30/11/08

granDekaro

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il nostro dekaro è partito per un lungo viaggio in africa del sud, su beneventanamanera potremo seguire il suo diario di viaggio nella barra laterale del blog...

aspettiamocene delle belle!
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29/11/08

hot dog

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bhè!
non sono bravo come Isabella a cucinare, ma un hot-dog ogni tanto lo so fare pure io...
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le Roy Hargrove

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insomma, addirittura Luca Aquino registra con Roy Hargrove...
in questo blog succede di tutto di più!!

imieicomplimenti!!!
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28/11/08

en de uinner is!

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MusicbOOm in collaborazione con il MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti e delle Autoproduzioni), hanno indetto il bando di concorso per il Premio Miglior Sito che verrà assegnato durante l’edizione 2008 del MEI, prevista per i giorni 29 e 30
novembre prossimi. Al termine di uno scrutinio attento e periglioso, si è scelto di premiare il sito: www.morganazone.com sito ufficiale del live club Morgana di Benevento con la seguente motivazione:


“Il Morgana di Benevento è stato il primo live club in Italia a trasmettere in streaming i concerti che ospita”


La premiazione avverrà sabato 29 novembre alle ore 16.00 nell’ambito della dodicesima edizione del MEI di Faenza, presso la Sala Stampa. Al sito vincitore verrà consegnata una targa di riconoscimento.

imieicomplimenti!
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Omaggio a DJ PJ

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27/11/08

electro-teatro

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stasera
giovedi, 27 novembre
ore 22.00

Morgana Music Club

evento

music: response

musica elettronica
Dj Pj in consolle

ascolta gomorrah
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26/11/08

Pensieri pettinati...

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In beneventanamanera sono stati citati personaggi più o meno famosi...a questo punto non può mancare Guido l’hair stylist della città.
L’ho soprannominato Free Style per la sua naturale propensione a mescolare colori di ogni tono, con minuziosi dosaggi in grammi e riuscire a ricavarne effetti naturali e luminosi, “caldi” come lui ama definirli!
Professionale, innovativo e soprattutto ricettivo...Guido è uno che ti ascolta, t’immagina e ti consiglia: tu puoi rilassarti… lui già sa!
Incline al chiacchiereccio femminile (per forza di cose)… si trasforma, tra un colpo di spazzola e l’altro, in ottimo consigliere... con sottile disincanto.
Non ha insegne luminose che indicano il suo salone, non ha bisogno di incalzante pubblicità, il suo portoncino tra i vicoli del centro storico lo conoscono in tanti.
Gli dedico questa pagina perchè per una volta ho voluto fare io un “taglio” a lui e al suo studio...





































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Morganamenti

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Morganamenti

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Morganamenti

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A strange thing in my heart

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Inverno. E a me viene voglia di musica elettronica e di ballare. Di una bella cassa dritta su cui si stagliano synth anni '80. E' una cosa strana, se uno ci pensa. Cercando a caso nella cartella "electro" del mio hard disk esterno (200 gb di musica, tzè) mi sono re-imbattuto nei PNAU, al secolo Nick Littlemore e Peter Mayes.

continua a leggere...
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25/11/08

6 commenti:

A'n'B proudly presents one of its artworks.
.
.
Andrej
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23/11/08

(Dedicato a Isa: la mia versione del menu…!)

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In principio era il purpo and other short stories

(minimal moralia pro vegetariani in erba)

Scena prima, interno giorno

Una classica cucina napulitana dei nostri giorni kitsch, quindi munita: di tv al plasma (nel senso, dati i costi, di “jett ‘o sang’” in caso inopinatamente si guasti) -sintonizzata senza pudore su uno dei 75 programmi condotti da Mariadefilippi, di peraltro incommentabili ammennicoli che all’autopsia risultano essere bomboniere generosamente inferte dal parentado fino alla settima generazione e naturalmente di una tavolona, apparecchiata ispirandosi ad una sobria ricostruzione di un qualche centro commerciale di Dubai (scala 1:100). La vostra (sprovveduta) protagonista, studentella fuorisede e fuoricorso, anni addietro ivi ritrovossi -per una pidocchiosa burla del destino- invitata a pppranzo dall’indiscusso ras mesciato del palazzo: lei, la camorrifera portiera, la signora ‘Ngiulina.

Dopo aver tentato un impossibile declino della proposta (“Pecccchhhèèè, ch’tieni, nun stai bbbon??”, domanda espressa dopo aver cooptato per le scale la sventurata, in uno dei suoi rarerrimi e palesi momenti di piena salute), si fa presente (ormai siamo sulla soglia dell’antro) l’eretica verità: “Ecco, non so se vi ricordate, quella volta del cappone, a Natale…io sarei…sono ancora vegetariana!”.

“E quale foss ‘ò prubbbblema!!Tengo ‘o purpo!’O purpo è vegetariano!...O no???????” (dove “o no” non sta per dubbio dell’ultim’ora ma per rafforzativo che non ammette repliche…)… Perplessamente mi figuro (e sì, sò io ella che studia) che prima di assestare la mazzatona letale alla bestiola, la signora ‘Ngiulina, nell’astuto proposito di circuirlo, abbia avviato una conversazione sulle varie pratiche dietetiche del genere ittico: dieta a punti? Weight Watchers? Dieta dissociata? E lì il purpo emise le sue ultime parole: “Io…mangio solo alghe…”… E trataaan: ei fu, siccome vegetariano…

Cosa fare a questo punto? Sovvertire un intero sistema filosofico fondato sull’etica del purpo o proporre, in nome di “Signora ‘Ngiulina, mi oppongo! Non accetto che perdiate ORE-E-ORE a cucinare per me, che diamine!”, un’igienica (…) pizza dal zuzzuso sotto casa? Santa Margherita ci mise una mano et sic vegetò gloria purpi…

(Perché anche i vegetariani -eventualmente provvisti di tentacoli- piangono).

Scena seconda, interno sera

Stavolta il luogo del delitto è un apparentemente innocuo locale in zona Mergellina (sì, Napule impera)… per motivi a me stessa ignoti decido di uscire con un mio amico, la sua ex fidanzata calabrese ed un terzo soggetto che non ricorderei neanche sotto ipnosi (lo chiameremo per praticità The Other). Ok. Qualche chiacchiera sportiva, “vid’o mar’ quant’è bello” etc etc, fino a che si giunge al momento delle ordinazioni: gli altri si orientano sostanziosamente su prosciutto e hamburger, io chiedo la solita, inerme focaccia mozzarella e pomodoro…ci siamo. Uno sguardo gelido e calabro mi fulmina: “Ah, mi ero dimenticata. Perché tu saresti vegetariana”.

Sarei?

”E che scarpe c’hai?”.

Ma boh, un paio semplici, beige…però di pelle. Ahia…

”E certo!! Voi moralisti dei quartieri alti!!!!!!!!!!Voi snob del ca..o!! “comincia ad agitarsi vistosamente la jihadista de noantri “Esistono le scarpe di pezza!! Il mio panino ti fa schifo però allo scarpino firmato non ci rinunci!!! Eh, non ci rinunci, non ci rinunci!!!!!!!! “.

Tento di dire che è dicembre, che il suo panino non lo conosco ma mi sembra simpatico, che se avessi un conto in banca nei quartieri alti, anzi no, che se avessi un conto snob nelle scarpe, cioè se proprio avessi un conto…ma questa di chi cacchio sta parlando?? Macchè. La Marianna delle espradillas, ormai paonazza, sta brandendo a mò di clava l’ombrellino cinese che decorava la pietanza della discordia…

Fu sedata con potenti dosi di nduja, per collassare successivamente fra i miasmi di un sabato sera…

(Perché anche i vegetariani, nel caso, deambulano).

Scena terza, esterno sera

Sperlonga, matrimonio di amici, cena sulla spiaggia, menu -che te lo dico a fare- spregiudicatamente a base di pesce… tartine con la polpa di granchio, linguine ai frutti di mare, risotto al nero di seppia…e il mio piatto lì, vuoto come quello che c’è sotto la parrucca di Paris Hilton. Ma i miei ospiti sono premurosi ed ecco precipitarsi con tuffo arpionato due camerieri dall’accento ciociaro, che subito ti fa presagire un non so che di familiare, attento, tenero…tipo “e mò finarmente se magna”. Mi guardano e mi dicono: “Signorina. Abbiamo saputo. Ci dispiace…”

Ma cos’è, quattro matrimoni e un funerale!?

“Cosa possiamo preparare per lei, una bella lattughina? Un ovetto sodo?”

Lattughina? Ovetto?! Ma che, davero? Ma che, le nozze co li fichi secchi?

E prendendo esempio da ciò che s’inventò Qualcuno a me antecedente -non sapendo però che farmene di moltiplicare i pesci- patteggiai almeno per una democratica tripla razione di pani, contorni e dessert.

(Perché, ma che vi pensate, anche i vegetariani magnano!)

Scene quarta ed ultima, interno sera

O anche: indovina che ti spadello a cena.

Una nuova conoscenza vegetariana (“Ma dai! Non ci posso credere!”) mi propone di fermarmi a mangiare da lei; ci sono anche il suo ragazzo e altri amici che però non avranno accesso ai fornelli…bene, mi avvio a tavola a cuor leggero (per tacere dello stomaco)… Si inizia con un’insalatona di riso, di cui mi servono una porzione abbondante; il vino è ottimo, la compagnia più che interessante e io getto appena uno sguardo distratto al piatto mentre comincio ad inforchettarne il contenuto…e però…però c’è della roba…roba rosa…scenografici filamenti di pompelmo? Tofu con la cipria? No, cribbio, è tonno! Abbozzo una reazione che suona come “Ma…c’è del tonno in Danimar…ehm, nell’insalata…?”

Silenzio. Stanno per svelarmi il turpe segreto.

“Ecco, sai, è perché il tonno è in scatola…scatole tonde…”.

“Ah”.

“Voglio dire, io lo mangio perché…”il tono è imbarazzatissimo “…cioè non sembra qualcosa di morto…”.

L’equazione è spiazzante e pericolosa. D’ora in poi potrebbero ammannirmi qualunque cosa: toast con lo speck, filetti di sgombro, pollo a listarelle, finanche l’obbrobbrio supremo, la simmenthal! Con la mucca sulla scatola tonda! Ma mentre foschi scenari devastano la mia immaginazione, un profumo salvifico giunge alle nari. Pasta con le mulignane. Ergo, a scanso di equivoci, pasta, mulignane, pomodoro, mozzarella, basilico. Al forno.

Così si salvarono capra e cavoli (in specie la prima) e si diede inizio ad una grande e solida amicizia…

(Perché anche i vegetariani, talvolta, bluffano).

PS PP (post scriptum post prandiale): parafrasando per l’ennesima Gaber…”non temo il vegan in sè, temo il vegan in me!”. Dedicato a quelli che, beati loro, credono che “integrale” (alimentare) e “integrità” (morale) si equivalgano.

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cultura viva

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peccato che gli spazi per vedere queste cose sono sempre pochi, e meno male che c'è il despistaggio. ho trovato un ambiente energetico, vivo, internazionale. l'ho trovato a pochi passi da casa mia e devo ringraziare chi si impegna con passione in questi eventi.
non troverete una riga di quello che ho visto in nessun quindicinale, o settimanale o quotidiano del sannio. troverete invece i gol della forza e coraggio, e ampi resoconti del real montesarchio-dinamo airola.
e quello che non si sa, a volte, non esiste. ma io l'ho vissuto, e vi giuro che vi siete persi una cosa bella, ma proprio bella.
ve la racconto io, e spero di essere abbastanza credibile da superare il vuoto di informazione che esiste sulla cultura. soprattutto quella senza patrocini interessati.

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22/11/08

Visita di Studio / [17-24 Novembre] / Freedom of expression through Music and Video // Benevento - ITALIA

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Il 17 Novembre 2008 prende il via la Visita di Studio "Freedom of expression through Music and Video".
Il progetto organizzato dall'Associazione di Rete Inca Italia (www.incaitalia.it) coinvolge Germania, Olanda, Spagna, Lituania, Portogallo, Lettonia e Italia.

Il progetto e’ una visita di studio tra giovani e associazioni europee che lavorano con il video, la musica e le arti performative.
Durante il progetto i partecipanti utilizzeranno l’audio e il video come strumento per confrontandosi sulla tematica della libertà d'espressione a Benevento.

Sabato 22 Novembre 2008 presso il Centro Sociale Depistaggio (Via Mustilli - Benevento) i partecipanti presenteranno i lavori realizzati durante la residenza a Benevento con proiezioni video e live AudioVisuali.
La serata proseguirà con Dj e Vj provenienti da diverse parti d'Italia e d'Europa.

Questo meeting vuole mettere in contatto giovani locali ed europei, che lavorano su progetti musicali e visuali, allo scopo di promuovere la libertà d'espressione come valore fondamentale per la nostra società.

Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea.

Inizio evento ore 22.30 (INGRESSO GRATUITO)
con proiezioni video e live set AudioVisuali

A seguire Party Finale del Progetto
in collaborazione con SubcultureMusic (www.subculture.it)

EUROPE CONNECTION

Dj Set :

Tonny [Lituania]

Dj RodyC [Portogallo]

Blind [Spagna]

Crystral Sound Sistem [Lettonia]

Maztek [Italia]

Vj Set :

Liga Piga[Lettonia] - FatCat [ReggioEmilia] - Ka:lu [Benevento]

Allestimento Pas*Crew

(INGRESSO GRATUITO)
CSA Depistaggio Via Mustilli - Benevento
Uscita Superstrada Benevento Centro

per maggiori informazioni
infoline: 3384021701
mail: info@incaitalia.it

www.incaitalia.it

www.subculture.it

www.csadepistaggio.org/

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Mostra Sara Grazio

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Sabato 22 Novembre alle ore 19.00 presso la galleria Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio (Bn) sarà inaugurata la personale dell’artista Sara Grazio, dal titolo
“ Prigioni d’ aria “


Due installazioni sulla relazione tra gli opposti e sul tema del limite è il progetto di Sara Grazio per lo spazio di Nuvole Arte.

Nella prima sala un gruppo di palloncini sembrano sospesi a mezz’aria su più livelli, trattenuti a terra da cordicelle di colore rosso legate a pietre. Sulla composizione è proiettata l’immagine di acqua in continuo movimento, mentre si diffonde il suono di palloncini che affondano in un mare evanescente.
Il tema è quello della ricerca di equilibrio che alla fine risulta un mero gioco di apparenze. I palloncini, infatti, non sono di materiale leggero mentre l'acqua è solo immaginata.
É quanto accade anche nell'installazione nella seconda sala: lungo le pareti bianche, un buon numero di palloncini sembrano proiettarsi tra una stanza e l’altra, come a oltrepassare le pareti stesse. Dentro e fuori delle stanze, percorrono traiettorie collegate da un unico filo, ridefinendo il dentro e il fuori dell'ambiente in cui sono collocati.
Sia la prima che la seconda installazione mettono in rappresentazione il senso del limite e del suo superamento: è indagato il limite fisico, ma anche il limite percettivo e mentale.

La forma ovoidale ricorre spesso nel lavoro di Sara Grazio. In particolare quella che è quasi una cifra nel suo lavoro recente è rappresentata dalla composizione nei “palloncini” di due parti arrotondate che potrebbero ricordare la composizione di Yin e Yang, ma che in realtà sono tenute insieme da una “cucitura” che ricorda piuttosto quella di un pallone da rugby. Nessuna risoluzione armoniosa dei contrasti è possibile, sembra dire Sara Grazio attraverso i suoi lavori, ma solo la contrapposizione di assolute alterità permette di esplorare il confine tra gli opposti.
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Lanterne Rosse

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Photobucket


Sabato 22 novembre Arcos, Museo d’Arte Contemporanea, presenta il convegno-evento “Lanterne Rosse - China” a cura di Giuliana Ippolito. Alle ore 16 l’apertura della tavola rotonda con gli interventi dei cinque relatori Lorenzo Canova dell’Università degli studi del Molise su “Sguardi globali. Dialettiche dell’arte tra Oriente e Occidente”; Flavia Monceri dell’Università degli studi del Molise su “Altre Globalizzazioni. L’Oriente, la Cina e noi”, Elena Macrì dell’Università degli studi di Napoli l’Orientale su “Pittura del paesaggio nella Cina del XX secolo”, la professoressa Maria Cigliano su “Il cibo in Cina” e la professoressa Maurizia Sacchetti su “Luci e ombre nella poesia classica cinese”. Sarà analizzato lo sviluppo artistico cinese nelle sue molteplici espressioni e nella sua interazione con l’occidente. Seguiranno poi le videoproiezioni sull’antica arte del Taijiquan, le cui origini si perdono nella tradizione più remota e della calligrafia cinese, vera arte del pennello che ricostruisce un universo di simboli, immagini e concetti generando incomparabile bellezza. Chiuderà l’incontro la videoproiezione dei canti popolari di Liu Bing, Cao Ying, Wen Jianzhen e Zhang Yan. Un evento che indagherà più aspetti di una realtà misteriosa ed affascinante, di una terra che unisce l’aspetto dinamico della sua costante crescita alla conservazione delle tradizioni più antiche. Presenti all’evento-convegno i consiglieri d’amministrazione di Art Sannio Campania, Francesco Antonio Barbato e Riccardo Iasiello, l’assessore alla Cultura della Provincia Carlo Falato e il presidente della Provincia Aniello Cimitile.


All’incontro, durante il quale sarà analizzato lo sviluppo artistico cinese nelle sue molteplici espressioni e nella sua interazione con l’occidente, interverranno fra gli altri anche l’assessore, Carlo Falato, e il presidente della Provincia, Cimitile.


S*
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20/11/08

I social network e la "Netiquette"

5 commenti:
"La Netiquette", recita l'onnipotente wikipedia, "è una parola derivata dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse quali newsgroup, mailing list, forum, social network, blog o e-mail in genere. Sotto un aspetto giuridico, è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider. Il mancato rispetto della netiquette comporta una generale disapprovazione da parte degli altri utenti della Rete, solitamente seguita da un isolamento del soggetto "maleducato" e talvolta dalla richiesta di sospensione di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari ad essa."

Vi sottopongo amici questa pagina di web galateo perché in un'era in cui la nostra vita è composta per lo più di ore passate al pc, mezzo da noi molto amato probabilmente proprio per l'enorme libertà che ci è concessa, mi chiedo se ad un certo punto sia d'obbligo stabilire delle regole anche basilari di buon comportamento tra gli utenti.
Col boom dei social network stile facebook, my space, badoo e via dicendo, si impongono a quasi tutti noi ogni giorno scelte di comportamento alle quali nella vita reale non sempre saremmo stati sottoposti.
I profili più temibili in rete vanno dal corteggiatore molesto, al maniaco che si appropria delle tue foto, il provocatore che offende gratuitamente, l'estremista o fanatico che impone le sue idee contro tutto e tutti, il creatore di gruppi d professione che ti intasa la mail, l'amico/a con cui volevi chiaramente rompere i rapporti x non riallacciarli mai più...e poi, forse peggio, ci sono da affrontare i lontanissimi parenti o addirittura il capo su facebook, i matrimoni degli ex, foto tue 10 kg fa che non volevi assolutamente riesumare...
Se è vero che oggi i media sono veri costruttori della realtà sociale, è vero anche che nel processo di ricezione facciamo prevalere sempre come criterio selettivo delle informazioni il rafforzamento delle nostre opinioni precedentemente formate.
Ma quando i media travolgono anche la nostra vita privata, influenzando lentamente le nostre relazioni, il nostro modo di pensare, i modelli di comportamento che orientano la nostra vita quotidiana, in un processo di «coltivazione» che inizia fin da bambini… qual è la soluzione?
Ho scoperto che c'è una vera e propria Netiquette, una lista di regole di galateo in rete approvata dalla Registration Authority Italiana... ma queste regole sono ben lontane dalla "reale vita virtuale" che abitualmente conduciamo, quelle che mi colpiscono di più sono : "Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione, è bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane ( ! ) prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tal modo ci si rende conto dell'argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunità" o ancora "Non usare i caratteri tutti in maiuscolo, nella rete questo comportamento equivale ad "urlare" ed è altamente disdicevole. " oppure "Non condurre "guerre di opinione" sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, è meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati."
E tante altre cose che rappresentano spesso il contrario di ciò che ci capita di fare quotidianamente.

La mia conclusione è che forse identificare regole precise (soprattutto se imposte dall'alto) in uno spazio il cui più grande pregio è non avere confini di sorta è il metodo migliore per restringerlo e renderlo sempre più simile agli altri mezzi che finora ci hanno offerto un tipo di comunicazione esclusivamente a senso unico... del resto per difenderci non ci rimane allora che il tasto IGNORA!!!
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fromyspace

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19/11/08

Arancini immorali

3 commenti:

Contributo fotografico alla ricetta immorale della Pedicini - Prendendo spunto dalle parole dell'architetto Piergiorgio che chiedeva una foto in allegato alle ricette, pubblico questa immagine che farà inorridire l'autrice e le sue amiche siciliane. Gli arancini surgelati ci sono! E sono già belli e fatti! arancini immorali!

PS. Davvero vergognosa quella dicitura: "Supplì". Quasi a volerne identificare la napoletanità...
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18/11/08

Il dittatore

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Un punto piccoletto,


superbioso e iracondo,


" Dopo di me - gridava -


verrà la fine del mondo! "



Le parole protestarono:


" Ma che grilli ha pel capo?


Si crede un Punto-e basta,


e non è che un Punto-e-a-capo".



Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,

e il mondo continuò

una riga più in basso.
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17/11/08

Morganamenti - video/audio

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canzone sorriso

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ma quanto sono sweetly wierd i due bros!??

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16/11/08

pollock combina guai

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L´Astrologa e le quattro avvelenatrici

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Centocinquanta anni fa, tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1658, a Roma viene arrestata una certa Girolama Siciliana con sue quattro amiche; dal febbraio dell´anno prima hanno venduto acqua distillata con arsenico alle donne romane che volevano uccidere il marito. La spacciavano come "acqua che lava le macchie", battezzandola come salutare "manna di san Nicola"; sarà chiamata "acqua tofana", prendendo nome dalla matrigna della Girolama, Giulia Toffana, che è la "mente" della banda, ma peraltro morta. E con le cinque sono arrestate 46 donne avvelenatrici di mariti.

La scoperta di questa attività criminale si è verificata grazie al pentimento di una donna che ha usato il veleno per uccidere il proprio marito e si è poi confessata, essendo convinta dal sacerdote, sotto garanzia di impunità, di rivelare alle Giustizie la trama delittuosa per evitare che la strage continui. E il Bargello convince sua moglie, la signora Loreti, che vive a Firenze, e quindi non è conosciuta dai Romani, a venire a Roma e prestarsi alla "trappola" in cui far cadere una delle fornitrici del veleno.Alloggiata in una casa sfarzosa ai Monti, la Loreti diventa popolarmente la marchesa Romanini, e si reca più volte a casa di una delle donne indicate dalla uxoricida pentita, tale Giovanna De Grandis detta "Astroliga" per la sua camuffata attività.
La consulta più volte come astrologa, ma un giorno, entrata in confidenza con lei, le richiede la "manna di san Nicola" per eliminare suo marito, proponendole una grossa somma di denaro. La De Grandis è subito convinta dall´abbondante denaro e fissa un appuntamento per il giorno dopo nel palazzo della marchesa per la consegna della pozione. E´ ricevuta nel salotto, ma nel momento in cui avviene tra le due donne lo scambio del denaro e della pozione, da dietro le tende sbucano due sbirri e un notaio. E´ tardi per capire l´inganno e la De Grandis viene arrestata. Messa sotto tortura nel Bargello, la falsa "Astroliga" fa il nome delle altre quattro, la Girolama, Maria Spinola, Graziosa Farina e Laura Crispolti, nonché delle clienti. E così si arriva all´arresto. Sono condannate tutte e 5 alla forca, mentre le 46 mogli finiscono murate nel carcere dell´Inquisizione. E le condanne sono firmate personalmente dal papa Alessandro VII Chigi. L´esecuzione delle impiccagioni avviene il sabato 5 luglio del 1659 a Campo de´ Fiori.
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15/11/08

a' 'for-ismi

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per chi non lo sapesse, il Pensatore è il proprietario del caffè '900.
prendete penna, carta e calamaio.
qui si vola alto!
;)
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carpe Diaz!

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Alfano:
«Responso chiaro»;



Gasparri:«Prendiamo atto che più della metà degli imputati è stata assolta. Il che ridimensiona la violenta campagna contro le forze dell’ordine da taluni fatta finora»


Casini:«Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verità nota a tutti gli italiani e cioè che al vertice della Polizia di Stato in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni.»


mi resta un dubbio, è possibile che non si ritenga comunque colpevole un vertice della polizia che non riesce ad avere il controllo sulle iniziative dei propri sottoposti? che me ne faccio di un vertice della polizia di galantuomini, sarebbe preferibile un vertice che abbia controllo di chi è autorizzato ad andare in giro con i manganelli. invece qui ci si rallegra! l'italia fa un figura di merda internazionale, sembra per colpa di 13 pazzi criminali che hanno agito in autonomia dai loro superiori, e i nostri onorevoli si esprimono con gioia.
Non è che si rallegrano perchè loro l'hanno fatta franca??...
mah!

questo è il lavoro fumettistico di un ragazzo di benevento che era alla scuola Diaz.

Allegriaz!!
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TRICYCLES

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Sabato 15 Novembre si conclude l'ottava edizione dell'OKTOBER JAZZ FESTIVAL presso il CSA DEPISTAGGIO.Un festival quest'anno contrassegnato dalla persenza di molti artisti locali, che da anni si affacciano con notevole successo sulla scena italiana ed internazionale. Al fianco di questi affermati musicisti arriva per la prima volta al Festival Maurizio Giammarco che ci presenterà un progetto dal nome TRICYCLES insieme al bassista DARIO DEIDDA e al batterista JOHN B. ARNOLD.

Il trio composto da sax, basso e batteria (reso celebre da Rollins, Coltrane e Ornette Coleman dalla metà degli anni '50 in poi), è diventato un organico "classico" del jazz moderno, e continua ad essere molto amato dai musicisti in quanto "banco di prova" ideale per esprimere al meglio le proprie capacità di interplay, libertà e inventiva armonica, costruzione formale e abilità tecnico-strumentale.
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14/11/08

No embedded

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Riporto paro paro da JunkiePop, fresco di trasferimento:

Parte tutto dal fatto che l’hype assoluto del momento è farsi l’autoscatto con annessa presa di posizione contro Silvio Berlusconi per il suo poco felice battutone abbronzato su Obama.

La wave della generazione 2.0 che manifesta dal pc di casa, col culo bello piantato sulle sedie e a favore di fotocamera.

Durante Walk this way dell’ultima settimana Francesco Farabegoli da par suo ha risposto a suo modo, e come dire a sua volta una nuova onda si è alzata. Ci siamo detti, perchè prendere le distanze da solo Silvio Berlusconi e non da tutte le proprie idiosincrasie personali?

Voglio dire, e che Berlusconi comprende tutti i mali del mondo?

Sì lo so la risposta è quasi e la domanda è sicuramente mal posta, fatto sta che si è aperto un tumblr - Not in my name - con tutta la nostra collezione (e oltre all’iniziatore Farabegoli, c’è anche Matteo Valido Zuffolini, Emiliano Colasanti, Margot, me) semmai aveste voglia di aggiungervi con un vostro autoscatto e un vostro messaggio la mail è questa: noninmionome@gmail.com mandate una foto (ovviamente pubblicabile) e l’aggiungiamo.

Idiosincratevizzatevicisi.





E questo è il mio not-in-my-name, ma lo capiranno in pochi. Quelli del Tumblr l'hanno capito, ma per loro è facile.. ;)



Lo so che scarabocchio in maniera orrenda, è un po' il motivo per cui ho tanta dimistichezza con la tastiera.
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Nuda in croce, il Comune dice no

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Il sociologo Abruzzese: il manifesto è ok

"Che errore, difendiamo la libertà di comunicazione"


-Alessia Gallione-



«C´è un principio che andrebbe difeso prima di tutto: la libertà di comunicazione», dice il sociologo Alberto Abruzzese, direttore dell´Istituto di Comunicazione dello Iulm.
L´immagine di una donna nuda crocifissa utilizzata per denunciare le violenze femminili, può essere offensiva?
«Credo che questo manifesto sostenga una posizione in modo motivato. Il termine crocifissione, d´altronde, lo usiamo anche senza pensare a Cristo e il corpo martoriato è quello della donna che subisce violenza. È probabile che possa costituire un problema per una persona religiosa, ma ci sono altre cose che possono turbare un laico, ad esempio».
Quali?
«L´esibizione continua del pensiero cattolico, ad esempio. Ci sono altri modi per ferire l´anima e non riguardano solo un´immagine cruda. C´è una legge che è sacrosanta: la comunicazione è comunicazione, basta che ci sia pluralismo. Una volta esisteva l´offesa al pudore, ma ormai qualsiasi immagine considerata offensiva viene largamente superata da qualsiasi cosa vediamo in televisione e che non è neppure vietata ai minori».
Che cos´è offensivo, allora?
«Qualcosa che sembra disturbare alcuni valori, in questo caso religiosi o di una cultura maschile. Sono meccanismi che scattano in modo conscio o inconscio e si nascondono sotto il gusto estetico. Solitamente è accettato che una cosa bella vada contro il senso comune e sia disturbante perché è protetta dal canone estetico. È quando si sorpassa questo canone che arriva l´interdizione».
Il Comune che chiede di togliere un manifesto fa censura?
«Il compito di un´amministrazione dovrebbe essere quello di proporsi seriamente il problema di governare, ma deve saper motivare le proprie scelte in modo più culturalmente profondo altrimenti il rischio è quello di dare giudizi censori».
Una polemica simile ricorda quella che scoppiò per il manifesto di Oliviero Toscani sull´anoressia.
«La comunicazione è sempre un rischio, ma se si evitano i rischi non si comunica. La genialità di Toscani sta nell´aver capito un meccanismo: è la reazione di chi si sente provocato che dà valore all´immagine. Le polemiche politiche dimostrano che la campagna dell´associazione funziona anche grazie alle resistenze che suscita».
Il Comune sta affrontando il "degrado" con una serie di ordinanze. Anche le scritte sui muri offendono il senso estetico?
«I graffiti sono diversi dal degrado. Sgarbi ha ragione quando dice che hanno un ruolo storico. Certo, ci sono graffiti belli e graffiti brutti, ma chi stabilisce il confine? L´effetto comunicativo di un murales è innanzitutto far capire che ci sono persone che non sentono loro il mondo che abitano. Mi preoccuperei molto di più di ragionare su questi motivi piuttosto che arrivare all´interdizione e alla punizione subito».

(la Repubblica ed.Milano)
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13/11/08

E' già moda...

4 commenti:

Novembre 2008 – Stavo scattando delle foto per la caccia alla pantera. Allora. Riflettiamo. Già sei a cacciare un leopardo a Paduli e questo, diciamo, non depone bene. Poi ci vai conciato in questo modo! Eee no! E questo è troppo. Anche nei confronti della pantera…

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acqua

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Viaggiando sul traghetto sul canal grande mi sono ricordato di quella volta che dopo un acquazzone si allagò piazza risorgimento!
Piergiorgio
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12/11/08

Berliner Traum

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Francia, gli "ecoguerriglieri" che spengono la Ville Lumière (e non solo)

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PARIGI - Le loro prime azioni di "eco-guerriglia" le hanno portate a termine a Parigi trasformando la storica "Ville Lumière" in una città un po' più buia, ma meno inquinata. Si fa chiamare "Clan du Néon" (La banda del neon), è un movimento di giovani ambientalisti francesi che combatte il riscaldamento climatico e lo spreco di energia elettrica spegnendo a notte inoltrata le insegne dei locali notturni delle principali citta' transalpine. Per non farsi riconoscere a volte mascherano i loro volti con una grossa parrucca bionda e con sgrargianti occhiali da sole e di solito una tuta viola è la loro divisa da combattimento: come mostrano alcuni video presenti sul loro blog questi giovani ecologisti usano sempre la stessa tattica: si avvicinano velocemente alle insegne luminose dei locali e con veloci movimenti spengono l'interruttore esterno che li controlla. In un attimo ogni illuminazione scompare e il buio regna sovrano.

MOVIMENTO - Questo movimento ecologista è nato a Parigi, ma ormai gruppi affiliati sono presenti in Normandia, a Bordeaux, in Provenza, nel dipartimento della Dordogna e in tantissime altre città francesi. Il web è pieno di video in cui membri del gruppo pubblicizzano le "ronde notturne" del Clan e affermano che non vi è nulla di più bello che passare una nottata a spegnere le illuminazioni cittadine. Il Times di Londra ha seguito una di queste serata dedicate all'ecoterrorismo pacifico: i membri di "Clan du Neon" si sono ritrovati in Place de la République a Parigi e la prima vittima della loro azione e' stata una filiale della nota agenzia di viaggi transalpina Nouvelles Frontières. Michael un intraprendente attivista si arrampica sull'impalcatura dove e' presente l'interrutore esterno e in un batter d'occhio spegne l'insegna luminosa dell'agenzia. Insieme ai suoi amici-colleghi prima di tornarsene a casa portera' a termine la stessa operazione in diversi locali, spegnendo tra l'altro le insegne di due famose banche francesi e i 26 neon del "Salon Régence", ristorante alla moda che organizza ricevimenti nuziali

STATUTO UFFICIALE - L'organizzazione si è dotata anche di uno statuto ufficiale nel quale c'è scritto che «i neon usati dai locali notturni sprecano una quantità estrema di energia». Questo documento ufficiale non è il solito testo redatto con linguaggio burocratico. Anzi. In un singolare passaggio afferma che le azioni dei giovani attivisti sono più che giustificate perché «queste illuminazioni generano un doppio danno sia perché producono elettricità che inquina l'ambiente sia perché la loro luce accecante impedisce alle persone di vedere le stelle». Tuttavia i membri del Clan sanno che non sempre le illuminazioni notturne sono una male. «In alcuni casi, noi sappiamo bene quanto siano necessarie le illuminazioni - recita lo statuto -. Noi lottiamo prima di tutto contro il loro utilizzo abusivo, al servizio della pubblicità. Le nostre azioni non sono mai portate avanti contro locali, caffe' o farmacie ancora aperte...Ma tutte le luci che sprecano energia sono una danno anche per quelle utili. Troppa luce abbaglia!».

(da "Corriere della Sera")
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Maffia illicit Club - Reggio Emilia

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Ciao a tutt*

un video che ho realizzato questo week al Maffia di Reggio Emilia in collaborazione con FatCat

hope you enjoy!!!

Ka:lu

Warmachine_#2 @ Maffia [RE] by FatCat and Ka:Lu
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les dejeuner sur l'herbe

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11/11/08

Il Labirinto del Fauno

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Spagna, 1944. Dopo la fine della guerra civile, con la vittoria di Francisco Franco, Carmen, risposata da poco con un capitano dell'esercito di Franco, si trasferisce con la figlia Ofelia, nell'abitazione del nuovo marito, un vecchio casolare nel nord del paese. Ofelia non si trova bene nella nuova sistemazione, e allora trova rifugio nelle rovine di un antico e misterioso labirinto nelle vicinanze della nuova casa. Il Fauno, una creatura magica predisposta a guardia del labirinto, le rivela che é proprio lei la principessa perduta del suo magico regno, ma per conoscere tutta la verità, Ofelia dovrà eseguire tre compiti per nulla facili...

Ps. Non è un film per bambini...

S*
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10/11/08

berlino

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08/11/08

Meno sei, nero

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Ce li ho avuti pure io i rifiuti ingombranti. Anzi, a dire il vero ne avrei da riempirci una cava. In ogni caso, quando ho dovuto liberarmene, almeno di una parte, ho chiamato il comune ed ho aspettato che il camion addetto se li venisse a prendere. Ho aspettato, parlo di roba di mesi, mica giorni. Però ho aspettato e, no, non li ho lasciati in strada.

Non è giusto aspettare mesi, chiaro. Ma non è giusto neppure Berlusconi Presidente del Consiglio e neanche che la polizia non arresti i ladri. Però non è che li impacchetto da me e li chiudo in cantina, anche perché un Berlusconi in cantina.. Quindi aspettiamo, ché se non aspettiamo stiamo commettendo un reato e poche storie.

Dice, ma la norma è illeggittima, si applica solo in Campania. Vero, forse (?), ma ve lo devo spiegare io perché una norma del genere, per dire, in Veneto non avrebbe ragion d'essere?
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06/11/08

Luogo nascosto

2 commenti:
Luogo nascosto
.
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Attraverso il calore del più ardente affetto
mi e' stato spedito il tuo amore
non so bene cosa farci: non so bene dove metterlo.

Sono così vicino alle lacrime
e così vicino al semplice chiamarti
Semplicemente per suggerire
di andare in quel luogo nascosto...

Sono stato un po' timido
ma riesco a sentire l'odore di un pizzico di speranza
nell’aver quasi permesso una volta
di accarezzare le tue dita.

Ma attenzione...
è lì che giace la mia nascosta passione
è lì che giace il mio amore
lo nascondo sotto una coperta
e lo cullo finché non dorme
lo terrò in un luogo nascosto...

.
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S*
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05/11/08

Le finestre

1 commento:
Chi guarda da fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose quante ne vede chi guarda una finestra chiusa.
Non c'è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso, più abbagliante di una finestra illuminata da una candela. Ciò che si può vedere alla luce del sole è sempre meno interessante di quello che avviene dietro un vetro. In questo buco nero o luminoso, vive la vita, sogna la vita, soffre la vita.
Al di là delle onde dei tetti, scorgo una donna matura, povera, già invecchiata, sempre curva su qualcosa, che non esce mai. Con il suo viso, il suo vestito, i suoi gesti, senza sapere quasi niente, io ripercorro la storia, o piuttosto la
leggenda, di questa donna, e a volte la racconto a me stesso piangendo.
Se fosse stato un povero vecchio, avrei ricostruito la sua altrettanto facilmente.
Così me ne vado a letto, fiero di aver vissuto e sofferto in qualcuno che non sono io.
Forse mi direte: «Sei proprio sicuro che la leggenda sia quella vera?». Ma che cosa importa la realtà, se la mia leggenda mi ha aiutato a vivere, a sentire che io sono, e ciò che sono.


C.Baudeilaire
-Lo spleen di Parigi-
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04/11/08

Non siamo noi ad averlo inventato

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Può tramontare questo sole nucleare, e possono sparire le nubi radioattive. Può crescere il grano, e possiamo falciarlo correndoci in mezzo. Possiamo spogliarci, oppure avere vergogna. Possiamo accettare l'invito, o declinare gentilmente. Ma noi dovevamo provarci, e ci abbiamo provato. Potevamo sbagliare, e abbiamo sbagliato. Avremmo potuto dire amen, ma così non è stato. Avremmo potuto lasciarci le penne, ma il rischio fa parte del gioco. Non avremmo voluto diventare crudeli, ma a volte ci è toccato. Non avremmo voluto un mondo cattivo, ma non siamo noi ad averlo inventato. La poesia e la magia sono le uniche cose che non abbiamo mai abbandonato. La bussola verso il nord, il cuore a sud, e uno spirito mai così determinato. Il tempo dell'alternativa è scoccato e scandisce i nostri passi. Siamo rigorosi, forti e decisi, rispettiamo le coordinate dei nostri assi. Siamo belli, allegri, in piedi, siamo la truppa d'assalto. Siamo l'Italia nuova, l'Italia che ascolta, fa e diffonde. Siamo l'esercito del do it yourself, siamo la nuova onda. Missione, disciplina, equilibrio, umiltà, forza, coraggio. E' tempo di scoccare la freccia e infilare la marcia. La bellezza di una visione: ecco la nostra storia.

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01/11/08

Un po' di culo, no?

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toh, ridi.

Vignetta di Makkox
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