, passo gran parte del tempo nei mercati e scrivo storie intorno al cibo. Mi chiedo solo cosa sarei adesso se al posto di un Guttuso su quella parete fosse stato appeso un Hermann Nitsch...
Bevanda consigliata: passito di Pantelleria
mai più senza
30/11/09
come a sanremo
29/11/09
Mo(o)vie Wonderland
Titolo: "Motel Woodstock" (di Ang Lee)
Sottotitolo: Flower powder
Allora, dove eravate nella mitica summer of love, summer of ’69? A mettere petunie nei vostri capelli, esibendo il pollice in direzione San Francisco? A zonzo in cerca di qualcuno da amare, magari con un aiutino da parte de li amici? Sì vabbè, potrei continuare ad oltranza ma voi non eravate neanche nati, i soliti outsiders… Consolatevi pensando che colui al quale si deve tutto l’ambaradan stava per mancare a sua volta l’appuntamento… meno male che l’azienda di famiglia era al collasso e che il nostro mast’e fest’, il timido Elliot, fu costretto a tornare dalle prodezze del Village alla verde provincia di Milka, stato di New York -tante mucche e latte al cioccolato, ma soprattutto un tugurio da riabbracciare. E siffatto tugurio, di nome Sonia e di professione mamma, quando affida al rampollo le sorti del “motel” avito (tu chiamalo -per prenotare- se vuoi su cauzione) e mica se lo immagina che invece di una decina di famiglie teutoniche con le calzette nei sandali ti arriva un mezzo milione di hippies sex drugs rock’n’roll peace and love secondo te pago il biglietto? Infatti la tre giorni di crapula fumogena più famosa della storia (a parte quella per festeggiare l’inutile genetliaco di Kate Moss, al grido di “cosa ho fatto per meritarmi questa notizia”), scaturita dai fini di incerta illuminazione universale e certissimo lucro di un fasullissimo capellone (salmodiante beceri filosofemi tutto il tempo) e dei suoi scagnozzi incravattati, si risolse grazie ad un equivoco, ingenerato dal nostro eroe, in un fantasmagorico festival gratuito -e poi ti credo che non trovo più parcheggio per il bovino davanti alla fattoria… Per fortuna non tutti i Figli dell’Amore Eterno alloggiano a casa Teichberg, nonostante l’occhiuta Sonia, mostruosa Scrooge in gonnella, provi a sistemare sacchi a pelo pure sui ripiani del frigorifero, lasciando all’ottima Vilma, il trans che tutti vorrebbero come personal guru, la gestione di qualche ‘ntecchia di disordine creativo. Ma, se non te ne fossi accorto, caro Elliot, siamo a Woodstock, calati qualcosa pure tu (oltre alle mutande, già prontamente abbandonate sul giaciglio di uno strafighissimo carpentiere- sì, ho detto carpentiere, santi numi delle fantasie sessuali)… ma sì, fammi aprire due o tre porte della percezione, sperando che mammà non cambi la serratura. E mentre invece donna (?) Sonia sperimenta con babbo e con soddisfazione una nuova ricetta per i cookies (no, non la trovate sui libri di suor Germana), the times, beh, they are a-changin’. A rimanere, poco più che fango a sufficienza per svariate my generation e uno sbuffo di sogni belli, cuciti per la coda ai magoni. Epperò, Elliot, chapeau.
SinteticaMente: Cari cinefedeli, se avete a mente l’imprescindibile documentario di Michael Wadleigh, sappiate che qui ritroverete solo l’uso dello split screen: per quanto bizzarro, in “Motel Woodstock” di musica non c’è neppure l’ombra -ciò nonostante, Ang Lee, sulla scorta dell’autobiografia di Elliot Tiber, struttura un’opera più che riuscita, ironica e mai scontata. Grande cast, su tutti Imelda Staunton, il mio regno per un posto letto… da Oscar.
Consigliato: a chi fa il tipo “free” perché va in campeggio e poi infila nel trolley (…) l’amuchina.
28/11/09
battuta vincente n°9
Sotto esame i video nel pc di Brenda. «Alcuni possono servire alle indagini» afferma Signorini. (piergiorgio romano)
Roma - uccisa la donna trovata morta ieri (Corriere.it/Lorenzo Palmieri)
continuano le avventure satiriche nella Palestra di Luttazzi,
e stavolta rendo onore all'avversario, che non si beò di un suo colpo di gran classe!!




non perdere l'ultimo numero del fotoromanzo più letto del web!!
ingredienti:
passione, avvilimenti, gioie improvvise, panico, innamoramenti e un bel
pizzico di ironia
...cioe' cercare di far capire che per potersi avvicinare alla cultura anglosassone bisogna prima di tutto purificarsi da tutta questa grezzaggine insita istintivamente nei nostri pensieri, tentare cioe' un cambiamento culturale, psicologico e oserei dire persino ontologico per captare l'english way of life.
prossimamente














































