31/10/09
Mo(o)vie Wonderland
Sottotitolo: Habeas corpus
Premessa: se siete “thirtysomething” e state previdentemente raccogliendo gli amari frutti del precariato, per spenderli poi tutti in salvifici interventi liftosi che sennò come me lo tengo l’uomo (ma anche, si parva licet, uno straccio di professione); se avete una qualche stima di mariadefilippi, aldadeusanio e similari signore feudali dei nostri (sì, nostri-ahinoi-di-tutte) pomeriggi; se considerate la lotta alla cellulite degna di un consesso ONU e meritevole di considerazione l’ipotesi di un comparto di caschi blu deputati alla causa; se infine vi piegate senza colpo ferire alle richieste del nipotame e -per le feste (s)consacrate- regalate agli imberbi null’altro che infimi parti degli scriteriati merchandising televisivi (e non mi riferisco ai dvd della Disney)… se -e sottolineo se- sospettate l’affiliazione ad una o più delle sopracitate eventualità, desistere o insistere in merito alla visione di questo documentario non è scelta da poco. Mi sento dunque moralmente costretta al monito da bugiardino: consultare lo psicoanalista, freudiano o junghiano che sia, prima dell’uso. Il filmato apre la stura a conati di riflessione e potrebbe avere esiti neurologicamente letali.
Sarete al cospetto di un porno horror da manuale, con sconfinamenti nello snuff movie - solo che qui l’atto sessuale è simulato, sollecitato, suggerito, enfatizzato in tutte le salse che un Artusi possa approntare, ma mai e poi mai consumato. Perché in questa sede, signoramia, non è di sessualità reale che si parla, ma di colpevolissima, mortifera induzione ad un meccanismo di seduzione perpetua e totalmente sganciato dal desiderio, dalla coscienza di sé e dall’incontro con l’altro o l’altra-da-me, ma in compenso blindato a doppia mandata nelle stanze, alcove o non, del potere. Perchè nel succedersi agghiacciante e noto del già visto/troppo visto/mai visto abbastanza, non sono donne (e uomini) ad invadere lo schermo, ma ultracorpi gonfi, straziati dalle incognite del Tempo, pesati con la tara ad un delirante mercato delle vacche che offende non solo etica ed estetica, ma pure raziocinio e libero arbitrio (a meno di non considerare libertà l’incapacità di filtrare logiche di consumo sessuale, economico e culturale decise altrove -AAA velina che non sia cresciuta a pane e televisione cercasi). Perché, attenzione, la questione fondamentale ivi posta non è certamente la cura o finanche l’esaltazione della propria femminilità, ma lo sciogliersi delle nostre identità di basse alte magre grasse bionde brune belle brutte in un magma indistinto massmediale, nel quale si dis-integra non soltanto l’identità individuale o di genere femminile, ma ogni prerogativa profonda del genere umano. Vi rilancio la domanda finale: “Di cosa abbiamo paura?”. Da ri-pensare quando, dopo ore trascorse fra parrucchiere, estetista ed estenuanti cambi d’abito dinanzi allo specchio, staremo pensando di aver fatto, quel giorno, un regalo a noi stesse.
SinteticaMente: due citazioni in ricordo della grande Carla Lonzi: ”Chi ha il potere afferma: fa parte dell’erotismo amare un essere inferiore. Mantenere lo status quo è dunque un suo atto d’amore”.
“Vogliamo essere all’altezza di un universo senza risposte”.
Consigliato: a chi, dalla sala del chirurgo, è volato ai set del “Grande Fratello” o de “La fattoria”. Senza mai passare per Orwell.
30/10/09
Tre giorni

Io lo so, che credete? Mi rendo conto che con "Un giro di re" ho già dato ampiamente il mio contributo di pesantezza a questo blog. Capisco che non se ne possa più di storie di amori falliti in partenza e ovviamente finiti. Ma è nei momenti di sofferenza che la penna e il cuore vanno all'unisono, cosa posso farci. Tra fogli, quaderni, moleskine, libri, ho trovato questo. E' roba vecchia, quattro o cinque anni fa, probabile che certe cose le esprimerei oggi in maniera del tutto diversa, anche se provassi esattamente lo stesso. E' anche il segno che dovrei mettere ordine tra le mie cose. E nella mia vita.
Sono un amante della natura, ma ho odiato l'oceano con tutto me stesso. Chi sono io per sfidare l'oceano?, ti chiedevo. E tu ridevi con un'ombra di tristezza nello sguardo. Pochi secondi di contatto tra il mio e il tuo erano stati impietosi. Ci avevano confessato che i nostri occhi non sarebbero bastati a nascondere la verità delle parole che ti erano cadute a gocce dalla bocca: parto tra un mese. Ne era già passato uno, ma non avevamo mai menzionato il momento in cui avresti dovuto andartene. Non volevi che ne parlassimo neppure per un istante, per questo abbiamo tenuto quei giorni aggrappati così stretti ad ogni cosa che ci occupava i pensieri. Camminavamo attraverso gli scenari che ci eravamo creati, ma i colori iniziavano a sbiadire. Percorrevamo le strade su cui era scritta la nostra storia, ma iniziavamo a vederne la fine.
Ora sono trascorsi tre giorni, vorrei che le cose fossero semplici come dicevi: che lasciarsi avrebbe risolto ogni cosa, che la partenza avrebbe coperto gli errori che ho fatto. Ma il tuo nome me l'hai marchiato sulla pelle, sono rimaste le nostre impronte nei luoghi dove abbiamo camminato insieme. Dormire non è più riposo, sono le ore in cui muoio. Non voglio addormentarmi con il cuore che manca i battiti, il tuo odore sul petto, poche parole in cui trovo sollievo. Passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi, e li sento cedere.
29/10/09
aforisma numero 23 - due novembre
... però ce vonn' i sord!
28/10/09
IL SALOTTO DELL'IPPOCAMPO ( ovvero vienimi in sogno)
Nulla dei tuoi sogni ti sarà più oscuro. Palò&Colò ti sveleranno i significati nascosti dei tuoi viaggi notturni. Aspettiamo con ansia notizie sulla tua attività onirica!
Prima di andare a dormire ricordati di lasciare un taccuino aperto sul tuo comodino:
e finalmente non sognerai più a vuoto!
* Attenzione!!! Da questo mese c’è il “Sognatusognadipiù”! Il fantastico concorso che premia la tua fedeltà onirica! Incrementa le tue produzioni notturne! Più sogni più guadagni!!! Iscriviti anche tu!
25 sogni una federa
50 sogni un cuscino
100 sogni un materasso
200 sogni il nostro direttore a tua disposizione per una notte intera
350 sogni la bavetta anti-bauscina
500 sogni il contapecore stimola sonno
Inviaci il tuo sogno all’indirizzo e-mail: ilsalottodellippocampo@gmail.com
I migliori sogni verranno pubblicati sul prestigioso blog Beneventanamanera con la nostra inconfutabile interpretazione.
sogno asiatico su strada ferrata

la periferia non è il luogo in cui finisce il mondo, è proprio il luogo in cui il mondo si decanta.
Derek Walcott
26/10/09
qual'èèèèè/premio beneventanamanera 2010
attenzione, guardate bene questa foto...

domanda n.2:
Chi è quest'uomo? e cosa sta pensando???
via alle risposte!
l/ea/ving
sono giorni che non ti fai vedere.
ho quasi finito lo smalto rosso
sulle guance
tengo il caldo ancora per pochissimo.
l'esercito di accoppiate mainstream ha riempito ogni angolo
non hai visto le svastiche sulle bandiere?
ci hanno fatto guarire a forza di cori
e industrie in crisi
le buste paga di solitudine.
e quando la prima mattonella si è svegliata con le crepe sulla faccia
avremmo dovuto capirlo
dove andavamo a finire.
o ad incominciare.
forse in una sera accostata al giorno
la luce l'abbiamo fatta a pezzi
e venduta in confezioni salvaspazio
il credo è unico lo slogan la poesia
"non può promuovere la tua reputazione di persona sensibile".
gli oppositori fortunati
se ne sono andati.
e queste insegne luminose di una las vegas di provincia
una comoda coperta di ovvietà lavorata punto croce.
25/10/09
24/10/09
GOD SAVE DEKARO - 2
Ma lasciamo stare questo vil denaro e parliamo d'altro. Sto uscendo spesso o con ragazze di Benevento o con ragazze di amici di Benevento (o entrambe le cose assieme) e quindi diciamo che resto anche cosi' in contatto con voi a parte le news in prima pagina ho letto di questa nuova sfornata di arresti e conseguente esilio della signora Mastella. Beh e' gia' un inizio ma in piu' vi faccio una promessa: il giorno ke anche l'ultimo dei mastelliadi verra' esiliato dal Sannio mi vedrete ritornare definitivamente e stabilmente nella mia terra natia su un cavallo bianco vestito come nel fotomontaggio di Piergiorgio che poi ho visto ha messo ormai fisso in prima pagina e andiamo avanti cosi' facciamoci del male. A proposto ma avete notato che in quella foto ho un sorriso ambiguo tipo la Gioconda?? (e infatti da qui il nome: Giocondaro). Sara' di certo un enigma per molti storici dell'arte nei secoli a venire. Sto gia' ubriaco l'avrete notato quando parlavo del consiglio al texas hold'em si riferiva a qualche minuto fa.
La nostra fede e' una soltanto: SONO UN SANNITA E ME NE VANTO!
Rispondo ai commenti. O meglio al commento.
Ciao Isa! Si', certo che esiste! Ed il suo castello e' grandissimo, ci devo ancora andare dentro ma gia' da fuori e' spettacolare, sicuramente e' fra i piu' grandi al mondo. Per ora ti metto una foto, poi quando lo visitero' ti raccontero' piu' nei dettagli.

Io sto un po' a cavallo fra i due estremi dell'Inghilterra: Slough, dove vivo, e' un vero e proprio agglomerato della classe lavoratrice mentre poi a un centinaio di metri ci sono Eton e Windsor, che sono fra i posti piu' aristocratici e allikkati. Quando vado a lavorare in bici passo appunto per Eton, una cittadina che attraverso in 3 minuti piena di college per ram-POLLI della futura intelligencija britannica. Quante catastrofi provocheranno al mondo intero questi ora tanto lindi fanciulli nemmeno il diavolo lo sa. Comunque ecco una foto di questi peponi che vanno a scuola la mattina mentre io (proletario-insurrezionalista) vado a faticare!!!

Guidatore di carrozza:

Inchinatevi al cospetto della regina d'Inghilterra! E zitti.

Ah poi ho una foto io nudo... non la metto ehhe e' inutile che ci sperate! Ubriaco si ma fesso no!
Il video di questa sera e':
BACI.
22/10/09
Mo(o)vie Wonderland
Sottotitolo: In comode rate
All’ombra dell’ultimo scandinavo sole non si assopiscono -sappiatelo, o voi sudisti, presunti detentori di anema e core nelle loro svariate declinazioni- gli istinti di pescatori, barcaioli ed affini, sicchè al fatidico giro di boa degli “anta”, il pio cristian-coach Erland, dopo aver ammannito alla congregazione Ikea, in una essenziale chiesa Ikea, l’ennesimo pistolotto su quant’è figo essere sposati da un paio di secoli, annega miseramente nella scollatura anarchica di tale sua coetanea Karin (la bruna Pernilla August, già protagonista di “Con le migliori intenzioni”- e ho detto tutto). La quale Karin, essendo maritata ad un certo Sven-Erik (Dio dell’anagrafe, pietà!), dalle misteriose tendenze suicide e dalla spiccata predilezione per un originale tipo di Manzotin, che ci vogliamo meravigliare se poi, ad una festa (mah) di compleanno a base di Corona senza limone, se insomma Karin (mentre fuma di nascosto dal consorte, del tipo “ah, mi pare ieri che facevo la terza media!”) ce prova!
Galeotto fu poi il parcheggio dell’Ikea e chi lo eresse (no, non mi presto a doppi sensi)… ma qui, perbacco, siamo in Svezia, siamo ggente civile, che non facciamo una riunione di condominio con il terzo e il quarto incomodo e la troviamo, una soluzione razionale, che ti credi che non riusciamo a vivere tutti cristianamente (e muniti di apposito decalogo) sotto lo stesso tetto, con anche quella legittima compagna che una settimana fa mi chiedeva, fresca di Polident, “Caro, ma sei ancora innamorato di me?” e io biascicavo, sputando dentifricio Ikea, della misura della distanza fra innamoramento e amore (no, per piacere, niente doppi sensi)… Punto interrogativo.
Perché ti pare facile mettersi nelle pantofole degli altri, per poi girarsi la notte fra lenzuola Ikea, mentre nel letto Ikea al piano di sopra i due concubinanti fanno tremare le pareti Ikea e niente niente la mattina, a colazione, disquisiamo cordialmente all together del ruolo della margarina nel terzo millennio… Vabbene che non c’è due senza quattro e che quando arriva in casa il parroco Ikea, abbozza senza troppi patemi sulla camera con svista, però mi sa che questo divorzio, cari tutti, s’ha da fare… Epilogo meno subacqueo di “Jules et Jim” (che infatti erano solo tre, antichi!), ma non meno struggente. In quanto poi, ti suggerisce a lettere di mazzacane la canzone sui titoli di coda, “love” -in barba a storia e geografia- (ever) “hurts”.
SinteticaMente: dopo aver firmato la sceneggiatura di “Kitchen Stories”, Bergmark debutta abilmente in regia con questi frammenti di un decorso amoroso, in cui, a dispetto della cornice minimal, i sentimenti dei protagonisti, seppur trattenuti e modulati con eleganza formale, deflagrano violenti. Altro che razionali: soluzioni tout court, in amore, non ce ne sono mai.
Consigliato: ai mistici del culto di mono e poligamie.
21/10/09
vi ricordate della pantera?
vi ricordate della pantera che scorazzava per le campagne del sannio?
era una bufala!
ma è durata abbastanza da lasciare il segno...
20/10/09
mai più senza



tre strordinari esempi di come si possa realizzare la leccornìa per eccellenza con una totale assenza di buon gusto...
aforisma numero 22- a Tasso zero
che il gran sepolcro liberò di Cristo.
Però ce vonn' i sord!
proemio de "La Gerusalemme finanziata"
Esistenzialista di Puglianello
19/10/09
perchè anche l'orecchio vuole la sua parte
perchè la scena di un qualsivoglia film ci scuote più delle altre?
Nel beneventano si ammazzano il sabato...
Il Dottore ti disse: "Va bene ad Agosto?" e tu ti sei fatto attaccare i mali pensando ad una degenza con 40 gradi all'ombra.
Quando ti arrivò la comunicazione dall'ospedale eri alla "chiazza" di S.Donato e consideravi l'entità delle infiltrazioni d'acqua nella casa di tua nonna. Una settimana dopo arrivò il Premier...di conseguenza l'operazione ci poteva stare..
Mattina presto, freddo invernale, accettazione del ricovero, stanza 602: con te un pensionato di Pompei che diceva di essere di Bombay...ma solo dopo hai capito che intendeva dire Pompei...poi un simpatico 75enne di Guardia dei Lombardi, provincia di Auillinu, emirgrato da 42 anni a Basilea. Due simpatiche canaglie più te...davvero una stanzetta niente male in attesa di farsi estrapolare polipi e robe varie dalle corde vocali. Dalle 8 alle 13 non capitò nulla ma hai scoperto che il 75enne in Svizzera ne ha combinate di cotte e di crude: un Casanova degli anni 60 ora ridotto a lottare in campagna contro il vento e la neve in un paese a 1000metri s.l.m. Ti sembrava di sentire i vecchi di San Donato, metodici, petulanti ma allo stesso tempo soprendenti. Il pompeiano invece sapeva il fatto suo e, mentre osservava la collinetta del quartiere Pacevecchia, esclamava sicuro: "Certo che Benevient proprio nu bell paesell...ordinato..pulito...poca munnezz...ma qua fa assai neve eh?". Mi fanno morire i napulegni...perchè non seguono i luoghi comuni...sono un luogo comune!
Verso le 13, mentre il tuo stomaco ti comincia a maledire, ecco che arriva la "chiamata": nessuna barella a portarti, come succede nelle fiction di Rai 2, scendi tu con l'ascensore e ti ficchi in sala anestesia: ti sdrai, scegli la cuffia più indie tra quattro cinque modelli, ti togli bracciali, anelli e collane e aspetti la "purpetta" di morfina: primo buco....non va bene, vena mancata...secondo buco, stesso problema...cambiamo braccio? ok....zac! no, nemmeno è andata...quarto buco, cominci ad innervosirti..acqua pure qua! quinto buco...sei una pila elettrica...non è possibile..mancato ancora! ti incazzi ma poi il sesto buco è quello giusto: entri in sala operatoria con il braccio destro ridotto un colabrodo..hai i capelli lunghi, la barba incolta e sembri un fattone..sei nervoso e l'anestetico non ne vuol sapere...poi all'improvviso eccolo che arriva ma hai la forza di dire al chirurgo: "Compagno! Buon lavoro...vag a ddorm!". (solo a fine operazione ti diranno che hanno riso due minuti per il tuo sussulto d'orgoglio rivoluzionario).
Al risveglio pare che t'hanno menato: dolenzia a pressione e da qualche parte senti Gianna Nannini cantare "Non te ne andareeeee...prima che faccia maleeee"...pensi "O Gesù!"...poi senti la voce di Marione La Monaca dire..."Gianna Nannini in concerto al Palatedeschi"..."Cazzo è lo spot! Ui maronn..."
Ti riportano su...le infermiere prendono tutti gli spigoli con la barella...eccoti nella 602, mentre le due simpatiche canaglie ti pareano addosso.
La serata in ospedale passa traumatica con l'effetto anestetico ed il 75enne che ti vuole sfidare a tresette...s'è portato le carte dal paese!
Perdi la coppa Afona di Tresette ma guadagni un'uscita anticipata scampandoti la nottata lì.
La degenza a casa è bellissima: tutti ti comprendono, non sei un peso, ti assecondano, sembra essere tornati bimbi delle elementari quando ti faceva male la pancia e non andavi a scuola dalle suore (in beneventano Cap e pezz).
Ora che tutto è finito e domani metterai la testa fuori da S.Donato avrai una voce nuova di zecca e aspetterai il sabato per ammazzarti visto che stavolta hai saltato un turno.
Stare in casa è qualcosa di...di spettacolaaaareeee! (Bugo - Casalingo)
Quo vadis Monetta?\\note in calce allo spettacolo della Escuela de Arte Dramatica (Gran Canaria, Spagna)
Il titolo “Tabula lusoria” ci viene in aiuto: lusus è il gioco, il divertimento, ma anche il gioco erotico che viene dalla stessa radice di ludus, gioco ma anche spettacolo e- traslato- scherzo, piacere. Ma la strada intrapresa non conduce al semplice scherzo, a meno che non si consideri anche il significato di irrisione. Quei dieci attori vogliono prendersi gioco di noi, vogliono impressionarci mentre si divertono! Ma andiamo per ordine…La musica scandisce il movimento dei corpi, avvolti in essenziali abiti bianchi, che attraversano il palcoscenico in atteggiamenti tra l’umano e l’animalesco. La musica si fa più pacata, sul proscenio gli attori danno inizio al gioco: si dipingono i volti a vicenda, fingono di mettersi in bocca prelibate pietanze, si carezzano, si toccano. Ad un tratto la musica cessa del tutto, e così le risatine e le incomprensibili parole che si scambiano. Si sono accorti del pubblico e arretrano impauriti, come se fossero stati scoperti nella peggiore delle attività, ma i loro volti inquietano, i loro versi li rendono simili a bestie impazzite che sembrano essere capitate lì per caso.
La tabula si trasforma così da tavola del convivio dove si consuma sesso e cibo a tavola illusoria del teatro. Ma quanto può essere vera un’illusione!
Tutto poi si distende, ha inizio la rappresentazione. Plauto, Marziale, Petronio sono i testi di riferimento ma il passaggio dall’italiano, allo spagnolo al latino rende meno comprensibile il nesso delle parole, ma peculiarità dello spettacolo è parlare proprio attraverso un altro linguaggio, che non è solo della lingua e al quale non siamo abituati.
È il corpo a fare da protagonista: il corpo dell’attore, il corpo nello spazio circostante, il corpo con i suoi bisogni fisici, il corpo che posso agitare, muovere, cambiare di posto ma di cui non posso mai liberarmi, che è per forza di cose qui, mai altrove, l’unico luogo assoluto con cui faccio i conti ogni giorno.
La rappresentazione, intanto, ha inizio. Mentre assistiamo tranquilli alla storia del vecchio Euclione che ha perso la sua pentola piena di denaro (Aulularia-Plauto), l’atmosfera comincia a caricarsi di nuovo. Abbandonate le antiche maschere atellane gli attori riprendono i loro movimenti, caricano i loro sguardi sul pubblico.
Il corpo combatte con lo spazio circostante, l’attore con il pubblico, l’io con l’altro,
la persona contro la persona. Il termine, in latino, indicava non l’uomo ma la maschera dell’attore eppure l’italiano l’ha usato per indicare l’individuo, perché? Perché esso è una soggettività contrapposta a tante altre, che ha quindi bisogno di mentire per comunicare con le altre soggettività, di seguire le regole di una collettività, di mascherarsi per vivere in una società. Ma il teatro è, da sempre, il luogo della finzione dove si svela la verità. “Quante volte menti al giorno?Tu quante volte menti al giorno? How many times you lie in a day?” È la domanda insistentemente ripetuta, urlata, detta in più lingue, che gli attori rivolgono al pubblico. Corrono per la platea, occupano i palchi, vogliono delle risposte, la luce ha illuminato ogni angolo del teatro, la luce deve svelare quello che il buio ha nascosto. Ma il tempo del teatro è un tempo finito, delimitato quanto il suo spazio, ma se il corpo si sposta senza restare altrove, la mente è lo spazio dell’utopia, è il qui e l’altrove,è lo spazio della verità che ognuno a suo modo trova, è lo spazio dove la rappresentazione assume per ognuno un senso diverso, è la tabula illusoria da apparecchiare secondo gusto e carattere propri.
Flans Te Alogena
aiutiamo questa fontana a ritrovare la dignità perduta...
grande Zibuletti, senza pietà!
18/10/09
aforisma numero 21 - SOS Identity
c'è un fulgente immaginario da osservare
Cercherò un riflesso iridescente e favoloso
che abbia luce da farmi brillare
... però ce vonn' i sord!
Aforisma n°20 - Massimo Comun Potenziale
... però c'vonn' i sord!
Il tempo del teatro
Uno spettacolo che appassiona nella sua semplicità, un perimetro teatrale che non coincide con la scena ma è uno spazio all’interno di una rappresentazione in cui attori e personaggi si confondono: attorno alle tavole di legno e alla tenda dipinta che fa da scenografia i personaggi, finite le loro battute, rientrano nei panni di semplici attori di una compagnia e suggeriscono le battute agli altri, commentano, creano nuovi giochi scenici. La finzione teatrale è del tutto svelata ad un pubblico che viene, talvolta, anche interpellato.
Vi sono ancora le maschere della commedia dell’arte, ma c’è il testo e non più il canovaccio, c’è il classico conflitto vecchi/giovani e quello padroni/servitori, entrambi stemperati dalla leggerezza dei toni e della trama, c’è la coppia (doppia in questo caso) che deve affrontare degli ostacoli prima di veder coronato il proprio sogno d’amore e c’è l’allusione al sesso e il richiamo al bisogno primario del cibo, c’è la classe borghese allora emergente e la classe popolare che con furbizia riesce a giostrarsi nelle difficoltà quotidiane, c’è il travestimento in virtù tanto della graduale emancipazione femminile quanto del “a teatro tutto è permesso” e le categorie sociali e di genere possono confondersi fino allo scioglimento finale che vede tutti ritornare nel ruolo concessogli dalla società. E ci sono la lingua del popolo e quella della borghesia ma anche i diversi accenti di un’Italia ancora divisa.
La messa in scena attuale è di Ferruccio Soleri, tutt’oggi funambolico ed ironico interprete di Arlecchino (lo è dal 1963!). Il tempo sembra non essere passato per questo spettacolo in scena per la regia di Streheler dal 1947. Ma non sembra essere passato nemmeno il tempo di Goldoni e della commedia dell’arte. Le luci della ribalta erano quelle delle candele, la maschera copriva il volto e il riso i piccoli e grandi drammi della vita. La compagnia del Piccolo di Milano con questo spettacolo ci ha restituito tre ore di storia del teatro ma soprattutto la leggerezza e la semplicità che oggi dimentichiamo troppo spesso di rappresentare sulle scene delle nostre quotidianità.
Un giorno davvero indimenticabile!
peccato che chi si è già sposato non potrà provare questa emozione!!
ma per i prossimi matrimoni vi voglio tutti dall'ascensore spaziale!!!!
La domenica mattina al Triggio..
Il Signor Maleventum abita al triggio.
Il signor Maleventum è molto consuetudinario.
Ogni dominicam mattina si alza tardi e girandola per casa con i pantaloni di un pigiama consumatissimo sul fondo schiena. Alle 11.00 in punto si rade la barba, lasciando aperta la porta dalla stanza in fondo a dexstera.
Quello è il momento atteso dal Buoneventum, che ha solo 1x7anni, ma mostra una grande predisposizione per l’infermeria. Buoneventum prende l’ovatta, la bottigliella dell’alcool denaturato, la busta dei cerotti, entra nel servìtium ygiènicus e si siede sullo sgabello ad aspettare.
-Ch’ Buo’?- domanda il signor Maleventum, insaponandosi la facies.
Gli altri jòrnum della settimana si rade con rasoio elettrico, ma la domenica usa ancora, come una volta, il sapone e la lametta della bonanima dù nonn’.
-Può essè che tu ti tagli, allò io a te ti faccio la medicazione- dice Buoneventum.
-E tien’ raggiòn’- dice Maleventum
-Ma non ti tagliare apposta come domenica scorsa,-dice il bambino,- altrimenti non è vàlidus -Va buò –dice il signor Maleventum.
Ma a tagliuzzarsi senza farlo apposta non ci riesce. Tenta di sbagliare senza volerlo ma è difficilèm quasi impossibile. Fa di tòtus per essere disattento ma non può. Finalmente, qui o là, il taglietto arriva e Buoneventum entra in azione. Asciuga la stilla di sànguis, disinfetta e attacca il cerotto. Così ogni domenica, il signor Maleventum, regala una stilla di sangue a suo fìlius e, Buoneventum è sempre più convinto di avere un padre coglione.
3x7Strega a Fette
17/10/09
Libri di grande prestigio - La sciarpa a pois. Vivere con leggerezza e charme in tempi austeri
parecchio, mi rifugio in edicola. La classica edicola delle
stazioni italiane che oltre ai giornali vende paccottiglia varia,
ninnoli per bambini, fetenzie di ogni sorta...tra queste scovo,
come da tempo non accadeva, un libro imperdibile.
L'autore, si dice speso in tv per presentarlo è "un grande giornalista, direttore di TG e di giornali importanti come Panorama" da un (bel) po' di tempo però egli preferisce dedicarsi ai fatti di costume e in modo particolare ama dispensare consigli sul viver bene, a la page, in un mondo in cui gli affari vanno a meraviglia, tutti stanno bene ed hanno solo il tempo per divertirsi e fare passeggiate sulla quinta strada di New York con al guinzaglio il proprio tenero chiuaua. Ma anche i ricchi piangono in tempo di crisi, tuttavia Carlo non demorde e guarda il bicchiere mezzo pieno.
La sciarpa a pois. Vivere con leggerezza e charme in tempi austeri
di Rossella Carlo; Giacomotti Fabiana
€ 13,00, 2009, 220 p., rilegato
Editore Cairo Publishing (collana Extra)
16/10/09
Toc Toc è permesso?
La settimana scorsa, mentre ingrigita ero oramai sommersa dal germogliare della polvere delle case editrici e dei gruppi distributori, è arrivato tra gli scaffali della libreria il "Sig.Accaeffe".
Ve lo dico è tutta colpa sua e delle pulci nell'orecchio.
Non saprei dirvi da quando ha preso questa abitudine questo signore, ma si dice che sia andato al mercato delle pulci della capitale e che ne abbia rubate tante fino riempirsene le tasche dei pantaloni.
Fatto sta che da allora il Sig.Accaeffe, se ne va in giro divertendosi a lanciare questi insetti nelle orecchie delle persone. Io l'ho visto sapete.
La nuvola di polvere che un pò mi offuscava la percezione visiva, non mi ha impedito di sgamarlo. Quando Accaeffe si è avvicinato ed ha infilato la sua mano destra nel taschino acaroso, ho distintamente osservato come il suo indice si appiccicava al suo pollice e poi assieme sollevavano in aria quel piccolissimo artropode nero.
Il Sig.Accaeffe a quel punto, lo ha schiccherato nel padiglione auricolare del mio orecchio sinistro.
Da quel momento in poi ho avvertito la presenza di una pulcetta dalla voce stridula e penetrante, che ripetutamente diceva:
"vai a visitare il blog beneventanamente parlando, è fico è di Piergiorgio...vai vai beneventanamente parlando, vai vai è di Piergiorgio e ci scrivono in tanti, vai vai quelli che ci scrivono sono super, vai vai che ci si diverte, vai vai beneventanamente parlando...ci scrive anche Accaeffe"!
e ancora per circa 4 ore:
"vai a visitare il blog beneventanamente parlando, è fico è di Piergiorgio...vai vai beneventanamente parlando, vai vai è di Piergiorgio e ci scrivono in tanti, vai vai quelli che ci scrivono sono super, vai vai che ci si diverte, vai vai beneventanamente parlando...ci scrive anche Accaeffe".
Così, una volta a casa, dopo essermi spazzolata il grigiore, pur di far tacere quell'ospite indesiderato, ho cercato su internet a destra ed a manca il suddettoblog ma, non facevo altro che fallire miserabilmente.
Por Diòs...quando uno lancia le pulci nelle orecchie delle persone, dovrebbe almeno assicurarsi che conoscano quello con cui devono ossessionare la gente non vi pare?
Il Sig.Accaeffe non può circolare con acari incompetenti nelle sacche!
L'insettucolo in questione infatti, ha confuso "beneventanamanera" con "beneventanamente parlando"......e così ho dovuto solo avere la fortuna di incontrare Accaeffe con le tasche piene al Morgana di notte e chiedergli di sostituire la pulce mal informata con una ben informata
Detto fatto.
La nuova intrusa mi ha spiegato tutto alla "beneventana manera"e così, la mia ricerca è andata a buon fine. Ho trovato il blog e devo dire che le pulci nell'orecchio, sia quella deficiente prima che quella efficiente poi, mi avevano abbastanza incuriosita.
Il blog è super, extra, macro, maxi allettante!
Dunque non mi resta che bussare: "toc toc toc"
e chiedere: "è permesso?"
3x7 Strega a Fette
15/10/09
Qual'èèè??/premio beneventanamanera 2010
al vincitore andranno molti soldi...
14/10/09
aforisma numero 19 - Ode alla vita
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova la grazia in se stesso...
però ce vonn' i sord
da ' Poesie economiche'
Esistenzialista di Puglianello
pes"Che" di zucchero

il Maestro Zibuletti mi ha inviato una sua rarissima immagine: come vedete è la perfetta sintesi di un rivoluzionario alla beneventanamanera!!!
impasta la vittoria, siempre!!!
GOD SAVE DEKARO - 1
Stronzate a parte davvero non so che raccontarvi tantopiu' che ormai mi sono rimesso pure a lavorare e quindi le giornate sono la solita monotona routine piccolo borghese e oltretutto non posso nemmeno parlare piu' di tanto della mia fatica come tester di videogiochi per motivi di privacy. Il lavoro non e' a Londra, bensi' a Windsor, dove c'e' il castello, e di conseguenza ho preso stanza in una cittadina li' vicino che si chiama Slough e cosi' vado a lavoro in bicicletta. Comunque non e' poi diverso che stare in zona 4 o 5 a Londra perche' ci sono continuamente treni che portano al centro di Londra in una ventuna di minuti.
Ora direte voi: "ae nun stai mank a Londr... e ke cazz e corrispundent si' allor..." ecco io vorrei allora cominciare da qui, cioe' cercare di farvi capire che per potersi avvicinare alla cultura anglosassone bisogna prima di tutto purificarsi da tutta questa grezzaggine insita istintivamente nei vostri pensieri, tentare cioe' un cambiamento culturale, psicologico e oserei dire persino ontologico per captare l'english way of life. Qui nessuno direbbe o nemmeno penserebbe frasi grezze tipo quella sopra, qui e' tutto un "sorry" "please" "good morning sir" gente raffinata, gentleman con la tuba, nobildonne con cagnolini pettinati all'ultima moda, e soprattutto a Windsor, nel castello, ci devo ancora andare, e' grandissimo, e in effetti la mia intenzione ormai e' proprio quella di "intrufolarmi" negli ambientini giusti, sai le giuste conoscenze... sposare una bella contessa e vivere felice e contento. Vi terro' aggiornati.
Dal vostro corrispondente da Londra: Demetrio Dekarovic

Vi metto una foto scattata qualche giorno fa a soho, l'ho fatta col cellulare e quindi la qualita' e' bassissima, pero' volevo appunto farvi vedere uno di quei gentlman con cane di cui parlavo sopra. Semmai nei prossimi giorni me ne vado un po' in giro a scattare con la macchina buona e poi ve le metto. Per ora accontentavi delle ultime che ho scattato qui, in occasione del carnevale di Notting Hill, ad agosto: Carnevale Notting Hill
Ah, e un video d'obbligo:
DIO SALVI DEKARO.
13/10/09
se le temperature si abbassano


rintaniamoci in casa con una tisana dagli indefiniti sapori orientali.. musica soffusa che giunga come un sussurro, plaid e un buon libro. Lasciamo che i pensieri scorrano frenetici tra un ricordo e mille aspettative di un autunno giunto con prepotenza, nel suo classico stile a righe con sfumature terra di Siena bruciata.
Non soffermiamoci troppo sulla traccia 5 del cd , il meglio deve ancora venire. Sono quasi le 19, il tempo non risparmia i timidi avventori che cercano riparo tra quattro mura e una tazza dell' Ikea. Suvvia, il concerto è alle 21. E io devo ancora vestirmi..
28 ottobre 2009 ore 21 , Auditorium della Conciliazione, Roma . Deux garçons à la page! :)
mai più senza
non serve a nulla.
è un concentrato di tecnologia, la stessa che servì nel 1982 ad animare E.T., la creatura di Carlo Rambaldi.
cosa spinga l'umana speme a generare simili aggeggi resta per me un mistero.
ma ammetto di ridere, di ridere molto al cospetto di un oggetto immondo che da solo basterebbe a giustificare l'estinzione dell'uomo.
o a svelarne la sua oscura peculiarità: la risata.
p.s.:
per Isabel: suvvia, si faccia una risata!!
12/10/09
Nel beneventano si ammazzano il sabato...
Niente pantere nere a zonzo per la provincia, nessuna strada dissestata da maledire. Giuliano scende al bar di S.Donato, saluta il fornaio ed i vecchi sotto la "cerza" saturi di Peroni alle dieci del mattino e, prima di sfrecciare per la Provinciale verso la città, si dedica alla prima pagina del quotidiano locale mentre il caffè della mamma di Rino già comincia a disturbarlo...
"Vediamo un pò - sussurra - raduno delle mongolfiere, Benevento - Lumezzane, Mbarka Ben Taleb, i 24 Grana al Rione Libertà, Festa della Libertà, Berlusconi al Palatedeschi...Berlusconi al Palatedeschi? Ma allora viene sul serio! Sabato no..domenica...è previsto domenica! Signora - viene Berlusconi al Palatedeschi, lo sapevate?"
"Palatedesco? E che è?"
"Palatedeschi signò, vicino allo stadio"
"Chillo se chiama Palasannio wagliò..."
"E' la stessa cosa..."
"Ah...e vabbè..a me non me ne fotte proprio. Tengo il bar"
"Eh...."
"Eh...si si"
"Vabbè signò quant'è?"
"Con le birre di ieri sera sono 12 euro..."
"Benissimo, ve li porto domani".
Ora, un caso strano della vita, ha voluto che il miglior amico di Giuliano si chiama Lodovico...conosciuto a S.Donato con il nome di Lodo e capita pure che è il compleanno..ora anche se non ci vuoi pensare a Berlusconi sei costretto a farlo...e sai benissimo che questo weekend sarà quello giusto per vederlo da vicino, per considerare seriamente se è vero o se è un'invenzione della stampa comunista. Pronti via e la Pandarella sfreccia per la Provinciale...
Il Direttore è stato chiaro: "Domenica mi servite tutti, quindi giornata lavorativa piena: cinque al Palatedeschi, due allo stadio, prima delle sei tutti in redazione per il montaggio".
"Direttore - esclamo fermo ma gentile - a me tocca la manifestazione dei precari, sono il più adatto...male che va mi accontenterei dello stadio"
"No, no - esclama fermo e basta - mi servi nel palazzetto"
"Ussignore...intervisto l'ottavo nano?"
"Non ci pensare minimamente! Ci vediamo domani mattina...scetati..!"
Peccato che la sera la mamma di Michele ha preparato la pizza di patate ed il padre ne viene dalla vendemmia con belle bottiglie. Il Paese è Reale, S.Donato prega per noi e io mi unisco all'allegra tavolata e penso tra me e me "quando meno se lo aspettano gli rivelo che domani vado dal premier"...A mezzanotte siamo già partiti in carovana e Lodo, antifascista, antipatico e anticostituzionale, brinda al suo 28esimo compleanno...il momento è quello giusto...mi sparo le cartucce..me la tiro...
"Wagliò domani vado da Silvio..."
Non mi cagano neanche di pezza e meno male...ho rischiato grosso.
Svegliarsi la mattina poi è pesantissimo...ho il capone delle feste migliori e la tensione di chi deve andare a fare l'esame di Filologia Romanza con Varvàro...mentre avanzo la Pandarella mi guida proprio lì...al Palatedeschi...che la mamma di Rino non conosce...ma lei "tiene il bar"...tanti saluti.
Mi incartellinano ben bene, dichiaro nome, cognome, testata, capone e 7 euro e 50 nella sacca...entro e mi trema l'obiettivo...in lontananza vedo i manifestanti avvicinarsi e mi viene il magone..ma tant'è...entro dentro.
Il Paese è Realissimo, S.Donato mi fa "blinda" con le mani, mi trovo nel corridoio...qui..tra poco..passerà Lui...
Eccolo, vestito di nero, con lo sguardo sicuro ed una pelle che non riesco a definire...l'obiettivo trema, il cavalletto pure, faccio il bilanciamento del bianco sulla camicia della hostess, mi prendono per depravato...Lui arriva..lo incrocio, lo riprendo, sorride...tutti sorridono...un attimo ed è già sul palco, la gente lo vuole, lo brama...
Mi racconta di complotti, di stampa estera che sputtana...di separazione delle carriere...di Scalfaro che da consigli a Bossi...mi parla del 1994...dice le stesse cose del 1994...il palazzetto ha cambiato nome dal 1994...la gente che lo osanna invece è la stessa del 1994, oppure è nata nel 1994...mi fa male la testa...colpa delle fitte...e del vino di Michele.
Tutto termina..mi ripassa davanti..lo catturo ancora...scivola via.
In un attimo esco, porto via l'attrezzatura e vado ai botteghini dello stadio. Faccio la fila anche qui, mi chiedono nome, cognome, data di nascita, etc, etc...
Mentre salgo i gradoni della Sud penso allo strano incontro...sarà un caso ma il Lumezzane segna.
Quando la sera ritorno a S.Donato lo riascolto in Tv...a proposito di Tv...arriva il digitale terreste...chi glielo dice a mia nonna ora? Hai mai visto mia nonna? A 92 anni con il doppio telecomando.
Ma tutto cambia e se tutto cambia...
Io non ho speranze. Io ho fede. (Emidio Clementi - Massimo Volume)
09/10/09
morgana live
SABATO 10 OTTOBRE LUMINAL
‘Mbarca Ben Taleb,
sebbene giovane ha un percorso musicale importante. Nata a Tunisi, città in cui ha insegnato le tecniche per suonare strumenti tipicamente maghrebini, arriva in Italia nel 1989, e inizia subito a lavorare con i migliori musicisti soprattutto della scena napoletana, da Tony Esposito a Pietra Montecorvino, da Eugenio e Edoardo Bennato, fino a Gigi De Rienzo e Lino Cannavacciuolo. Particolarmente importante la collaborazione con Eugenio Bennato che la vede partecipare nel 1999 all’album Tranta Power che segnerà anche una nuova stagione musicale del musicista napoletano. ‘Mbarca con la sua musica gira letteralmente in mondo: Croazia, Kosovo, repubblica Ceca, Bosnia, Tunisia, Morocco, Algeria, Stati uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna e Singapore. Nel 2004 fonda con Marcello Vitale ed Erasmo Petringa Altocalore, un movimento musicale teso a superare le barriere etniche, e Altocalore sarà anche il titolo del cd che sarà registrato. E’ impegnata proprio in questo periodo nella registrazione di un film girato tra Napoli e New York, sulla storia della canzone napoletana ideato e realizzato dall’attore italo americano John Turturro, insieme a ‘Mbarca molti esponenti della musica partenopea da Raiz, agli almamegretta a Beppe Barra.
Luminal
“Canzoni di Tattica e Disciplina”
I Luminal suonano rock alternativo in italiano, tracciando un’asse che dall’Inghilterra e l’America passa per il rock e il cantautorato italiano e finisce a Roma ed in giro per l’Italia in un continuo suonare sui palchi, un continuo macinare di canzoni e persone che le ascoltano.
Nell’Ottobre 2007 Cristiano Santini, ex leader dei Disciplinatha, deus ex machina della Action Directe / Black Fading Records s’innamora del progetto e decide di produrre con la band il loro primo Lp “Canzoni di Tattica e Disciplina”, che uscirà ad un anno di distanza, nel novembre 2008, dopo l’estate passata a registrare e mixare al Morphing Studio di Bologna ed il mastering all’ Alpha Dept . ad opera di Francesco Donadello (Giardini di Mirò).
Qualche mese dopo arriveranno due marchi storici come Fridge Records in veste di label partner oltre che di editore (Fridge Italia), e Goodfellas per la distribuzione.
Presentato alla Fnac di Roma il 24 gennaio 2009 il disco sta già ricevendo un lusinghiero riscontro da stampa, addetti ai lavori e pubblico (da segnalare le recensioni di Claudio Sorge , direttore di Rumore e Fabrizio Galassi , giornalista di Kataweb), è in rotazione stabile su alcune delle più importanti indie radio italiane, e negli scaffali delle più grandi catene di negozi di dischi.
Definito a più riprese dalla stampa come una delle migliori uscite di rock italiano degli ultimi anni.
In appena due mesi la prima stampa è già esaurita.
Intervista ai Luminal che sabato 10 ottobre saranno live al Morgana
Ciao Alessandra ciao a tutti,
sapevo del vostro lavoro già dalla fase di registrazione e mi ha incuriosito molto sin da subito, sia perché vi siete affidati a Cristiano Santini (ex Disciplinatha, gruppo fondamentale di inizio anni 90 legato a doppio filo con i CSI) che proprio con voi ha deciso di lanciare la sua nuova etichetta, sia perché dal primo impatto si sente che cercate la via al rock senza scorciatoie, senza ammiccamenti, ma costruendo una personalità musicale che in Canzoni di Tattica e disciplina emerge con grande forza.
Rimaniamo sull’incontro con Santini, musicalmente come sono andate le cose in fase di lavorazione, le affinità musicali tra voi sono state un limite o un motivo di complicità maggiore nella vostra ricerca?
Con Cristiano c’è stata da subito complicità totale. Ci ha messo a disposizione la sua esperienza e professionalità. In studio ha saputo metterci a nostro agio, ci ha dato ordine ed eleganza, pulizia e potenza e siamo molto soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto.
Giornali musicali entusiasti del vostro lavoro, i live convincenti, ma voi questo mondo della musica indipendente come lo state vivendo, che idea avete?
Credo che la musica indipendente stia vivendo un momento di confusione. Forse l’industria discografica in generale. I gruppi devono imparare a gestire da soli molti aspetti del loro lavoro, perché non c’è più appoggio dall’alto, e questo genera preoccupazione e diffidenza. Ho l’impressione che molti di loro non siano disposti a lavorare per migliorare se stessi e la propria musica. Questa è una fase di passaggio molto faticosa. Bisogna tirare giù le saracinesche sul passato. Bisogna saper vivere il proprio tempo.
So che in comune abbiamo la passione per i Pitch, un gruppo forse molto sottovalutato in Italia in questi anni, ci sono altre band che vi convincono particolarmente?
Il pubblico italiano assimila un gruppo molto, molto lentamente. Di fatto, i Pitch di oggi non hanno nulla a che vedere con i Pitch di dieci anni fa che cantavano in italiano. Sono un gruppo nuovo con un gran bel tiro, un disco all’attivo che ha venduto moltissimo, live in tutta Italia e in Europa. Gruppi come loro, gli A toy’s orchestra, i Zen Circus, i Betty Poison, i Surgery, solo per fare qualche nome, sono assolutamente da tenere d’occhio. C’è un bel cambiamento in corso.
E per gli ascolti invece, ci sono gruppi “classici” di riferimento?
Potrei farti un elenco noioso di gruppi che conosciamo tutti. La cosa bella, almeno per noi quattro, è che quando uno di noi scopre un gruppo lo fa ascoltare subito anche agli tre, e di solito per lungo periodo non parliamo d’altro.
Finalmente al Morgana e a Benevento, ci siamo andati vicini più volte ma ora mi pare proprio il momento migliore, tra l’altro ad aprire la rassegna autunnale del club
Ernesto Razzano
08/10/09
aforisma numero 18- Papà Jean-Paul
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla;
sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che scegliete.
Però ce vonn i sord!
da " Quando abitavo a San-German-e-press"
Esistenzialista di Puglinello
07/10/09
novità dal vostro Vate®
ecco, così si controlla l'informazione!!
il Vate®
aforisma numero 17 - Sospensione
sospeso
avvolto
appiccicato
alla rete nell'angolo della mia mente
voglio infinita l'attesa
però ce vonn' i sord
Esistenzialista di Puglianello
06/10/09
in una rete di linee che s'allacciano

stavolta provo ad accostare una mia foto a quella della copertina storica di una musica viscerale che brucia ad ogni ascolto.
(capitolo VII - Se una notte d'inverno un viaggiatore)
mai più senza
Questo fantastica piggy è una bag in miniatura fatta da cristalli austriaci e foderato in capretto. Il pezzo è un esempio di lavorazione artigianale magistrale … ma riuscireste ad indossare la bag Piggy con voi per la serata di gala?Il maialino è dotato 50 anelli d’oro staccabili in una catena, inoltre, la borsa ha un lato A e un lato B. Normalmente si progettano bag a forma di gatto, di uccello, di cagnolino, ma io trovo questa a forma di maialino molto carina, poi, se pensiamo a George Clooney, la cosa non ci sembrerà più tanto strana, visto che lui aveva nella sua casa e adorava come un figlio, Max il maiale morto nel 2006.Questo suino in cristallo austriaco è una borsetta redditizia, forse perché solo per i collezionisti potranno permettersela. La Judith Leiber Pigtail Minaudiere è disponibile da Neiman Marcus per 3.600 dollari.
comunicazione di servizio
il 7 e 8 ottobre sono a roma, avete dritte su cosa fare il 7 sera? (feste, locali, ristoranti, ecc.?)
Rivoluzione Vegetale
LA RIVOLUZIONE VEGETALE (3 spot) from legovideo on Vimeo.
La Rivoluzione Vegetale è un progetto (fanta)scientifico sulle tematiche dell’ambiente, dell’habitat urbano e sull’utopia: in esso si immagina che a Torino, in un futuro più o meno vicino, l’asfalto venga interamente sostituito dalla vegetazione.
Si tratta di una installazione permanente dal 7 all'11 ottobre e di un evento in programma sabato 10 alle 21 a Torino Esposizioni.
(Musiche inedite dei Subsonica)
05/10/09
Start fragments .2
E’ solo l’inizio, ma è già tanto. La prima scintilla che accende il desiderio scopico.Una specie di copertina, è l’imprinting. Un amo lanciato che spera di agganciarti subito. Ma anche il momento in cui l’immaginazione ha ancora tanto spazio davanti a sé, spazio che a poco poco verrà eroso dalla narrazione audiovisuale. E poi, molto spesso, quanta cura nell’immagine, nel montaggio, nelle grafiche, nelle musiche usate..alle volte pure il ricorso ad un professionista specializzato: il title designer. Ecco a voi la mia personale scelta di titoli di testa di opere cinematografiche. L’occasione per guardare 5 film in un quarto d'ora.
Per qualche dollaro in più

















