31/12/08

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Mo(o)vie Wonderland

Titolo: ”Come Dio comanda”, di Gabriele Salvatores (tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti)

Sottotitolo: Non può piovere per sempre(almeno spero)

…c’erano una volta, nella piovosa, brutta e cattiva landa di Nordest, un papà e un pargolo misteriosamente orfani di mammà (ma dopo 5 minuti dall’inizio della polpetta un’idea sull’assenza -o fuga?- o mammicidio!- della poveretta te la fai) che fieri si battono,nonostante la pioggia, contro i mali del secolo (tipo extracomunitari che ti rubano il lavoro, assistenti sociali che ti costringono al lavoro, lerciume dei poveri, laidume dei ricchi, donne che non ci stanno, donne che ci stanno ma si fanno etcs) ma curiosamente non vengono compresi e sostenuti dall’universo mondo in questa igienica crociata… Ohibò, sarà forse questione di metodo? Sarà mica perché il babbo, intanto che piove, professa un vago penchant hitleriano e l’adolescente chiuso & confuso ne riporta lo zibaldone nei temini scolastici, per poi entrambi frequentare un certo Quattro Formaggi che di mestiere (si fa per dire) aggiunge le sorprese dell’ovetto kinder al mesto presepe che si è costruito in casa?

Ma và, si sa che a Belluno o giù di lì, quando piove, sonotuttiunpòrazzisti (con i razzisti?!mi sto perdendo…) e poi che ci fanno le ragazzine in giro-da sole-la notte-nei boschi (sulle note di “Non sono una signora” ma una con tutte sfighe nella vita)… quindicenni male educate all’ombra dei centri commerciali… che poi infatti quando sono un po’ approssimativamente assassinate i parenti alle esequie gli fanno le foto alla bara con il videofonino!!

Invece babbo e pargolo sì che si vogliono un bene sincero, fra un papagno e l’altro… e vai con l’happy end munito di “Knockin’on heaven’s door” in sottofondo e lacrime in agguato. Come da copione. Come Dio, piovendo piovendo, comanda.

SinteticaMente: Salvatores firma una delle sue opere meno riuscite, tagliando e cucendo un romanzo-fiume che sullo schermo fa acqua da più parti… e mentre le vestali del culto Ammaniti nel cinema ruggivano:” Aaaahhhh!!a pagina 167 era TUTTODIVERSO!!!!!!!!” e gossippavano: “Ma Filippo Timi -quant’è figo- è VERAMENTEIPOVEDENTE????????”non vorremmo (vorrei) infierire dicendo della colonna sonora più invadente di una suocera a Natale, di un cast valido ma scarico (Elio Germano al minimo sindacale, bravo invece l’esordiente Alvaro Caleca) e di un assunto fondante pervaso da sociologismi banali che inevitabilmente sviliscono la materia complessa del racconto… Ops, l’ho detto.

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Amati film/I film che mi sono fatto: Manhattan, Woody Allen (1979)

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credenze

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Sotto il vischio
sopra il vento
porta bene 
il reverendo

Per tutta la notte di capodanno
tocca Piergiorgio
e sarai (sicuramente) più fortunato

se non si fa vivo
andatelo a cercare


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buon 2009

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auguri di cuore

screensaver calendario[archiattack[2009]
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29/12/08

presentazione calendario[archiattack]2009

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abbiamo chiesto a vari artisti, fotografi, persone creative di inviarci la foto della loro stanza.
abbiamo chiamato questo This Is Where I Live Project, e lo abbiamo promosso tramite myspace.
abbiamo scelto 12 fotografie e le abbiamo pubblicate per farne il nuovo calendario [archiattack]2009.
ora lo presentiamo con un cocktail party il 29 dicembre 2008 ore 21.30 a [archiattack]studio.
ora tocca a voi,
siete invitati a ritirare il vostro calendario!

video performance di KA:LU
musica di DjPj

hanno fotografato per noi:
www.myspace.com/forgionetullio
www.myspace.com/alessiacocca
www.myspace.com/dadagi
www.myspace.com/isabellapedicini
www.myspace.com/pjrom
www.myspace.com/aurorise
www.myspace.com/anchebianca
www.myspace.com/minakochiara
www.myspace.com/giandecaro
www.myspace.com/fatal_reqiuem
www.myspace.com/beatrizmorales_
www.myspace.com/archiattack

in collaborazione con
Vigne Sannite
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28/12/08

i grandi fotoromanzi di beneventanamanera

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26/12/08

Morgana Live

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Ultimi live del 2008 al Morgana
sab 27
Halftones (reggio emilia)
dom 28
Nobraino (rimini)

CAPODANNO INSIEME con una festa che inizierà il 31 a mezzanotte al MORGANA

Sabato 27 dicembre
Halftones (reggio emilia)


E’ davvero prestigioso per il Morgana ospitare gli emiliani Halftones, ormai conosciuti a livello mondiale da alcuni anni per i loro lavori e le loro produzioni. Elencare in poche righe tutto quello che i fondatori Alan Iotti e li sannita Giulio Vetrone sono riusciti a fare in pochi anni è davvero difficile. Siamo tra jazz, elettronica, funky e lounge, soul, tutto ad altissimi livelli. Diciamo che la loro musica gira il mondo raccogliendo l’apprezzamento di gente tipo Gilles Peterson, Groove Armada, Gotan Project e Thievery Corporation. Data da segnarsi e occasione da non perdere.


Domenica 28 dicembre
Nobraino (rimini)

Abbiamo creduto da sempre alle potenzialità dei Nobraino, ed è per questo che li seguiamo da vicino e li invitiamo spesso al Morgana, a maggior ragione ora che la loro strada pare essere a una svolta, non solo per i riconoscimenti che stanno avendo e l’attenzione degli addetti ai lavori, ma perché il loro show, la loro musica continuano a piacerci sempre di più.
Se il teatro canzone e la canzone d’autore è in cerca di nuova linfa fa bene a guardare ai Nobraino.
E non dite che non l’avevamo detto

Ernesto Razzano
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24/12/08

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23/12/08

Precipitazioni

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Da noi non è mai entrato, né vivo né morto. Pure in questo modo a Natale marcavamo la nostra separazione dalle usanze: niente capitone. E' la femmina dell'anguilla, che non torna a mare e resta in acque interne ad ingrassare. Nelle tinozze della pescheria i capitoni roteavano in bolgia di dannati, anime scivolose che i diavoli afferravano con un retino e incartavano vive dopo la pesata. Alcune si sfilavano nel passaggio di mano, sgusciavano tra i piedi in cerca del mare. C'era, ma irrangiungibile anche per noi, stivati nel groviglio di vie della città vecchia. Il mare ci arrivava col vento di libeccio che risaliva i vicoli di corsa passando sotto infissi sgangherati. Portava aria salata e fumo di fusioni di altoforni che metteva ruggine in bocca, gusto vicino al sangue. Il libeccio condiva la città. Napoli era uscita decrepita dalla guerra. Tram e botteghe, scarpe e strade erano avanzi di consumazione. Niente era nuovo, di vernice fresca, nemmeno il quotidiano di giornata, che riportava notizie tristi, di seconda mano. Serviva ad incartare i capitoni. Vecchi erano pure i bambini, esperti di fame e incalliti in faccia a imitazione degli adulti. Svelti a scansare i colpi che calavano amari sul loro cranio rasato anche d'inverno, per via dei pidocchi.
(...)
Era bella Napoli quando pioveva. Allora i capitoni eravamo noi e strisciavamo lucidi ed impacciati come anguille fuori dall'elemento. Allora ammassati sotto portoni, come quelle nelle tinozze, invidiavamo i forniti d'ombrello. Chi ne aveva uno ne offriva metà al rifugiato sotto un balcone, un cornicione. La pioggia accoppiava la gente. Era bella Napoli strigliata a ondate rotolanti dal rialzo del vicoli verso la marina. Un capitone in fuga poteva trovare la via del mare, invece di finire spezzettato e fritto ancora vivo. ''Chisto nun more mai'', questo non muore mai, diceva fino a fine cottura chi se lo cucinava. Era bello il selciato il lastroni di pietra che pigliava l'aria di ripassato a cera. E belli pure noi, fradici stoccafissi, triglie, sogliole, cefali ed alici, tutt'una zuppa di pescati fuori tana dalla retata dell'acquazzone. Era Napoli sdrucciola, sciuliata, strofinata sceriata, senza panni tra le case, solo cielo e muri, muraglioni che spingevano gli occhi verso l'alto per togliersi dallo stretto. Sotto la pioggia alzavo la faccia al cielo e me lo facevo piovere addosso ad occhi chiusi per quei pochi secondi, prima che un adulto con uno strattone mi rimetteva a posto. ''Stu guaglione pare 'na maruzza'' (queso bambino sembra una lumaca), ''caccia 'a capa fore quanno chiove'' (mette la testa fuori quando piove).
Mi piaceva la pioggia ed il cupo delle nuvole, il cielo somigliava alla strada. Da cresciuto, il vantaggio di viaggiare in aereo è di frequentare le nuvole, vedere come stanno, e come fanno con le decine di gradi sottozero, e il sole sopra, e il vento che a una quota le arriccia e a un'altra le alliscia. Da bambino le pensavo pelose come l'ovatta, invece sono di bordi netti come il ricciolo del burro.
Pure chist'anno chiove pe' Natale, preferisco il verbo napoletano che fa chiovere e schiovere, anzichè 'piovere' e 'spiovere' e fa chiagnere, anzichè 'piangere'. Vo chiove, 'vuole piovere', diceva la gente gocciolante al banco della pescheria, poi cacciava di tasca i fogli di carta moneta, larghi come tovaglioli, da piegare in quattro. Passavano di mano, pigliavano l'odore della merce: baccalà, caffè, pane. Bella Napoli fradicia, gli starnuti rigovernavano il naso avvelenato dai più insolenti odori. Nelle ore di pioggia la città svecchiava, diventava nuova come l'aria. Poi un ultimo scroscio se ne andava al largo a sprecare la sua bella forza spazzolona sopra il mare già di suo pulito e strofinato a bianco.
Senza capitone a noi sembrava poco, sicchè si facevano per Natale altre astinenze: niente presepe, niente Epifania. Ci spettava invece lo spaesato abete con le pallucce fragili ed i pacchetti ammucchiati sotto, al posto di radici. Per me Gesù nasceva tirolese, era là che avevo incontrato gli abeti e la neve. E non era strano lassù nascere nella stalla, ch'era il posto più caldo per via del fieno e del fiato materno delle mucche. A Napoli Gesù finiva nato in un cartone di presepe, addobbato con sughero e col muschio che da noi non manca, perchè i vicoli ne producono di bello gnfio e vivo, per la perfetta umidità costante, come quella dei boschi di un versante nord.
(...)
Il presepe è una volontà di ridurre in miniatura. E' un gioco i bambini che inventano di rovesciare le proporzioni e diventare giganti. Si goca al presepe per mettersi dalla parte del burattinaio, far muovere i cammelli, avvicinare stelle, assistere alla recita dei minuscooli, che all'insaputa loro stanno nell'imboscata di un'attesa.
(...)
Senza presepe sono cresciuto a riparo dalla fantasia toccata a Gulliver, di essere colossale davanti ad un teatro di minimi. In tutte le altre case intorno, sopra e sotto, si allestiva al suono di zampone l'arrivo di Gesù e dell'ora zero della sua epoca esclamata come ultima. Da allora ha accumulato la bellezza di duemila Natali, a Napoli quasi tutti inzuppati.

Erri De Luca
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22/12/08

quando a Berlino nevica dietro la rucola

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Una sosta lunga, per una che è stata sempre viaggiatrice a piccole dosi. Avevo messo da parte mille cose da raccontare, ma ne ho lasciato un 70 % a Berlino, tra i vestiti e le scuse per ritornare. Perchè a Berlino si torna, sempre; per passione, per nostalgia e per tutta una serie di banalità verificate. Provo a mettere in fila le serate, i luoghi, l'arte, le persone, i motivi. Ma viene fuori una linea confusa; educata e confusa. Come le attese sulle scale per ritirare i moduli del sussidio sociale o quelle al supermercato, fatte di buste e stanchezze portate da casa (più economiche e resistenti). Ma Berlino non ha motivi per essere così bella; non chiari, non pochi. Una città lontana dalla clemenza, da tirare su con il naso. Un riassunto stretto di culture e città troppo lontane: Istanbul, New York, Mosca. Un freddo da mal di denti ed un buio presente; parchi come boschi; troppi bar; gli “open” luminosi, attenti e disponibili; i troppi dipendenti della tekno che consumano il ponte di Warschauer; i semafori in vendita; i mercati con ambizioni da boutique; la possibilità di poter vivere qualsiasi ora, nonostante la pioggia, sopra i vestiti usati fino all'osso; come se indossare la vita degli altri avesse molto più valore. Ed appena sotto i palazzi buttati giù, tutto rimane odore persistente: Le americane con il tono di voce troppo alto e gli appuntamenti presi la sera prima a Torstrasse; i turchi con le loro scarpe lucide da domenica e la cipolla già messa nel panino; i tedeschi rari come la possibilità di trovare vongole fresche; le famiglie giovani e felici con bambini e sorrisi in eccesso. E poi gli italiani, che hanno dimenticato i motivi per cui sono arrivati; con le conquistate poche parole tedesche ed i "lavoro da due anni in pizzeria". E quella malinconia attaccata all'accento, soprattutto nei giorni in cui nevica appena dietro la rucola, la voglia di rimanere è ancora nel forno e c'è ancora tutto da consumare.
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21/12/08

trasloco 1999 - rap nostalgico

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26 - 30 Maggio 1999 - Ultima settimana a Napoli!

Rit. Lascio, scappo, fuggo via,
fuggo via dalla tua allergia/allegria.

Lascio questa città
che mi accolse otto anni fa.
Come altre volte in passato
sono qui a fare bagagli con scatole
e scatoloni, uno stereo ingombrante
e un piumone avvolgente;
quante freddi notti mi ha donato calore
e quante volte intimità dopo aver fatto l'amore;
raccolgo cianfrusaglie: flyers, fogli, penna,
foto, libri, posters, nastri e cd,
cazzate, ricordi, nostalgia mi piglia
mentre vado via di qui.

Rit.

Lascio questa città
do' sole, 'a pizza e o'mandulino,
di Maradona, S. Gennaro e Bassolino.
Lascio il vecchio e il nuovo
senza sapere quello che trovo;
e non parto per un viaggio, né per una vacanza,
non vado da qualcuno di cui sento la mancanza;
parto senza destinazione, senza una meta,
la strada non mi viene indicata dalla stella cometa,
non ho una montagna da scalare,
né un fiume da guadare;
vado via, ma non indosso panni da viaggiatore,
a spingermi non è il desiderio di un esploratore.

Rit.

Napoli ti resta appiccicata sulla pelle,
con le sue contraddizioni, la sua bontà
e la sua indifferenza, la sua omertà
e i suoi inciuci; la sua epicurea gente
ca nu bbò fà niente,
e a'o' tiempo stesso si inventa mille
mestieri, così per pariare, o per
tirà a campà;
il suo qualunquismo, il suo opportunismo, il suo assenteismo,
la strafottenza, la violenza,
dove devi camminare cu'na mano annanz' e una arret',
addò nun te serve na precia
statt' accuort'nun te fa fotte.

Rit.

Lascio questa città,
ci lascio una ragazza
che a sua volta mi ha lasciato,
ci lascio amici, che troppe volte per lei ho solato,
altri, che opportunisticamente mi hanno sfruttato,
amiche, da cui (che stupido!) sul più bello sono scappato,
altre cui (che coglione!) non mi sono mai dichiarato
o (che ingenuo!) l'ho fatto nel momento sbagliato.

Rit.

Lascio macchine che mi hanno schiacciato,
cani che mi hanno addentato,
libri che mi hanno acculturato,
droghe che mi hanno sballato,
strade e piazze per le quali si è fumato
persone da cui sono stato amato
altre da cui sono stato emarginato;
locali in cui si è festeggiato,
case che mi hanno ospitato,
feste alle quali mi sono annoiato,
professori che mi hanno ignorato;
il sole e il caffè che al mattino mi hanno dato allegria,
la luna e le stelle che nelle notti insonni mi hanno fatto compagnia;
mille episodi e situazioni
che mi hanno regalato ... emozioni.
Ora non sto qui, a mettere in rima tutti i nomi di quelli che vorrei
salutare
ma se chiudo gli occhi per un istante ...
... le vostre facce riflesse nella mente
per ciascuna un ricordo importante.

Rit.

Lascio questa città
e parto con uno zaino pieno di ricordi ed aspettative,
impresse nell'animo come fotografie,
porto sulla pelle i segni del tempo che è passato
in una tasca i capelli che ho colorato
sulle ginocchia le cicatrici per una caduta in moto
e la rabbia per mille storie che ho bruciato.
Nel palmo della mano ho un solco che so decifrare soltanto a metà,
parto e lascio questa città.

C'è luna piena stasera, ancora una volta catalizzatrice di eventi
fasti o nefasti comunque punti fermi, accidenti.

Cerco il tasto per il reset dei miei pensieri,
forse è nel ricco sorriso della ragazza conosciuta ieri.

Addio Napoli
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FANTAstici mondi perduti

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la città dei sospiri

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Domenica, 21 DICEMBRE, ORE 19.00
MULINO PACIFICO “ex MACELLO”
Benevento

“La città dei sospiri” ha avuto la sua “prima” in Slovenia durante la Presidenza all’Unione Europea Slovena e si realizza a conclusione dell’anno Europeo del dialogo Interculturale (2008) quando Ljubljana, come il resto d’Europa, è piena di eventi riguardanti questo tema.
Cosa li unisce è solo l’amore – amore per un paese, amore tra individui, tra genitori e figli, tra amici e vicini; e il modo più facile di esprimerlo è attraverso l’arte, la musica, il cinema e la letteratura.
“La città dei sospiri” ha lo stesso obiettivo. Qual è l’idiosincrasia tra Spagna, Italia, Germania e Slovenia? Qual è il patrimonio culturale e spirituale che offrono e che può portare ad una coscienza culturale unita e collettiva?
"La visione di Senzorium è parlare dell’indicibile, toccare l’intoccabile, guardare l’invisibile e ascoltare l’inudibile, per conquistare terre invisibili di spirito e bellezza, per trovare un ago in un pagliaio e una perla sul fondo dell’oceano, per nutrire la fame eterna di uno spirito curioso e per bere dal pozzo della saggezza che giace nascosto in ognuno di noi”
Barbara Pia Jenič

Idea e Regia: Barbara Pia Jenič (SLOVENIA)
Musica: Peter Penko, Grega Skocir, Tomi M. (SLOVENIA)
Costumi: Incognito Design (SLOVENIA)
Luci: Pierluigi Ricciardi (ITALIA)
Pubblicità e Supporto Tecnico: Morgana Music Club e INCA Italia
Grafic design: Mirola Šoti (SLOVENIA)

Abitanti:
Shaday Larios Ruiz (SPAGNA) La Llorona (MEXICO)
Katia Tannert (GERMANIA) La figlia del re (GERMANIA)
Daniela Altieri (ITALIA) La moglie (ITALIA)
Emanuele Nargi (ITALIA) U’ Dannato (ITALIA)
Barbara Pia Jenič (SLOVENIA) Lepa Vida (SLOVENIA)

Produzione: Senzorium con il contributo del Ministero della Cultura della Repubblica Slovena.
Co-produzione: INCA con collaborazione della Compagnia Teatrale SOLOT e il Morgana Music Club.
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20/12/08

pastori e tronisti

2 commenti:
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19/12/08

senza parole

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spottuti!

12 commenti:

...allora, l'unica raccomandazione...
...andiamoci calmi con i commenti!!!!!!!
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Morgana Live

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Venerdì 19 Il cielo di Bagdad




Questo week end al Morgana arrivano due band che interpretano in due modi differenti la musica rock, da Aversa venerdì 19 arriva Il cielo di Bagdad a presentare il suo secondo lavoro “Export for Malinconique” e sabato 20 da Pisa The Strange Flowers, già noti in Europa a livello indipendente sono pronti a ripartire anche in Italia. Di seguito due chiacchiere con Nicola Mottola de Il cielo di Bagdad


Il secondo album, soprattutto quando il primo è ben accolto dalla critica e dal pubblico, è sempre un banco di prova, ma ascoltandolo mi pare che siete riusciti a tenere fuori l’ansia e la tensione e a pensare solo alla musica che sentivate vostra, prendendovi anche i tempi giusti per realizzarlo. L’ atmosfera di serenità che l’ascolto trasmette, è forse dovuta in parte anche alla grafica che mi sembra una delle possibili chiavi di lettura del vostro lavoro.
Alessio Nunzi è riuscito ad interpretare perfettamente il nostro stato d'animo disegnando per noi questi scenari immaginari.Temiamo che la nostra vita potesse essere inscatolata in questa rigidità schematica che davvero ci atterrisce. L'utilizzo del tempo per noi è fondamentale.Cerchiamo di vivere in una situazione privilegiata, in cui si è in attesa di cogliere e di elaborare l'ispirazione che ti arriva.Tutto ciò ha bisogno di una fruizione del tempo totalmente avulsa dagli schemi della società. Se non ti senti creativo, puoi tranquillamente decidere di stare anche due giorni intorno a quell' idea che non sta venendo fuori. Cerchiamo di vivere il tempo, come tutte le persone avrebbero il diritto di fare!

Come sono andati questi primi concerti, intendo nella trasposizione live dei pezzi registrati in studio?
I primi live sono andati meglio del previsto, il nostro scopo era quello di portare dal vivo le atmosfere create sul disco con l'aggiunta di nuove soluzioni in qualche brano, la gente che è venuta ai nostri concerti ha apprezzato molto e ciò ci riempie di gioia, cerchiamo di trasmettere tutta l'emozione che proviamo nel suonare i nostri pezzi.

Spesso leggo che siete accostati a gruppi tipo Giardini di Mirò, Mogwai, Sigur Ros, ma è veramente così? Nel senso con tutta la musica che si ascolta e che incide anche inconsciamente è davvero possibile accostare subito un gruppo ad altri, o come credo io è più una pigrizia di chi scrive di musica in modo sempre più stereotipato?
È una lettura che condivido, siamo grandi ascoltatori di musica tutti quanti, ti posso assicurare che ascoltiamo di tutto da vecchi vinili in soffitta alla musica classica, passando naturalmente ai gruppi che hai citato...viviamo il nostro tempo e le nostre note.

Suppongo che porterete il live anche in club stranieri, dopo molto tempo passato nella realizzazione i prossimi mesi saranno dedicati ai live il più possibile.
Esatto! in poche parole lunghi viaggi, nuove amicizie ovunque, bevute, pernottamenti strambi, autogrill, e ancora, paesi che mai avrei visto, bella gente, stronzi colossali.

Finalmente al Morgana, è da tempo che volevamo un live de Il cielo di Bagdad e finalmente ci siamo, tra l’altro con Benevento avete un feeling particolare, nel disco avete come ospite alla chitarra Giulio Castrone, e proprio con Giulio ed Enrico dei Lamia condividete il progetto Lamia in the sky, saranno entrambi al Morgana e forse qualcuno anche con la chitarra a portata di mano………….
Finalmente! a Benevento ci sentiamo a casa, ci sono tanti amici che stimiamo moltissimo come Enrico Falbo e Giulio Cestrone che ha registrato due brani per il nostro disco e che sarà con noi al Morgana in veste di bassista ti posso assicurare che ci sarà da divertirsi! Infine so che con altri amici e musicisti portate avanti anche l’eperienza di Fabbricaria ad Aversa per creare un punto di riferimento per la musica
Abitiamo in una provincia davvero particolare Fabbricaria è un esigenza, è la nostra fabbrica dei sogni, abbiamo sempre desiderato un luogo dove poter ascoltare buona musica fino al punto di creare questa associazione e mettere su anche dei live a disposizione sia della gente (e sopratutto per noi) per cercare di restare attaccati alla penisola .

Sabato 20 dicembre
Gli Strange Flowers hanno una lunga storia musicale fatta di slanci, pause e ripartenze. Conosciuti in Europa e apprezzati come una delle migliori band prog-psichedeliche in Italia, ripartono qualche anno fa per riconquistarsi quel posto che gli spetta anche a livello di visibilità. Più volte pubblicati da etichette tedesche si presentano in Italia per un lunghissimo tour, di cui il Morgana sarà una delle poche tappe a sud.

Ernesto Razzano
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18/12/08

La-russa

3 commenti:



Isa, sono arciconvinto che per zuppiera zarista intendevi una cosa del genere... l'ho trovata su ebay. Te la compro?!
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17/12/08

Se una notte d'inverno un viaggiatore

4 commenti:
Siete a letto insieme, Lettore e Lettrice. Dunque è venuto il momento di chiamarvi con la seconda persona plurale, operazione molto impegnativa, perchè equivale a considerarvi un unico soggetto. Dico a voi, viluppo non ben discernibile sotto il lenzuolo aggrovigliato. Magari poi andrete ognuno per conto suo e il racconto dovrà di nuovo affannarsi a manovrare alternativamente la leva del cambio dal tu femminile al tu maschile; ma adesso, dato che i vostri corpi cercano di trovare tra pelle e pelle l'adesione più prodiga di sensazioni, di trasmettersi e ricevere vibrazioni e moti ondosi, di compenetrare i pieni e i vuoti, dato che l'attività mentale è anch'essa intesa alla massima intesa, vi si può rivolgere un discorso filato che vi comprenda in un'unica bicipite persona. Per prima cosa occorre stabilire il campo d'azione o modo d'essere di questa entità duplice che voi costituite. Dove porta questa vostra immedesimazione? Qual'è il tema centrale che ritorna nelle vostre variazioni e modulazioni? Una tensione concentrata a non perdere niente del proprio potenziale, a prolungare uno stato di reattività, a profittare dell'accumulazione di desiderio dell'altro per moltiplicare la propria carica? Oppure l'abbandono più arrendevole, l'esplorazione dell'immensità degli spazi carezzabili e reciprocamente carezzevoli, la dissoluzione dell'essere in un lago dalla superficie infinitamente tattile?

I.Calvino

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i grandi fotoromanzi di beneventanamanera 2

4 commenti:





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16/12/08

novità dal vostro Vate(r)

10 commenti:
da oggi potremo aggiungere il nostro giudizio veloce ai post, guardate in basso!
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2 commenti:
[...] Che la Natura sparga sulla mia testa scottante
il suo sole, la sua pioggia, il vento che trova i miei capelli,
e il resto venga pure se verrà o dovrà venire, altrimenti non venga.
Schiavi cardiaci delle stelle,
abbiamo conquistato tutto il mondo prima di alzarci dal letto;
ma ci siamo svegliati ed esso è opaco,
ci siamo alzati ed esso è estraneo,
siamo usciti di casa ed esso è la terra intera,
più il sistema solare, la Via Lattea e l'Indefinito.

(Mangia cioccolatini, piccina; mangia cioccolatini!
Guarda che non c'è al mondo altra metafisica che i cioccolatini.
Guarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria.
Mangia, bambina sporca, mangia!
Potessi io mangiare cioccolatini con la stessa concretezza con cui li mangi tu!
Ma io penso e, togliendo la carta argentata, che poi è di stagnola,
butto tutto per terra, come ho buttato la vita.
Ma almeno rimane dell'amarezza di ciò che mai sarà
la calligrafia rapida di questi versi,
portico crollato sull'Impossibile.
Ma almeno consacro a me stesso un disprezzo privo di lacrime,
nobile almeno nell'ampio gesto con cui scaravento
i panni sporchi che io sono, senza lista, nel corso delle cose,
e resto in casa senza camicia.

F.Pessoa
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15/12/08

ANIMA TACCO 12

7 commenti:

Circa 30 giorni fa discutevo a cena con i più alti vertici di Beneventanamanera che giustamente si lamentavano della mia incostanza sul nostro amato blog…l’ambasciatrice di archiattack nonché curatrice della rubrica ricette immorali, per spronarmi, voleva affidarmi uno spazio sul giardinaggio, ma, seppure onorata, non avendo mai avuto il pollice verde né il giardino, avevo espresso le mie ragionevoli perplessità. A quel punto il nostro insigne amministratore, conoscendo il mio viscerale amore per i tacchi alti, illuminato, mi aveva affidato la simpatica rubrica…dimmi che scarpa hai e ti dirò chi sei.
Ero entusiasta, mi ero subito congratulata con lui per il suo acume, e la sua, tutt’altro che innocua, chiaroveggenza e già pregustavo immagini e testi da sottoporvi amabilmente.
Dopo due giorni però…la catastrofe! Non so quanti di voi ancora non sanno (mi dispero pubblicamente su facebook da 25 giorni) che scivolando su un pavimento bagnato con tacco alto mi sono rotta malleolo e perone e fui condannata a 30 giorni di gesso, o di prigionia, a cui seguirà ovviamente fisioterapia e chissà quanti giorni della più dura condanna:scarpette da ginnastica!!!
… beh potrete immaginare quanto, nonostante l’abbondante tempo libero, non fossi proprio dell’umore adatto per parlarvi di scarpe. Forse era destino che questa rubrica non prendesse vita, perché la mia incostanza nello scrivere fa parte del mio amore per la scrittura, connesso al fatto che scrivo solo se ho qualcosa di almeno divertente o comunque di impellente da comunicare e/o rendere pubblico, qualcosa che insomma non sempre si può costringere in una rubrica!
Ho sfruttato questo mese di immobilità per osservare, soprattutto la mia vita e annotare mentalmente chi o che cosa ne facesse davvero parte. Non userò questo spazio per parlarvi di quali rami secchi taglierò nel mio mondo personale, anche perché molte cose le sto ancora elaborando (ho ancora 7 giorni di gesso!) ma posso dirvi sicuramente che insieme alle sigarette e alla cioccolata, le scarpe col tacco alto saranno sempre indispensabili nella mia vita. A chi mi ha fatto notare il guaio in cui mi trovavo a causa loro, ho risposto stizzita che saprei portare i tacchi in qualunque situazione e che la causa del mio infortunio era stata solo e unicamente il pavimento bagnato. Non so quanti di voi possono capire questo amore che, concedetemi il folle e coraggioso paragone potrebbe somigliare a quello di isa per manuel agnelli, ma una scarpa può dire e cambiare tutto di te. Non conta quanto l’hai pagata o dove ti porterà, e nemmeno come appare agli altri, ma come ti fa sentire. Il tacco alto in particolare è per me una delle massime espressioni di femminilità, imprescindibile dalla stessa, infatti non è un caso che lo rivela essere uno dei primi oggetti del desiderio di chi nasce donna in un corpo da uomo per esempio. E non è un caso nemmeno che il mio grande amore per le scarpe alte mi sia stato trasmesso mia nonna, che nella fase finale della sua vita poteva portare solo scarpe ortopediche a causa di un terribile incidente d’auto.

La conclusione è questa, si può essere costretti a indossare per necessità o convenzione qualunque cosa, i nostri tacchi a spillo possono essere strappati via a forza da un piedino o piedone, ma mai dall’anima, che aspira a volare alto e quindi senz’altro nel mio caso è un tacco 12.
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lo scarparo

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questo giornalista iracheno tiene i CUGNI!!!!

(ovvero non ha una buona mira)

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14/12/08

Natale Arcobaleno 2° Edizione

2 commenti:
Solidarietà, tradizione, musica, teatro: è il mix del Natale Arcobaleno, manifestazione organizzata dal Comune di Benevento con l’associazione culturale Butterfly: si terrà dal 12 dicembre al 6 gennaio 2008 in varie zone della città.
Un Natale multiculturale, come sottolineato nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta questo pomeriggio presso il Teatro Comunale.
A presentare il programma è stato il curatore artistico Gennaro Del Piano che ha spiegato l’intenzione di “un approccio diverso al Natale, rispetto a quello consueto. In questo contesto rientrano i corsi aperti a coloro che vogliono costruire un presepe, la rivisitazione della zampogna in chiave contemporanea, grazie a Nico Berardi, conosciuto in tutta Europa. E ancora, la tombola parlata, uno spettacolo divertente dove tutto il pubblico potrà partecipare. Quindi la musica Gospel con il concerto dei Friendly Travelers, la Messa Flamenco, Enzo Avitabile, spettacoli nei quartieri, le Botteghe Arcobaleno”.
La conferenza era stata aperta dall’assessore comunale alla Cultura Raffaele Del Vecchio: “La valenza religiosa del Natale – ha detto – si fonde con i rapporti umani, la solidarietà tra i quartieri e il tocco internazionale di alcuni spettacoli. Ci fa piacere avere affidato l’organizzazione dell’evento all’associazione Butterfly. Chi ha una buona idea è sempre ben accetto: siamo aperti a tutti. Voglio anche sottolineare il discorso dell’associazionismo: quello autentico ci fa guardare al futuro con fiducia. Come nel caso dell’impegno sociale della Rete Arcobaleno.”.
Quindi la parola è passata alle due persone che rappresentano le associazioni citate da Del Vecchio. Tecla Iervoglini, ha presentato l’associazione Butterfly: “Siamo – ha detto - tutte donne giovani che hanno esperienza nell’organizzazione di eventi”.
Poi è toccato ad Alessio Masone, coordinatore della rete Arcobaleno che diffonderà la sua campagna di sensibilizzazione attraverso le Botteghe Arcobaleno (in collaborazione con Emergency, Pangea, Slow Food, WWF, Commercio Equo e Solidale, ecc.). “Un insieme di associazioni – ha spiegato - che non sono legate solo al fatto commerciale in sé ma che dimostrano come non si possa prescindere dalla sostenibilità ambientale”.
Infatti nel Chiostro di San Domenico, all’interno di un mercatino del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, ci sarà l’esposizione di prodotti biologici, ecologici ed etici, libri, oggetti da materiale di recupero, banchetti dell’usato e del baratto ed iniziative a sostegno della raccolta differenziata (dal 14 al 16 dicembre e dal 28 al 30 dicembre). Le botteghe saranno animate da momenti di intrattenimento per bambini e concerti etno e jazz.
Un momento di incontro, scambio e riflessione sarà dedicato a coloro che soffrono una diversità dovuta all’handicap, alla malattia, al razzismo, attraverso una conversazione multimediale con Sebastiano Ruggiero, noto psicoterapeuta, in collaborazione con Amnesty International (27 dicembre) che mira ad una più diffusa sensibilizzazione sul tema. Per un Natale Diverso.
I quartieri periferici della città saranno coinvolti in maniera diretta nella manifestazione attraverso spettacoli teatrali, musicali, tombolate; l’Avvento dei Comici, alla maniera della commedia dell’arte, sarà rivolto specialmente ai bambini e agli anziani (19 – 25 dicembre e 2,3 e 4 gennaio).
L’iniziativa “Te piace ‘o Presepio?”, il laboratorio di cui ha parlato in conferenza Del Piano, è organizzata in quattro incontri dove imparare a meglio costruire il proprio presepe secondo i canoni della tradizione partenopea sotto la guida di un Maestro dell’Associazione Presepistica Napoletana, Vincenzo D’Angelo (12 – 13 – 18 e 20 dicembre presso il Foyer al primo piano del Teatro Comunale).
Da segnalare anche diversi eventi collaterali: l’ Unicef sarà impegnata nelle sue tradizionali iniziative di beneficenza; Iside Nova presenterà uno spettacolo di artisti di strada, Cartolina di Natale: suoni, colori, emozioni in piazza S.Sofia (20 dicembre); TV7 Antenna Benevento International presenterà “Radio Xmas”, uno sportello radiofonico aperto ai cittadini in piazza Roma (nei pomeriggi del 22 e 24 dicembre). La ConfCommercio proporrà il tradizionale Concerto di Capodanno - XIX edizione con l’Orchestra del Teatro di Varna (Bulgaria) diretta da Leonardo Quadrini (Teatro Massimo, 1° gennaio ore 11,15). A chiudere il cartellone la Solot – Compagnia Stabile di Benevento con il concorso per nuovi talenti comici Mi faccia ridere! (Teatro Comunale ore 21 - 5 e 6 gennaio 2008).
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito, ad eccezione di quelli del 21 e del 26 dicembre presso il Teatro Comunale (Scostumatissima Tombola, costo 5 euro e il concerto Gospel al costo di 10 euro), i cui incassi netti saranno devoluti in beneficenza a due associazioni impegnate nella difesa dei diritti dell’infanzia, “Un mondo a colori ONLUS” e “Amnesty International”.



http://www.effettobutterfly.org/
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thank you for the drum machine @ karemaski (arezzo)

2 commenti:


venerdì 12 dicembre 2008

a un certo punto realizzo che se voglio ambientarmi nella mia nuova location devo uscire di casa; così faccio un giro su internet e trovo il KAREMASKI, salgo in auto, imposto il naviagatore appena comprato (non se ne poteva più di girare a vuoto per strade di città e campagna sconosciute seguendo una segnaletica stradale approssimativa e fuorviante), in pochi minuti sono ad arezzo, zona pratacci, circolo arci KAREMASKI. Sul flyer il live è previsto per le 23,00 ma è mezzanotte inoltrata e ancora non comincia. Il locale è caldo e accogliente, c'è un sacco di gente, poi comincia il concerto, il groove è davvero potente.
Sorseggio un paio di drink, al bar mi fermo a parlare con una ragazza molto carina con enne orecchini in un lobo e qualche caratteristico neo sparso sulla pelle, scopro che il gruppo è di arezzo, è appena tornato dopo un tour negli states, qui è di casa e molto seguito, il locale si infiamma.
Complimenti ai THANK YOU FOR THE DRUM MACHINE e complimenti al KAREMASKI.
Arezzo comincia a piacermi.
Saluti a tutti.
Antonio
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13/12/08

senza parole!

5 commenti:










non avrei mai pensato di poter vedere un film muto degli anni '30.
non pensavo che qualcuno andasse in giro per il mondo proponendolo in visione suonando dal vivo la propria colonna sonora immaginaifica.

il film è Tabù di di F.M. Murnau, e il musicista è Amaury Cambuzat.

la mia pigrizia non mi avrebbe mai consentito di mettere insieme le due cose, ma per fortuna sono un abitudinario e come al solito sono andato banalmente al morgana.
Mi sono dovuto solo sedere, ordinare una fresco drink, e godermi la serata!
bello fare il re!
:)
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luca aquino in concerto

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stasera al Centro Sociale Depistaggio concerto di luca aquino accompagnato da Giovanni Francesca alla chitarra, Gianluca Brugnano alla batteria e Marco Bardoscia al contrabbasso.
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12/12/08

100 Autori

1 commento:

lettera aperta agli spettatori

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Morgana Live

2 commenti:
Venerdì 12 cine-concerto del parigino Amaury Cambuzat

Sabato 13 gli emiliani Stoop


Venerdì 12 Amaury Cambuzat in un CINECONCERTO musicherà in diretta la pellicola di MURNAU "TABU" del 1931

l'inizio per questa serata un po' particolare è previsto per le 21.30

Amaury Cambuzat come musicista è ormai entrato nella storia della musica rock sia con il progetto Ulan Bator da lui fondato che come componente negli ultimi anni dei mitici Faust.. Venerdì proporrà il suo Cineconcerto, infatti musicherà il film muto di W.M. Murnau, “Tabu” A story of the South Seas (USA 1931) in una versione con sottotitoli in italiano, della durata di 87 minuti.

Con musica da lui composta e suonata in presa diretta. Amaury suonerà durante lo scorrere della pellicola diversi strumenti, chitarre , tastiere, basso percussioni, effetti elettronici e naturalmente la sua voce accompagnerà il tutto. Il film fu censurato negli Stati Uniti alla sua uscita, quando si svolse la prima proiezione Murnau aveva già perso la vita in un incidente stradale. Il film, da tutti i critici del mondo, viene considerato un capolavoro assoluto. Poiché l’occasione di incontrare Amaury è molto stimolante abbiamo pensato di fargli qualche domanda. Per capire la portata del personaggio, e del suo percorso musicale basta riportare la definizione di Ondarock a proposito dei Faust: “Dopo di loro, niente sarà più come prima - e, allora, non si esagera nel ritenerli, insieme con i Velvet Underground (e forse più di loro), la band più influente e creativa di tutti i tempi."

L’occasione è ghiotta perché con te si potrebbe davvero parlare di musica, arte da tantissimi punti di vista.

Sono più bravo a parlare di musica ;)

Partiamo dal cine concerto del morgana “Tabù” , ti chiederei di spiegarci sinteticamente come nasce la scelta della pellicola e l’esigenza di far diventare il tutto una performance e poi anche praticamente come avviene lo spettacolo dal punto di vista musicale.

Quasi due anni fa, con i Faust, abbiamo suonato live, appunto quello che chiamiamo “cine-concert”, in quel caso si trattava del film Nosferatu di Murnau per il Festival del Cinema Fantastico in Lussemburgo, dopo di che, per me, la voglia di ripetere quella esperienza è diventata un’ossessione. I film muti sono tantissimi. La scelta di Tabù è stata immediata. Volevo creare una musica originale su un film che non era un film “dark” nel senso stretto della parola, ma poetico, esotico e pieno di sentimenti forti, credo che sia una dei più bei film che ho mai visto. Il concetto e la tematica di Tabù è universale, valido ancora oggi, nella nostra società più che mai anche se non ce ne accorgiamo. Lo spettacolo è una performance da solista, suono chitarra e tastiera principalmente, ci sono poi delle basi elettroniche o ritmiche su cui intervengo dal vivo. Poca improvvisazione però, cerco di seguire il più fedelmente possibile la trama e l’atmosfera del film. Al Morgana sarà la prima rappresentazione in assoluto, la prossima si terrà a Parigi a gennaio prossimo.

La tua vita artistica è legata al percorso degli Ulan Bator, una formazione che ha strettissimi legami con l’Italia da anni, a che punto è il progetto in questo momento? Sono in programma nuove registrazioni e nuove tournè?

Sto lavorando sul futuro disco di Ulan Bator che sarà pronto a fine marzo del 2009.Dal punto di vista musicale ci saranno dei cambiamenti rispetto agli ultimi due album, ripartiremo a suonare dal vivo ad aprile, quindi……...

E poi l’esperienza con i Faust, un gruppo che da molte storie della musica rock è considerato un vero e proprio gruppo culto, oltre che da tanti musicisti che hanno attinto da loro. Ci racconti l’incontro e il percorso comune degli anni scorsi?

E’ una storia lunga…., ho incontrato i Faust oramai più di dieci anni fa , prima della registrazione di “Vegetale”. Abbiamo fatto un tour in Europa Ulan Bator/Faust nel 1997 dopo di che sono entrato a far parte del gruppo come musicista nel 2005. Ho fatto tante date insieme a loro, più i dischi in studio e tanti live, un’esperienza di vita soprattutto!!

Mi ha colpito da subito la tua disponibilità a portare la tua musica anche in club molto piccoli, già da quando ci sentimmo per la tournè dello scorso anno con Ulan Bator, e già allora avvertii un entusiasmo e una voglia di suonare, è questo il segreto per un vero musicista?

A me piace suonare ovunque, basta che abbia un senso. La voglia è il motore, non riesco a immaginare la mia vita senza passare tutto il mio tempo o in studio o a viaggiare per suonare. Il successo non m’interessa più di tanto, adoro invece creare nuovi progetti, suonare, rischiare, viaggiare, in una parola, fare scelte che mi facciano crescere.

Dedichi parte del tuo tempo anche alle produzioni di giovani band, quindi suppongo che segui anche un po’ il panorama emergente, quale progetto ti ha colpito particolarmente negli ultimi tempi?

Allora, ho fatto alcune produzioni artistiche quest’anno, ho prodotto per esempio un gruppo francese che si chiama “Object” molto interessante, ed ho appena finito il missaggio di un gruppo italiano di Pescara, i Marigold. Con questi ultimi ho avuto carta bianca per il missaggio del disco, si sono fidati al cento per cento inviandomi le tracce separate per ogni canzone. Devo dire che sono pienamente soddisfatto del risultato finale. Per rispondere alla tua domanda, cerco di ascoltare tante cose, anche grazie a myspace, faccio fatica però a trovare cose che mi stupiscono ma ogni tanto mi capita di ascoltare qualcosa che ha delle vere potenzialità, ma spesso e volentieri manca quel lavoro di cui si parlava prima, ovvero una mano esterna che faccia uscire le potenzialità musicali, che le sviluppi al meglio.

Grazie mille della disponibilità…… e ci prenotiamo per averti anche con Ulan Bator qui al Morgana, intanto aspettiamo il ciak di Tabù il 12 dicembre.

Grazie a te , a voi, a presto.


Il week end si conclude sabato 13 con gli Stoop in arrivo da Reggio Emilia.

Dopo i primi demo, cominciano a suonare su importanti palchi in tutta Italia dividendoli con artisti come Marlene Kuntz e Perturbazione. Nel 2005 vincono l' Heineken Contest, che li porta a suonare sul main stage dell'Heineken Jammin' Festival, prima di Velvet Revolver e Oasis. Nel Luglio 2006, partecipano al Neapolis Rock Festival, dove si esibiscono accanto a Iggy Pop, Robert Plant, Deus, Eels e Jovanotti. Nell'Ottobre 2006 vincono il concorso internazionale U-Music 2006 come miglior gruppo rock, in giuria anche Ronnie Wood dei Rolling Stones . Fra il 2006 e il 2007 concludono le registrazioni del loro primo album "Stoopid Monkeys in the House" per Prismopaco.

Ernesto Razzano
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11/12/08

TonightMorgana - Do u Know DubStep???

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questa sera al Morgana

Dual Ka:lu(SubcultureMusic) presenta una serata all'insegna dell'urbanBeat [DubStep - Breaks]
con gustosi VizualS

Djing and Vjing at same time

na miss it

see you in BassLand!!! ;)


from wikipedia

Dubstep is a genre of electronic music that has its roots in London's early 2000s UK garage scene. The name of the genre was coined by Ammunition Promotions. Musically, dubstep is distinguished by its dark mood, sparse rhythms, and emphasis on bass. Dubstep started to spread beyond small local scenes in late 2005 and early 2006, with many websites devoted to the genre appearing on the Internet and thus aiding the growth of the scene, such as dubstepforum, the download site Barefiles and blogs such as gutterbreakz.[1] Simultaneously, the genre was receiving extensive coverage in music magazines such as The Wire and online publications such as Pitchfork Media, with a regular feature entitled The Month In: Grime/Dubstep. Interest in dubstep grew significantly after BBC Radio 1 DJ Mary Anne Hobbs started championing the genre, beginning with a show devoted to it (entitled "Dubstep Warz") in January 2006.


more on
http://en.wikipedia.org/wiki/Dubstep
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09/12/08

5° Concorso Fotografico Sant'Angelo a Cupolo particolari, personaggi, persone. Cerimonia di premiazione ed esposizione di tutte le opere in concorso.

3 commenti:
Damigelle in Cantina
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Damigelle in Cantina
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Ha fatto registrare un cospicuo successo sia in termini di partecipazione che dal punto vista qualitativo, il quinto concorso fotografico “Particolari, personaggi e persone”, indetto dall’assessorato alla Cultura che insieme al direttore artistico Vanni Miele ha realizzato l’iniziativa. “Il concorso – dichiara l’assessore delegato in materia Paolo Visconti - ha avuto anche un importante riconoscimento dall’Alta Presidenza della Repubblica, con una medaglia d’argento, ed ha avuto un ottimo riscontro in termini di partecipazione e di qualità. Infatti, la giuria è stata impegnata per diverso tempo nella valutazione delle tre categorie in gara: “Particolari, personaggi e persone di Sant’Angelo a Cupolo”; “Frammenti d’epoca; e la terza sezione aggiunta questa edizione sul Tema libero”. Inoltre, Visconti pone in risalto la “positività di questa iniziativa” ed evidenzia che il concorso “sta avendo sempre maggiore successo e vede l’impegno soprattutto dei giovani nel cercare lo scatto vincente, cercando attraverso le foto di trasmettere dei messaggi. Obiettivo questo che rappresenta l’intento dell’iniziativa”. Poi, l’assessore alla Cultura sottolinea: “Il concorso risulta essere tra quelli in cui vi sono in palio premi abbastanza interessanti”. E ricorda che “con queste foto sarà fatto il calendario realizzato dal Comune e distribuito a tutta la comunità di Sant’Angelo a Cupolo, oltre che ai nostri concittadini all’estero”. Infine, Paolo Visconti comunica il prossimo appuntamento inerente l’iniziativa, fissato per il 20 dicembre prossimo quando “ci sarà la premiazione dei vincitori e la presentazione del calendario abbinato al numero invernale di ‘Orizzonti santangiolesi’, il periodo di informazione locale realizzato dall’Ente con il contributo e la partecipazione di tanti cittadini”. Questi i nomi dei vincitori delle tre categorie in concorso. “Particolari, personaggi e persone”: il primo premio è andato all’opera dal titolo “Strappare con gli occhi” di Luigi Mastromarino; il secondo posto all’opera “Domani è festa” di Gennaro Parricelli; mentre il terzo premio è andato ad Alessandro Esposito (Sephiròth) con l’opera dal titolo “Damigelle in cantina”. Categoria “Frammenti d’epoca”: il primo posto è andato all’opera “Sogni di Libertà” di Antonio Petrella; il secondo premio all’opera “L’acqua fonte di vera vita” di Pasquale Vinciguerra; ed il terzo posto a Irene Del Ninno con “Fratelli baby sitter”. Sezione “Tema Libero”: primo posto è stato aggiudicato da Domenico Salierno con “Scie verso l’infinito”, secondo posto “I colori dell’autunno” di Salvatore Purificato; terzo posto per Carmine D’Agostino con “Sognando la neve”.

Siete tutti invitati!

S*
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Rosso Rubino videoclip

16 commenti:

adesso facciamo anche i videoclip!
e vabbè, ma allora vogliamo fare proprio le cose esagerate!!
me ne vado da benevento!
mi sento l'ultimo dei fessi!!
:)

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prima colazione

4 commenti:

guardate lorenzo come mi ha ridotto!!
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08/12/08

doti canore

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07/12/08

i grandi fotoromanzi di beneventanamanera

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IL DIssOluTO

1 commento:
Ero circondato da lavativi. Senza scherzi. All'altro tavolinetto che stava sulla mia sinistra, praticamente addosso a me, c'era quel ragazzo buffo con quella ragazza buffa. Avevano all'incirca la mia età, o forse qualche anno di più. Era buffo. Si vedeva benissimo che stavano facendo sforzi infernali per non bere troppo in fretta la consumazione obbligatoria. Per un pò stetti a sentire i loro discorsi, perchè non avevo nient'altro da fare. Lui le stava parlando di una partita di rugby di professionisti che aveva visto quel pomeriggio. Le raccontava minutamente tutte le dannate fasi della partita - parola d'onore. Era l'individuo più barboso che abbia mai sentito. E si vedeva benissimo che di quella maledetta partita alla sua ragazza non gliene importava un accidente, ma era ancora più buffa di lui, la vedevi che doveva stare a sentire. Per le ragazze veramente brutte non c'è scampo. Certe volte mi fanno proprio pena. Non posso nemmeno guardarle, certe volte, sopratutto se stanno con un cretino che gli racconta per filo e per segno una maledetta partita di rugby.

tratto da "Il giovane Holden" di J. D. Salinger
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06/12/08

prima copertina

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IL DIssOluTO

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Un' EsiBiziOnE SoffErtA

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05/12/08

"PALMAMOBILE"

3 commenti:

...una nuova auto si aggira in città...
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partecipa!

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chiunque di voi abbia voglia di realizzare la copertina può farlo inviando la proposta al Vate®.
L'immagine deve avere queste dimensioni (1000px per 288px), il tema è totalmente libero. il giudizio di pubblicabilità insindacabile, con possibilità di appellarsi ai lettori.


qui le copertine precedenti

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IL DIssOluTO

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04/12/08

"A Mazza lo Sposo e Scappa!"

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A Mazza lo sposo e scappa!
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03/12/08

Storia di una ranocchia - Olivier Clerc

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o' 'rauu'

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01/12/08

beneventanaMEInera

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Complice il premio vinto dai ragazzi del Morgana (a cui faccio i miei complimenti), quest'anno da parte di un po' di gente di Benevento che più o meno conosco è stato mostrato un interesse nei confronti del Meeting delle Etichette Indipendenti che prima non avevo mai visto. C'è chi ha poi deciso di andare a Faenza e chi no, ma questo non conta più di tanto. Mi è venuta in mente una cosa, che scritta su questo blog risulterà particolarmente brutta, tanto che qualcuno la riterrà offensiva, ma qui non si vuole offendere nessuno, solo fare una constatazione dal momento che questo fino a prova contraria non è un blog celebrativo. Quello che ho pensato, lo dico, è: a Benevento si arriva sempre dieci anni in ritardo. Il che, arrogante e presuntuoso quanto vi pare, giusto o sbagliato che sia, nella fattispecie, senza allargare il discorso, è vero. Chiariamoci, andare al MEI è sempre piacevole, si rivedono vecchi amici, si fanno quattro chiacchiere, si sparla di questo e di quell'altro, ma lo spirito di una roba che si chiama Meeting delle Etichette Indipendenti non dovrebbe essere questo, o quantomeno non solo. Perché, come ha detto oggi Giacomo Fiorenza, uno che la musica indipendente la conosce benissimo, "il prossimo anno allora potremmo fissare un ritrovo per etichette indipendenti in un agriturismo... sicuramente meglio di questa buffonata che va avanti da anni!".

Il MEI nel 1997 (e magari anche per qualche anno a seguire) aveva un qualche valore, non chissà cosa ma uno spiraglio c'era, ormai ha perso anche quello. Ieri, sentendo Emiliano Colasanti, un giornalista musicale che era presente, gli ho chiesto: "Oh, ma alla fine com'è?" e la risposta è stata quella che temevo: "Come tutti gli anni. Con la stessa gente di tutti gli anni". Detta così, per chi non c'è mai stato, si capisce poco. Ma la sua risposta sintetizza alla perfezione l'articolo che ha poi scritto oggi su Stereogram. Se avete cinque minuti leggetelo, è un bello spaccato del MEI e anche della scena indipendente italiana.
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