30/11/09

come a sanremo

7 commenti:
la nostra Alessia ha vinto il premio della critica. come a sanremo. mancano i mazzi di fiori, perchè siamo a milano. premio patrizia barlettani.

IMIEICOMPLIMENTI!!

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Parafrasando Bruno Lauzi

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Ascolto solo canzoni tristi,
perché quando sono felice esco.


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29/11/09

Mo(o)vie Wonderland

1 commento:
Titolo: "Motel Woodstock" (di Ang Lee)
Sottotitolo: Flower powder

Allora, dove eravate nella mitica summer of love, summer of ’69? A mettere petunie nei vostri capelli, esibendo il pollice in direzione San Francisco? A zonzo in cerca di qualcuno da amare, magari con un aiutino da parte de li amici? Sì vabbè, potrei continuare ad oltranza ma voi non eravate neanche nati, i soliti outsiders… Consolatevi pensando che colui al quale si deve tutto l’ambaradan stava per mancare a sua volta l’appuntamento… meno male che l’azienda di famiglia era al collasso e che il nostro mast’e fest’, il timido Elliot, fu costretto a tornare dalle prodezze del Village alla verde provincia di Milka, stato di New York -tante mucche e latte al cioccolato, ma soprattutto un tugurio da riabbracciare. E siffatto tugurio, di nome Sonia e di professione mamma, quando affida al rampollo le sorti del “motel” avito (tu chiamalo -per prenotare- se vuoi su cauzione) e mica se lo immagina che invece di una decina di famiglie teutoniche con le calzette nei sandali ti arriva un mezzo milione di hippies sex drugs rock’n’roll peace and love secondo te pago il biglietto? Infatti la tre giorni di crapula fumogena più famosa della storia (a parte quella per festeggiare l’inutile genetliaco di Kate Moss, al grido di “cosa ho fatto per meritarmi questa notizia”), scaturita dai fini di incerta illuminazione universale e certissimo lucro di un fasullissimo capellone (salmodiante beceri filosofemi tutto il tempo) e dei suoi scagnozzi incravattati, si risolse grazie ad un equivoco, ingenerato dal nostro eroe, in un fantasmagorico festival gratuito -e poi ti credo che non trovo più parcheggio per il bovino davanti alla fattoria… Per fortuna non tutti i Figli dell’Amore Eterno alloggiano a casa Teichberg, nonostante l’occhiuta Sonia, mostruosa Scrooge in gonnella, provi a sistemare sacchi a pelo pure sui ripiani del frigorifero, lasciando all’ottima Vilma, il trans che tutti vorrebbero come personal guru, la gestione di qualche ‘ntecchia di disordine creativo. Ma, se non te ne fossi accorto, caro Elliot, siamo a Woodstock, calati qualcosa pure tu (oltre alle mutande, già prontamente abbandonate sul giaciglio di uno strafighissimo carpentiere- sì, ho detto carpentiere, santi numi delle fantasie sessuali)… ma sì, fammi aprire due o tre porte della percezione, sperando che mammà non cambi la serratura. E mentre invece donna (?) Sonia sperimenta con babbo e con soddisfazione una nuova ricetta per i cookies (no, non la trovate sui libri di suor Germana), the times, beh, they are a-changin’. A rimanere, poco più che fango a sufficienza per svariate my generation e uno sbuffo di sogni belli, cuciti per la coda ai magoni. Epperò, Elliot, chapeau.
SinteticaMente: Cari cinefedeli, se avete a mente l’imprescindibile documentario di Michael Wadleigh, sappiate che qui ritroverete solo l’uso dello split screen: per quanto bizzarro, in “Motel Woodstock” di musica non c’è neppure l’ombra -ciò nonostante, Ang Lee, sulla scorta dell’autobiografia di Elliot Tiber, struttura un’opera più che riuscita, ironica e mai scontata. Grande cast, su tutti Imelda Staunton, il mio regno per un posto letto… da Oscar.
Consigliato: a chi fa il tipo “free” perché va in campeggio e poi infila nel trolley (…) l’amuchina.
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mantesini

6 commenti:



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28/11/09

Il tempo degli agrumi

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battuta vincente n°9

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Sotto esame i video nel pc di Brenda. «Alcuni possono servire alle indagini» afferma Signorini. (piergiorgio romano)


Roma - uccisa la donna trovata morta ieri (Corriere.it/Lorenzo Palmieri)




continuano le avventure satiriche nella Palestra di Luttazzi,
e stavolta rendo onore all'avversario, che non si beò di un suo colpo di gran classe!!
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26/11/09

nuove proposte

1 commento:

ringrazio radiocittà!
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25/11/09

Il salotto dell'ippocampo

6 commenti:
amici,
voi mi invitate a nozze, faccio incubi ogni notte da sempre, ormai vivo ufficalmente una doppia vita e non importa quanto possa essere serena o travagliata la mia vita in stato "vigile", quella onirica è sempre super tormentata.
Potrei potenzialmente diventare la vostra più affezionata scrittrice di sogni terribili e/o assurdi, ma questo dipende anche da quanto sarete spietati o gentili nel vostro commento e nella vstra interpretazione... insomma, x favore, nn uccidetemi con diagnosi terribili!!! ahahahahah l'ultimo sogno è di stanotte, purtroppo o per fortuna ho ricordi sfumati, ma la cosa ke più mi ha colpito del sogno era che l'oggetto protagonista fosse un grande pesce rosso nella classica palla di vetro. Avevo la continua percezione ke stesse x cadermi o saltar fuori dalla palla e infatti qsta cosa mi succede 2 volte, la prima volta ke cade a terra lo guardo aspettandomi il calssico dimenarsi del pesce rosso fuori dall'acqua ke mi renderà difficile il recupero...invece resta fermo si muove appena, mi è comunque difficile riprenderlo xkè è scivoloso e mi fa anke un pò skifo, cmq riesco a rimetterlo a posto. La seconda volta invece nel cadere sul pavimento fa un tonfo e io ho paura ke sia morto allora gli kiedo di muoversi e lui apre le pinne, quando però vado a recuperarlo, prendendolo x la coda perchè il corpo è troppo viscido, mi resta la coda in mano... il pesce è ovviamente morto e diviso in 2... grrrrrr terribile!!!!la sensazione è stata di ansia e impotenza, un sogno super macabro...soprattutto se poi il giorno dopo è venerdi è ti trovi una grossa orata nel piatto!!!ahahahahaha
confido nella vostra bontà e saggezza
a presto

lettera firmata

**************************************************************************************************


Nud' è lu pèsce; nude chi le pìjje; nude chi le vènne; vestùte chi le màgne.
(Nudo è il pesce; nudo è chi lo prende; nudo è chi lo vende; vestito è chi lo mangia)

Carissima sognatrice,
benvenuta nel nostro salotto!
Il tuo ippocampo sogna libertà, evasione, emozioni nuove ed originali. Lasciati andare!!
Il pesce rosso, vero protagonista del tuo sogno, simboleggia la sfera sessuale e le pulsioni legate al mondo dell'intimità. Eppure il tuo sogno appare a tratti disgustoso; descrivi più volte il povero pesciolino come un essere viscido verso cui provare ribrezzo.
Il tuo viaggio onirico si apre con un senso di ansia e di paura che si innesca alla sola vista del pesce rosso ( che evidentemente deve incuterti molto timore) :"Avevo la continua percezione ke stesse x cadermi o saltar fuori dalla palla".
In verità ti terrorizza il fatto che le tue sfrenate(?) pulsioni intime possano destabilizzare la tua vita, i tuoi rapporti, le tue abitudini consolidate.
Non temere il giudizio delle persone vicine. Apri la tua mente alle proposte audaci che qualcuno ti ha fatto, o che magari vorresti fare...
Nel sogno provi per ben due volte a riportare il viscido pesce rosso... e te stessa nell'ovattata boccia di vetro; la prima volta ci riesci, ma ti costa moltissimo: "è comunque difficile riprenderlo xkè è scivoloso e mi fa anke un pò skifo".La seconda volta, invece, vai incontro a un fallimento; il tuo tentativo di riportare il pesce rosso nella palla di vetro non va a buon fine e ti ritrovi, addirittura, con la coda del pesce in mano.
Hai stretto e strozzato così tanto il tuo pesce rosso ( leggi le tue vere e naturali emozioni) da riuscire a renderlo inattivo ( ti ritrovi la sua coda in mano e dimmi tu come fa un pesce a muoversi senza la coda??)
Forse non dovresti cecare di cambiare la tua natura, cara amica! Anche il D'Annunzio era avezzo a certi particolari piaceri. Forse hai scoperto solo ora questo tuo lato trasgressivo, ma perchè vuoi eliminare un aspetto tanto singolare della tua intimità?
Attenta!! Nel tuo sogno tu uccidi il pesce rosso; ma non era di certo quello che volevi. Il tuo sogno si conclude con una vera e propria paralisi perchè, da una parte, non sei riuscita a riportate il tuo "Io" nel suo ambiente abituale, conosciuto, protetto ma troppo stretto oramai; d'altra parte, non sei nemmeno riuscita a lasciare libero il tuo pesce rosso interiore perchè l'hai ucciso con i tuoi sensi di colpa e le tue frustrazioni.
Lascia che la tua sessualità sia libera di esplorare finalmente quei territori sconosciuti che per troppo tempo hai messo da parte.
Anche un frustino può renderci felici!


Palò&Colò ti assegnano un compito per la settimana: dovrai andare in un ristorante cinese (luoghi solitamente e inspiegabilmente sempre provvisti di acquari pieni zeppi di pesci rossi) e fare, proprio sotto gli occhi di quei piccoli esserini acquatici, la cosa più strana e insolita che riesci a concepire. Buona fortuna!
.

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**Questo sogno ti ha fatto accumulare ben 7 punti Sognatusognadipiù. Vi ricordiamo che Sognatusognadipiù è il fantastico concorso che premia la tua fedeltà onirica: PIU' SOGNI PIU' GUADAGNI!
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24/11/09

God Save Dekaro - 5

5 commenti:
Ok, visto che non avete messo commenti, io non metto foto, purtroppo chi mi conosce sa che io sono un tipo ferreo su certe cose e per punirvi ancor di piu' scrivero' anche piu' del solito.
Il weekend e' stato piu' lungo del previsto perche' gia' venerdi' non sono andato a lavoro per via di un fortissimo dolore al polso senza che per quanto mi ricordi avessi preso una botta o altro, ormai mi capitano questi infortuni da vecchietto sai tipo reumatismi e quelle altre cose strane. Ah, siccome gia' un'amica ha fatto facili ironie al riguardo, ci tengo a precisare che si tratta della mano sinistra e non sono mancino. La sera il dolore era quasi passato del tutto e sono andato al compleanno della nostra Kikka in un bellissimo locale vicino Covent Garden, poi la notte siccome non c'erano piu' treni per Slough sono a rimasto a dormire a casa sua su un divano letto. Vive da sola in un appartamentino carinissimo in una zona anche abbastanza centrale e chi vive o ha vissuto a Londra sa che non e' un'impresa da poco. Il pomeriggio dopo e' venuto un suo amico inglese e siamo andati in un pub. Questo ragazzo stava tutto acciaccato perche' la notte precedente aveva fatto una rissa. Aveva varie ferite e gonfiori sulla faccia e sul collo e la giacca ancora sporca di sangue, mi ha detto eh tu mi hai appena conosciuto, forse non ti sto facendo una buona impressione. Ma no, suvvia, perche' mai dici questo. Che poi e' davvero una bravissima persona, ma in effetti la rissa dopo la bevuta e' abbastanza comune qui a Londra, e' un modo tipico di finire la serata, insomma a Benevento si va da pesce di zucchero a prendere il cornetto e qui invece ci si struppea un po'. La cosa piu' assurda e' che spesso lo fanno anche le donne. Vedi queste inglesone cicciottelle bianche bianche che strepitano e si rotolano sulla strada stappandosi i capelli e imprecando l'impossibile. Sono veramente inguardabili e capita talmente spesso che non e' escluso che una di queste volte le immortalo in un filmino e ve lo metto.
A me invece non piace fare risse perche' sono un non-violento e inoltre lo trovo poco aristocratico, pero' una volta successe anche a me, se vivi a Londra e' comunque un'esperienza da fare. Ecco come ando'. Eravamo io, un francese, un tedesco e un israeliano... tipo la barzelletta ma il fatto e' che il gruppo di lavoro (allora stavo alla SEGA) e' formato da uno per ogni lingua e di conseguenza quando poi si va fuori a bere siamo tipo una barzelletta vagante. Quella notte, dopo il pub, questa barzelletta vagante stava tornando a casa e devo premettere che era l'estate del 2006, quella dei mondiali in Germania e che l'israeliano e' un ragazzo un pochino pazzo, per quanto lui sostenga di essere semplicemente un super-jew (un super-ebreo) come ripete ossessivamente: I'm a super-jew! I'm a super-jew!! Vabe'. Mentre stavamo camminando in una stazione della metro per cambiare linea ci siamo affiancati a una comitiva con 2 ragazzi e parecchie ragazze molto belline. Il super-jew Jaron, che ha una atteggiamento molto spiccio nell'abbordare ragazze, non ci ha pensato due volte e ne ha acciuffata una per il braccio, tirandosela a se' e dicendo intanto ai due sbigottiti ragazzi give us some chicks give us some chick, you have a lot (tipo: dateci qualche pollastrella delle vostre che tanto ne avete molte). E in effetti e' vero, e' giusto dividere. Le ragazze acciuffate strepitavano e schiamazzavano manco le stessero spellando vive e una volta liberatesi scappavano dietro ai due ragazzi in cerca di protezione, ma Jaron, persa una subito ne acciuffava un'altra e la scena si ripeteva. Intanto tutti noi proseguivamo verso le scale mobili, noi cercavamo di richiamarci Jaron e convincerlo a lasciar perdere e i due ragazzi (giustamente) gli sbraitavano contro e coi pugni chiusi minacciavano di picchiarlo, ucciderlo e cosi' via ma si capiva che, per quanto dicessero, non si sarebbero mai lanciati davvero in uno scontro fisico. Cosi' abbiamo imboccato le scale mobili, noi sopra e loro negli scalini piu' in basso, e salivamo. A quel punto sono intervenuto anch'io. Siccome questi continuavano a gridarci contro ma era palese che non avevano assolutamente intenzione di fare a botte per davvero, ho iniziato pure io a sfotterli, giusto per sfizio, cose tipo: inglesi ridicoli, fate pena, thank you Portugal!! E questo soprattutto era un argomento su cui era necessario usare la massima sensibilita' in quei giorni perche' il Portogallo li aveva eliminati dalla coppa del mondo e gia' la sola parola “Portogallo” era tabu', mentre gridarne al cielo le lodi equivaleva a bestemmiare in piazza San Pietro il giorno in cui prega il papa. Mentre continuavamo a salire e Jaron continuava a tirarsi le pollastrelle e io a gridare i miei ringraziamenti di cuore al Portogallo che aveva, tanto per cambiare, mandato all'aria i loro sogni velleitari di conquista della coppa del mondo, questi due si mettono a gesticolare, indicandoci e gridando: sentite che dicono! Sentite che dicono! Mi giro e, scena alla Fantozzi, dalla scala parallela stavano scendendo una comitiva di inglesi ubriachi, proprio i classici hooligans grossi grossi con quelle faccione beote da suino e gli occhi iniettati di sangue per quello che stavano ascoltando. Non si e' capito piu' nulla. Sono saltati direttamente dal loro lato sulla nostra scala, in un attimo erano ovunque, io ho cercato di riportare a mente il piu' velocemente possibile gli insegnamenti del maestro Obi-Wan Raffaele Zolli, per qualche mese con gli amici facemmo difesa personale da lui, e ricordo che in effetti ci insegno' anche come difendersi da attacchi multipli, parare un colpo di qua... spostarsi intanto di la'... seeeee... fra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare il tutto poi su delle scale ancora in movimento. Dopo qualche secondo ero gia' sopraffatto ma in generale non si capiva niente, quando per qualche istante riuscivo a focalizzare la situazione intorno era un caos totale resa ancora peggio da tutta la gente non coinvolta nella rissa che gridava e scappava in panico manco ci stessimo sparando e tutte le grida che rimbombavano. Anche il francese e il tedesco, che poverini avevano fin dall'inizio cercato di pacificare gli animi, erano sotto una tempesta di pugni e calci (quantomeno, se un giorno verranno a Benevento e troveranno il classico grezzone che li minaccia con la frase: “Wayo' ma tu te mai truvat int na' bufer e pakkeri!?” Loro potranno candidamente rispondere: si'). Nel frattempo la scala si era fermata, la security era sia sopra sia sotto e imprecava di fermarci ma saggiamente non interveniva sapendo bene, anche qui, che ki sparte ave a meglia part e dopo un po' finalmente la rissa e' finita e quando e' apparsa la polizia l'italiano, il francese, il tedesco e l'israeliano stavamo ciaccati e sanguinanti mentre gli inglesi si erano volatizzati. Ma tanto... sempre enn passa' p' bnviento...
Per la cronaca Jaron e' stato il mio primo amico su facebook, lo beccai su messenger quando stavo in Polonia e mi consiglio' di iscrivermi. Non so dove sia adesso, so che se n'e' andato dalla SEGA per una polemica che ha lasciato un po' tutti sul dubbio riguardo a chi aveva ragione, la classica controversia difficile da giudicare, che e' questa: la SEGA aveva annunciato che da quel momento in poi se qualcuno proponeva un proprio amico che considerava particolarmente adatto per quel lavoro e l'amico veniva assunto, riceveva come premo qualcosa di soldi, tipo sui 200 pound. Allora Jaron ha avuto una pensata geniale, e' andato sui siti e giornali online piu' utilizzati per cercare lavoro e ha scritto: c'e' questa azienda che cerca blah blah blah... unica cosa scrivete sul curriculum: sono amico di Jaron. In qualche giorno la SEGA e' stata inondata da oltre 1000 curriculum di “amici di Jaron”. Il punto della questione pero' e' che effettivamente una decina fra questo migliaio di candidati sono stati presi ma a Jaron non hanno voluto dare i soldi promessi. In effetti e' difficile dire chi ha ragione, Jaron comunque si e' inkazzato e se n'e' andato. In precedenza anch'io me ne ero andato dalla SEGA (azienda il cui nome e' tutto un programma...) mandandoli a quel paese per un'altra polemica che pero' semmai vi racconto la prossima volta se mi va.
Bacioni smack smack smack

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mai più senza

3 commenti:

profezia.
voi mi direte: ma cosa ti sei messo in testa!?!?
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23/11/09

Perestrojka

2 commenti:
Una tendenza pericolosa di parte della scienza è quella di usare i progressi fatti nella manipolazione genetica per eliminare (in maniera più o meno graduale) in natura le diversità delle varie specie e pretendere di poterne produrre una perfetta. Non sto qui a fare discorsi su Dio e il creato che sposino le teorie medioevali della Chiesa sulle cellule staminali, figuriamoci. Per evitare di rimandare a questo, consideriamo piuttosto il regno vegetale.

La scienza è in grado (leggasi OGM e quanto ne segue) di produrre una mela, un tipo di mela, che racchiuda tutte le migliori caratteristiche degli altri tipi di mela e quasi nessun difetto. Figo, dite. No, perché un difetto resta: anche la nostra supermela, come tutte le altre specie di mele, ha un suo arco vitale e un giorno arriverà la sua fine. Avendo la scienza eliminato tutte le altre specie di mela, quelle imperfette, non ci sarà un altro tipo di mela, cresciuta in concorrenza, a prendere il suo posto e a far continuare la specie. In pratica, dopo la mela perfetta non ci saranno più mele. Remo Ruffini sintetizza brillantemente, e in maniera un po' lapidaria, il concetto: "Bisogna fare attenzione a non eliminare la concorrenza nella natura e a mantenere le differenze".

Ora astraiamo un attimo dalle mele, vi va? Pensiamo alle idee. E' esattamente la stessa cosa, è necessario, imperativo, mantenere la concorrenza delle idee preservando le differenze. Altrimenti presto non vi saranno più idee. Il ragionamento è ispirato a quanto scriveva Tiziano Terzani quasi venti anni fa, anticipando di fatto due decenni di storia:
Il comunismo, con la sua sacrilega aspirazione a cambiare l'uomo, ha ucciso milioni di uomini e ha, come un moderno Gengis Khan, seminato vittime di ogni tipo lungo il percorso della sua conquista. Eppure è anche vero che là dove non era al potere, ma restava come un'alternativa d'opposizione - nei paesi dell'Europa Occidentale, per esempio -, il comunismo non è stato solo distruttivo, ma anzi ha contribuito al progresso sociale della gente. Come sistema di potere, fondato sull'intolleranza e sul terrore, il comunismo doveva finire. Ma come idea di sfida all'ordine costituito? Come grido di battaglia di una diversa moralità, di una maggiore giustizia sociale? Che succederà ora che il mondo capitalista resta l'unica «specie» del suo genere? Che cosa succederà ora che tanti potenti, tronfi di vanagloria per aver vinto la guerra contro il comunismo, restano senza concorrenza, senza sfida, senza stimolo?

Tiziano Terzani, Mosca, 2 ottobre 1991
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22/11/09

Viva le donne: Elis regina e Gal Costa

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scescio e politica

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grazie alle potenti conoscenze del Maestro Zibuletti, abbiamo in esclusiva mondiale alcune delle compromettenti immagini che ruotano intorno allo scandalo Marrazzo! Ecco Sandro Bondage!!
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c'est quoi l'amour?

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aforisma numero 26- beato me

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Comprati un mazzo di fiori.

Però ce vonn' i sord!
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21/11/09

Bellezza in prestito

3 commenti:
Oggi parliamo di una bella persona. Se credete che vi farete i cazzi miei e di un mio amico di vecchia data siete fuori strada, ma di qualche dozzina di chilometri. I miei amici sono tutti brutti ceffi che rubano i motorini e dicono bella zio, ma sopratutto, non c'è bisogno di una conoscenza approfondita e duratura per accorgersi della bellezza di una persona. A volte basta imbattersi per un nanosecondo nella sensibilità, nella mente vivace e aperta, nell'animo non ingannevole. Per dire, a Piergiorgio capita spesso di conoscere persone magnifiche a pacchi nel mentre si fa cambiare venti euro. Ma non divaghiamo.

La bella persona di cui si parla oggi io non l'ho mai incontrata, so che si chiama Franca e dalla sua pagina aNobii che è sposata e vive a Milano, ma poco altro. E so di questa sua iniziativa. In parole povere, funziona così: voi scegliete un libro dall'ampio catalogo che trovate sul sito, lei ve lo invia per posta e (si presume) lo restituite dopo un mese. Vabbè, dite voi, ci arrivavamo dal nome del sito. Aspettate, che arriva la parte figa.

La parte figa sta in quel che Franca chiede in cambio: che sul libro prestato, quando torna al mittente (cioè a lei), sia scritta anche parte della vostra storia, oltre a quella già stampata in litografia offset. Sottolineature, annotazioni, biglietti del tram e cartoline allegate, tutto quanto possa raccontare di voi e di ciò che vi portate dietro nel mentre leggete il libro, che sia un istante appena trascorso o una vita intera, chissene.

Non so a voi, ma a me tutta la faccenda riempie di entusiasmo. Voi poi mi venite a rompere i coglioni che sono un illuso e un sognatore e penso di poter cambiare il mondo. Ma sapete che c'è, a me la fiducia la danno le persone così, pur non avendo mai avuto il piacere di.

Mentre un rapporto del Censis dice che gli italiani leggono sempre meno libri (e nemmeno è detto che sappiano far di conto) e uno dell'Istat sostiene che il dodici percento (12%) delle famiglie italiane non ha un solo libro in casa (uno solo, niente) perché "sono noiosi" e che il trentasette percento (37%) non ha letto nell'ultimo anno (sono venti milioni di persone), a me sapere che c'è gente come Franca conforta non poco. Franca ed io (e secondo me pure voi, che alle brutte leggete almeno i blog) siamo persone migliori di altri venti milioni. Guardate che non è bello da sapere, proprio zero, ma tocca farsene una ragione.
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20/11/09

Dark night of the soul

2 commenti:
Stasera, se Dio (James Brown) ci assiste, al Morgana si passa un po' di musica soul. Dico per dire, eh.





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pensiero poetico.."il peto"

3 commenti:
Basta un attimo ed è fatta
e la stanza è rarefatta
circospetto chi è presente
ma il tuo sguardo è indifferente
non c'è onta ne oblìo
per chi innalza gas a Dio

e chest'è
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18/11/09

manifestop

3 commenti:
Da gennaio 2007 Sao Paulo, popolosa città del Brasile, ha vietato la pubblicità in strada.
E non parliamo degli uomini sandwich, o del volantinaggio: sono vietati i manifesti, i monitor luminosi, o i famigerati 6x3. “Lei da Cidade Limpa”, questo l'esotico nome del provvedimento.
In occidente esistono solo due cose dove la pubblicità non riesce ad arrivare: i libri, e la settimana enigmistica. Per tutto il resto non c'è scampo, pubblicità ovunque, al punto che una volta ho sentito che la coca-cola voleva lanciare un satellite con proprio logo nello spazio, così tutto il pianeta la notte avrebbe visto pubblicità.
Non ho dovuto aspettare questo per cominciare a provare stanchezza per l'eccesso di pubblicità nei miei occhi. La mia città, e tutte le città italiane, europee, americane, ecc. sono invase da slogan, immagini, messaggi. Si è addirittura teorizzato (Learning from Las Vegas) che la pubblicità è l'elemento universale capace di riqualificare le periferie degradate, ma la realtà è diversa. Più il tempo passa e più siamo assuefatti alla pubblicità. E la pubblicità, per vincere la nostra assuefazione, diventa sempre più invasiva. Troppo. Il risultato è una densità abnorme di messaggi banali, a cui non facciamo più caso, stupidi, ma soprattutto il paesaggio urbano sta diventando la cabina di un tir. E non è affatto necessario.
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Televisione Spazzatura

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and light did

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puoi crederci?
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17/11/09

mai più senza

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giorni di fuoco
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God Save Dekaro - 4

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Allora, un intervento breve e senza nemmeno foto, a parte una al lavoro sotto il Big Daddy. Scusatemi se non vi ho ancora messo le foto promesse in giro per Londra, ma ogni volta succede qualcosa che mi fa rimandare, sabato non ho potuto per via di una leggerissima bufera di vento e pioggia che per fortuna in serata e' scemata e cosi' almeno sono potuto uscire col buon Sebastian e siamo andati a vederci le partite in un pub vicino Piccadilly pieno di grossi schermi tv e gente da un po' tutto il mondo, ognuno a vedersi la propria nazionale. E' strano che fino ad ora non abbia mai visto scoppiare mazzate in quel posto, con la birra che scorre a fiumi, animi surriscaldati e tifosi a contatto. C'e' anche da dire che passano spesso buttafuori alti due metri e larghi altrettanto per non indurre in tentazione. Dopo siamo andati in giro per i soliti pub strapieni di soho.
Quindi una nuova settimana di fatica, nuovo giro nuova corsa.
In questi giorni ho letto ovviamente un po' della tragica Orestea, ovvero l'arresto del nostro vigoroso presidente e l'ho gia' gridato su facebook: non se ne puo' piu' di questi giudici tifosi dell'Avellino!! E meno male che a Benevento siamo previdenti e abbiamo un fratello Vigorito di riserva, senno' chissa' come la mettevamo a nome. Spero solo che ora non sbuchi fuori un giudice di Nocera Inferiore che ci ingabbi pure quello e concluda la frittata.
Ma io so, cari amici miei, che cio' che noi percepiamo ingenuamente come un arresto ha la sua reale origine molto piu' in alto, invisibile ai non illuminati, agli schiavi dell'illusione cosmica che si rotolano nella ignoranza, l'avydia, su cui danza trionfalmente lo Shiva Nataraja. E il vero motivo va ricercato su un piano divino-metafisico, fissato in una legge eterna che trascende il nostro universo concettuale e che dice: “Il Benevento calcio NON andra' mai in serie B”.
Eeeeeeh sto scherzando!!! Don't worry paisa'! Quando piu' dura si fara' il DOVERE di un SANNITA e' NON MOLLAR!
Ne approfitto inoltre per riportare l'sms di un amico che, temendo ritorsioni personali, mi ha chiesto di mettere in rete visto che vivendo io all'estero non dovrei avere nulla da temere. Vabe' questo mio amico tende sempre un po' a esagerare le cose, ma un pizzico di verita' nelle sue paure ha purtroppo motivazioni ben fondate. Comunque, si tratta di un disperato appello ai giudici: “Tenetevi Sandra, ridateci Oreste”.
In effetti immagino che il trauma per questo arresto deve essere stato grande per molti tifosi, pensate che questo mio amico tiene esposte nel suo negozio le foto della moglie, del figlio e... dei fratelli Vigorito! Il padre ci e' rimasto un po' male ma poi conoscendo il figlio ha capito.


BigDaddy is back...

Eccomi sotto il BigDaddy, il protagonista del gioco su cui stiamo lavorando, BioShock 2. E' una storia un po' strampalata che comunque vede questo BigDaddy (GranPapa') legato da una simbiosi indissolubile a delle bambine (le Little Sisters, le Sorelline) che lo chiamano Papi. Si ispira quindi in parte alla storia del vostro primo ministro, e non vi dico le TENTAZIONI che ho dovuto reprimere quando facevo alcune traduzioni, tipo proprio all'inizio c'era: Papi, andiamo a giocare fuori, e volevo mettere: Papi, andiamo a giocare sul lettone di Putin. Ma poi ho pensato che e' ancora troppo presto per farsi licenziare ed ho umilmente tradotto alla lettera.

Grazie 1000 a 3x7StregaAfette (21.000), SaB, Filippo e Danilo per i commenti, questi ultimi due da Varsavia.
Fa un po' piangere la news che Danilo che ci manda dalla terra polacca, ovvero che e' passata una legge che rende illegale portare magliette con l'immagine del Che, pena la galera!! E vai! Evviva la liberta'! Se la sono conquistati coi denti e ora si' che possono godersela! La Polonia forse ancor piu' della Russia veniva presa come esempio del totalitarismo comunista, rappresentava la quintessenza dell'oppressione, della mancanza di liberta', l'angoscia in cui saremmo irrimediabilmente finiti se non avessimo votato Andreotti, De Mita o Craxi, ma ecco poi finalmente Lec Walesa e Solidarnosc fino al crollo sovietico e tutti noi siii vaii sarete felici... vaii sarete liberi... Liberi di prenderlo dietro dal capitalismo internazionale, quella e' l'unica liberta' che hanno conquistato, messa nel “pacchetto” con tutti i piccoli problemini nostri: disoccupazione, indigenza, delinquenza, alcool e disperazione. Con questo poi non voglio ovviamente mitizzare quegli altri bacucchioni dei sovietici, ci mancherebbe, ma solo far notare i soliti schemi mentali che ci innestano nel cervello per giudicare e criticare a senso unico.

Saluto anche Salvo, sempre da Varsavia, che mi ha mandato una email per dirmi di aver citato una frase presa da questa rubrica per un suo intervento in un blog (per la cronaca: quando il gioco si fa duro i duri iniziano a scrivere). E mi ha poi fatto notare che: “Il vero scrittore, è colui che viene citato (fosse anche solo per danni!!!)”. Simpatico bisogna dire, simpatico.

Infine voglio far notare una cosa ai soliti scettici: all'inizio questa rubrica era seguita solo a Benevento. Ora anche a Varsavia. Presto... in tutto il mondo! Eeeeeeeeehhhhh sciuuuupòòòòòòò'!!!!



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16/11/09

MAXXI

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Mar di male

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Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare


(G.L.)



Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...


(F.P.)
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aforisma numero 25-Natale

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Si muore un po' per poter vivere.
Però ce vonn' i sord!

da "Arrivederci soldo ciao"
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15/11/09

Viva le donne Zooey Deschanel & Von Iva Yes Man

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L'unica rivoluzione possibile è quella interiore

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Il mare! Il mare! Il Mar Caspio. Blu come il Mediterraneo. Vecchio come quello. Come quello, carico di storia. La vista del mare mi rallegra. Quella delle grandi navi, attraccate lungo il molo, mi dà un senso di libertà, mi fa pensare a scappare... anche da qui.
Baku, capitale dell'Azerbaigian, è una vecchia città affacciata su una baia che a prima vista pare come quella di Napoli. Qui l'Asia è finita e ho la sensazione di essere già vicinissimo a casa, ma anche qui vengo presto sopraffatto da tutto ciò che è ancora sovietico. Comincio davvero a essere stanco della miseria, dello squallore che mi ritrovo sempre attorno, dei sotterfugi, dei piccoli traffici con cui la gente mi sembra costretta a sopravvivere.
Un mese fa, all'inizio di questa rivoluzione che metteva fine al comunismo, m'era parso logico che un'ondata di speranza avrebbe travolto il paese, che in qualche modo ci sarebbe stata un'esplosione di energie, un ritorno alla fantasia, uno sbocciare di nuove idee, un mutare nei rapporti umani. Invece, dovunque vado, tutto mi pare come prima, anzi peggio, e al fondo non incontro che il vecchio grigiore su cui ora, per giunta, non sventola neppure più l'assai decorativa e in qualche modo luminosa bandiera rossa.

(Tiziano Terzani, Baku, 27 settembre 1991)



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13/11/09

An Ending

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Recorded in 1983 for a documentary called For All Mankind, directed by Al Reinert. This film’s release was delayed until 1989. By that time several tracks on the album were omitted from the soundtrack and replaced by other pieces by Eno and other artists.

CD TRACKS

Always Returning

Drift

Silver Morning

Stars

Under Stars

The Secret Place

An Ending (Ascent)


FILM TRACKS

Sirens

Theme for "Opera"

Fleeting Smile

Tension Block

Asian River

Quixote

4-Minute Warning

For Her Atoms

Eno relates that when he watched the Apollo 11 landing in 1969 he felt that the strangeness of that event was compromised by the low quality of the television transmission and an excess of journalistic discussion, and that he wished to avoid the melodramatic and uptempo way it was presented. For All Mankind was originally intended as a non-narrative collection of NASA stock footage from the Apollo program. The non-narrative version with the Eno soundtrack was released on video in 1990 by the National Geographic Society. An alternate version was also released by NASA featuring audio interviews but omitting the Brian Eno soundtrack

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morgana live

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VENERDI 13 NOVEMBRE
IL DISORDINE DELLE COSE

SABATO 14 NOVEMBRE
CFF E IL NOMADE VENERABILE

Venerdì 13 invece, arriva da Novara, Il Disordine delle Cose, secondo progetto musicale italiano, dopo i Marta Sui Tubi, ad uscire per l'etichetta indipendente TAMBURI USATI.
Il CD d'esordio è uscito il 6 ottobre scorso con distribuzione Venus, anticipato dal video del singolo “L'astronauta” in rotazione sulle principali emittenti televisive e web musicali.
Tutti gli elementi della band sono di Novara e vantano diverse esperienze in numerosi gruppi della scena indipendente italiana, oltre al costante impegno di alcuni di loro dal punto di vista organizzativo, della collaborazione e della direzione artistica sempre nell'ambito musicale (Circuito KeepOn, Giovani Espressioni Festival, Esterni Milano, Mixer Eventi, Milano Film Festival, Novara Jazz Festival, Staffmillennium Eventi, Tavagnasco Rock Festival e molti altri)
Dopo circa 30 esibizioni live in tutta Italia nel corso del 2008 in cui hanno avuto anche la possibilità di dividere il palco con artisti come Daniele Silvestri, Marlene Kuntz, Syria, Marta sui Tubi, Perturbazione, Bugo, AmorFou, Ministri, Giuliano Dottori e molti altri, il gruppo entra in studio a Torino sotto la sapiente produzione artistica di Gigi Giancursi e Cristiano LoMele (Perturbazione) e mastering di Davide Quaglia (AtlantisStudio di Milano), realizzando un lavoro d'esordio molto curato nei testi rigorosamente in italiano e negli arrangiamenti musicali, con la preziosa partecipazione di artisti come Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Syria, Paolo Benvegnù, Elena Diana e Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Marco Notari, Enrico Allavena (Blubeaters), Naif, Marcello Testa (La Crus), Luigi Napolitano, Carlo Zanetta e Max Gilli.
Luci di nervi, è invece il nuovo lavoro dei pugliesi CFF e il Nomade Venerabile. Si tratta di un disco davvero riuscito, frutto dell’approccio di una band atipica ma quanto mai diretta ed efficace. Notevole le collaborazioni nei brani, a partire dalla cover di De Andrè “Ho visto Nina volare” interpretata insieme a Paolo Archetti Maestri e Fabio Martino degli Yo Yo Mundi, in altri brani troviamo Umberto Palazzo dei Santo Niente, Franz Goria dei Petrol nella magnifica “Un lungo viaggio in autostrada”, e Paolo Benvegnù nel singolo “Amore”. E dunque vale la pena conoscere meglio la formazione pugliese, anche tramite un’intervista a Vanni La Guardia, uno dei fondatori della band. Ringraziamo Marco per la disponibilità a chiacchierare con noi.

La prima cosa che mi viene in mente osservando il vostro progetto musicale è: ma come avete fatto a mettere insieme le collaborazioni di tanti musicisti in un solo disco?
Ognuno dei 5 componenti base del gruppo circola da almeno dieci anni negli ambienti della musica indipendente ed emergente italiana per motivi diversi e con esperienze diverse. Quindi abbiamo avuto la fortuna di costruire alcuni legami forti di amicizia e di rispetto che si sono mostrati in tutto il loro splendore durante le registrazioni del disco. Molti di questi amici sono stati i primi a spronarci perché registrassimo ufficialmente quei brani che loro stessi avevano già avuto modo di ascoltare e apprezzare in passato, regalandoci la loro massima disponibilità.

Andiamo dai Perturbazione che hanno una presenza importante nel disco per continuare con Syria, Paolo Benvegnù, Carmelo Pipitone di Marta sui Tubi, Marco Notari, Naif, Enrico Allavena dei Blue Beaters, Giotto napoletano dei Fratelli di Soledad e Marcello Testa dei La Crus…………… ci saranno sicuramente degli aneddoti interessanti per ognuno di questi incontri, ce n’è qualcuno che volete raccontarci?
"Quella sensazione di comodità" era un brano al quale non riuscivamo a dare la giusta intensità melodica nel "ritornello", perchè molte volte ti intestardisci su quello che hai in mente e non riesci a vedere molto oltre, mentre Paolo Benvegnù è venuto a Torino un pomeriggio e al primo colpo ha fatto alzare in volo il pezzo, regalandoci emozioni forti..... E poi come non ricordare il tranquillo weekend di paura con Carmelo Pipitone all'Ostello di Rivoli dove eravamo rimasti gli unici ospiti in una notte completamente immersa nella nebbia e ricordo ancora bene le facce terrorizzate quando vennero a bussare nella notte.....
Veniamo però poi al disco che è e resta il vostro, perché tante personalità, hanno lavorato con voi per far emergere al meglio il profilo di un nuovo e interessante gruppo che è Il disordine delle cose, è corretto vederla così?
Certo! Il disco sarebbe potuto uscire anche senza le collaborazioni e ne saremmo stati comunque molto felici, ma la felicità è ancora più grande quando può essere condivisa... soprattutto se hai la possibilità di condividerla con amici di questo spessore musicale, che hanno indubbiamente impreziosito l'intero lavoro.

Sonorità acustiche e belle canzoni, raffinate, come si trasformano nel live, anche in relazione alle impressioni di queste prime date del tour?
Durante il concerto Live cerchiamo soprattutto di trasmettere intensità. Vogliamo che la musica abbia la stessa intensità emotiva delle parole e del significato che le attribuiamo. Il tutto condito con una buona dose di ironia, di autoironia e di ottima Sambuca con ghiaccio!

Bella anche la ricerca del progetto grafico………….
Alla fine di tutto il lunghissimo lavoro in studio, ci tenevamo davvero tanto che anche il packaging non fosse banale o scontato. Volevamo dargli eleganza e semplicità allo stesso tempo e inserire le grafiche del nostro chitarrista Emanuele Sarri che ci avevano accompagnato in tutte le illustrazioni e le locandine del tour precedente alle registrazioni.
E’ facile immaginare che ci potranno essere degli ospiti nei vostri live………
Quando non sono assediati da altri impegni, ovviamente ci fa sempre piacere ospitarli nei nostri concerti e abbiamo notato che il pubblico apprezza moltissimo. Al Morgana sarà con noi quello che consideriamo ormai un fratello: Mattia Boschi dei Marta sui Tubi.
Il Morgana fa parte della vostra prima discesa a sud, e ci fa piacere far conoscere da queste parti un progetto nuovo come il vostro, vi aspettiamo.
E per noi il MORGANA è uno dei migliori locali e punti di riferimento di tutto il SUD Italia. Siamo onorati di poter presentare il nostro disco a tutti gli amici di Ernesto, Vittorio, Rosa e di tutto lo staff.


SABATO 14 NOVEMBRE
CFF E IL NOMADE VENERABILE
I “C.F.F. (Concettuale Fisico Fastidio) e il Nomade Venerabile” nascono a Gioia del Colle (BA) alla fine del 1999. La band sin dal principio intraprende un originale percorso musicale lastricato di distorsioni, psichedelia, venature dark, richiami pop-rock, suoni vellutati e riverberati figli dell’incontro dei diversi backgrounds dei sei componenti. I testi nella maggior parte dei casi nascono e si sviluppano come autentiche poesie, a tratti arcane: la ricerca della parola affresca scenari introspettivi, romantici ed esistenzialisti, visioni suggestive, inevitabili espressioni di animi sensibili, talora vulnerabili. I titoli delle canzoni, carichi di pregnanza semantica, ne riassumono il concetto essenziale. La scelta del cantato in italiano è funzionale alla condivisione delle emozioni con il pubblico, obiettivo prioritario dei “C.F.F. e il Nomade Venerabile”; sporadiche parti liriche in lingue straniere testimoniano l’importanza che l’idea di contaminazione riveste per la band. Altra caratteristica di indubbio rilievo è la dimensione scenica che dona un volto alla poesia dei testi e ai vissuti musicati che sembrano inseguirsi in un angolo di universo surreale e intimo, talora malinconicamente sarcastico di nero. Bianco. Rosso. La purezza della passione artistica…la ribellione…le illusioni…l’amore…il coraggio…il tempo…il dolore…l’incontro del sentire, diverso e individuale che sboccia in ognuno e s’interseca con l’altro. Un sottile e labile filo che attanaglia le emozioni e le lega indissolubilmente all’espressione e al movimento del corpo, alla semplicità evocativa degli oggetti, all’impatto provocatorio dei gesti. Ne parliamo con Vanni per saperne di più.
Partiamo da luci di nervi, un album che a me è piaciuto moltissimo, con importanti collaborazioni che dialogano magnificamente con lo spirito e l’anima musicale del gruppo, era uno degli obiettivi?
Innanzitutto siamo felici che ti sia piaciuto, grazie!
In merito alle collaborazioni, mentre componevamo i nuovi brani, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante affiancare alla voce di Anna Maria, che da sempre è uno degli elementi che maggiormente caratterizzano il nostro progetto, un controcanto maschile altrettanto importante. Così come ci affascinava l’idea di confrontarci con musicisti che avevano colorato di emozioni indelebili la nostra adolescenza e, inevitabilmente, avevano contribuito a formare i nostri background musicali.
Ci sarebbe molto da dire su ognuna di queste collaborazioni, da Paolo Benvegnù che crede molto in voi, alla cover di De Andrè “ Ho visto Nina volare” realizzata con Paolo Archetti Maestri e Fabio Martino degli Yo Yo Mundi, e ancora Umberto Palazzo dei Santo Niente, fino a Franz Goria dei Petrol nella magnifica “Un lungo viaggio in autostrada”, che esperienza è stata collaborare con tanti artisti in un solo disco?
Non immaginavamo che artisti di tale calibro avrebbero subito accettato il nostro invito, senza chiedere nulla in cambio, semplicemente per stima e apprezzamento del progetto e delle nuove canzoni. Lavorare con loro ci ha dato tanto, in termini di qualità ed evoluzione.
Abbiamo avanzato le proposte, calibrandole in base ai diversi contenuti e atmosfere dei brani. Un esempio per tutti: il parlato oscuro di Umberto Palazzo ci sembrava perfetto per “Un jour noir”, canzone con la quale abbiamo musicato “Spleen” di Charles Baudelaire.
Il vostro obiettivo dichiarato è quello di coniugare il rock d’autore al teatro danza, con delle performance live curate anche nella scenografia, era tutto già parte del progetto originario?
Sì, i C.F.F. e il Nomade Venerabile sono nati da un’urgenza espressiva che sentivamo limitata dalla sola forma d’arte musicale.
Il nostro progetto ruota intorno ad un concetto super-inflazionato eppure mai banale, quello di “emozione”, e alla sua potenza, quando viene comunicata, si intreccia a quelle di chi ci ascolta/guarda e si trasforma nello specchio di un comune sentire.

La crisi musicale di questi anni sta concentrando molto la bands a vari livelli sui live, e soprattutto nella scena indipendente si trovano concerti importanti anche in spazi molto piccoli, tanti artisti ne escono contenti perché ritrovano un contatto “ravvicinato” col pubblico, per voi questo tour che esperienza è?
Per le nostre caratteristiche multiartistiche, il concerto costituisce l’unica reale possibilità di esprimerci a tutto tondo. Ringraziamo l’agenzia LiveLoop per l’autentica passione che mette nel lavoro di booking che fa per noi.
Il tour, inoltre, è un’esperienza che ci arricchisce perché, grazie ai viaggi, conosciamo persone nuove, visitiamo posti diversi, allarghiamo gli orizzonti e rigeneriamo slanci e stimoli.
Al completo siete in sette, ci raccontate velocemente di voi?
Siamo persone vive, critiche e impegnate, non è poco per i tempi annichilenti che corrono...
In estrema sintesi, siamo orgogliosi del nostro impegno animalista e ambientalista, siamo felici delle collaborazioni con l’associazione culturale Controindycazioni (www.myspace.com/controindycazioni) e con la compagnia di teatro-danza Res Extensa (www.myspace.com/resextensa).
Infine vorremmo esprimere la nostra gioia per Anna Maria Stasi, voce dei C.F.F., la quale sarà ospite degli Yo Yo Mundi nell’ambito del Premio Tenco 2009 al teatro Ariston di Sanremo, giovedì 12 novembre, serata in cui si esibiranno, tra gli altri, Franco Battiato e Alice.

Il Morgana è un locale molto piccolo ma la voglia di avervi a suonare a Benevento è tanta, e finalmente ci siamo riusciti, che live sarà?
Vi ringraziamo per la perseveranza e speriamo di ripagare la vostra fiducia con un concerto degno di un music club così celebre. Di sicuro le dimensioni limitate non ci snatureranno. Vi aspettiamo numerosi, sabato 14!

Ernesto Razzano
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Amati film/ I film che mi sono fatto: La pantera rosa sfida l'ispettore Clouseau, Blake Edwards (1976)

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12/11/09

news pepper #5

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10/11/09

mai più senza

3 commenti:
con tutti questi cellulari in giro fare le cose di nascosto sta diventando molto, molto difficile.
con lo stabiliante accessorio "microscopio" fin dove si spingerà la curiosità degli spioni?
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09/11/09

Comme une petite morte, le cœur pâmé

6 commenti:


Le tue labbra per sempre
rimarranno un luogo
inopportuno
dove cercare conforto
per le mie
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marco notari & madam @ morgana

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Oktober Jazz 2009

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08/11/09

Sono una Janara

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Celebro il mutare delle stagioni nella "gola stretta di barba", nelle notti dei SABBA attorno al noce magico, con giochi di Diana.
Durante l'anno tengo per mano la Terra, nei suoi percorsi di luce, di ghiaccio, di sangue e di rugiada.
Onoro il rinnovamento delle vita, l'inizio della crescita, la rinascita dei germogli, l'amore e la passione, il primo biondo raccolto, la fruttificazione, l'ultimo raccolto color arancio, la fine ed il passaggio.
Le stagioni si posano sulla mia pelle come organza, imprimendo i loro forti odori nelle mie narici, i loro sapori sulla lingua sulle morbide mucose della bocca, i loro colori si riflettono nei miei occhi.
Riconosco gli alberi come mia fortezza, come capanna della mia anima, dove mi rifugio ogni volta che la pioggia cade troppo forte ed il vento porta via le foglie che tracciano il sentiero. Ogni volta che piango sono loro ad asciugare le lacrime con il lieve tocco del cuore. Il loro tronco è il mio appoggio quando sono stanca, la loro linfa è la testimonianza del continuo fluire del cambiamento dentro me e sulla mia pelle.
Ossequio Trimurti, Iside, Ecate ed Artemide.
Venero la luna, come me per metà sincera per metà bugiarda. Lei è consigliera, tormento e soffio antico. Seguo i suoi cicli. Sono una bambina che si culla sul suo spicchio, quando torna giovane in me e si rivolge all' ovest. Sono l'adulta che in lei si riposa, quando comincia a svanire verso est. Sono la notte più scura che l'accoglie nera, quando smette di illuminare il cielo e le sue figlie.
Sono una Janara
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07/11/09

Viva le donne: Roisin Murphy - Sow Into You

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06/11/09

Mo(o)vie Wonderland

1 commento:
Titolo: “The informant!” (di Steven Soderbergh)
Sottotitolo: Sparala ancora, Sam!
Midwest, USA, anni ’90. Prendete due agenti federali un po’ idealisti, un mutante travestito da Philip Seymour Hoffman e lo strano ma remunerativo caso di un microbo-della-lisina (se non avete un paio di lauree nel settore biochimico, è inutile tentare un approccio all’argomento)… cos’è, l’inopinato ritorno del mitico “X Files”?! Magari… Scully e Mulder,buonanime, impipandosene delle regole, avrebbero forse risolto con più solerzia l’allucinante enigma di Mark Whitacre, il microbo di cui sopra, che, nonostante una moglie dalla messa in piega improponibile, un salotto da schifo e un delirante penchant per le cravatte di Brioni (salvo poi indossare quelle disegnate palesemente da Paperoga sotto metanfetamine), riuscì a truffare svariati enti amerriccani per altrettanto svariati milioni di dollari. E come? È il capitalismo, bellezza e se sei un bugiardo patologico munito di baffi che sembrano finti e storia lacrimevole che sembra vera sulla tua infanzia di orfano nell’Ohio, sarà tutto amido di mais che cola, puoi crederci. Basta vendersi un’articolata palla del genere “c’erano un francese, un giapponese e una banca svizzera” al Federal Bureau, che per l’occasione ti manda a casa il più fesso dei suoi agenti (Fox, dove sei??), esercitare la propria rigogliosa fantasia fra una riflessione e l’altra sull’egocentrismo delle foche monache, avere da lì in avanti uno stuolo di colleghi-capi-avvocati-clienti-confessori-giudici con il fosforo in vacanza e soprattutto dotarsi di una faccia dalle fattezze clamorosamente di c..o -e il gioco è fatto. Salvo mandare successivamente tutto all’aria per un prefisso sbagliato su una perizia psichiatrica (e là cascò il neurone)… Whitacre, ma insomma, quanto ci hai fregato? Due milioni di dollari, Vostro Onore. Cinque. Sette. Ora che ci penso, nove. Undici. Perchè, prima che ho detto? End piuttosto happy, in stile sogno americano, che -per carità- non vi anticipo. Perché (tutto sommato) è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzooo, qualcosa può pure rubbarr.
SinteticaMente: l’iper - prolifico Soderbergh, dopo la sua versione sul Che, ci affida un punto di vista (tratto da una storia vera) sull’american way of life e certe sue infauste conseguenze fiscali- meno didascalico di un Michael Moore, ma non all’altezza di altre sue produzioni. Film riuscito a metà, comunque godibile, grazie anche a Matt Damon che, oltre a sembrare Seymour Hoffman, recita come lui: strepitosamente.
Consigliato: a chi, fra un Nasdaq e l’altro, ancora si fa trovare dalla mamma con le dita nella Nutella.
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Wörter Autobahn - The Proposition

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'When?' said the moon to the stars in the sky
'Soon' said the wind that followed them all

'Who?' said the cloud that started to cry
'Me' said the rider as dry as a bone

'How?' said the sun that melted the ground
and 'Why?' said the river that refused to run

and 'Where?' said the thunder without a sound
'Here' said the rider and took up his gun

'No' said the stars to the moon in the sky
'No' said the trees that started to moan

'No' said the dust that blunted its eyes
'Yes' said the rider as white as a bone

'No' said the moon that rose from his sleep
'No' said the cry of the dying sun

'No' said the planet as it started to weep
'Yes' said the rider and laid down his gun
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'Mbriacatevi blogger!

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http://www.mensup.fr/usbwine/?act=insc&mp=USBWINE&o=92&p=61
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aforisma numero 24 - Working class hero

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Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio
... però ce vonn' i sord!
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05/11/09

God Save Dekaro - 3

4 commenti:
Ueeeee!! Mi accorgo che sono ben 2 settimane ke non vi scrivo e immagino che vi starete chiedendo: ma che fine ha fatto il buon Dekaro? Si sara' andato a schiantare con la sua bicicletta contro un double-decker bus piu' o meno come in quella canzone degli Smiths? (ve la metto dopo) o magari avra' trovato davvero una bella contessa a Windsor e ora si gode la vita in un castello e ci rinnega? Purtroppo o per fortuna nessuna delle due, la vita scorre pateticamente monotona e il lavoro mi ha fatto due palle GROSSE COSI' very very huge balls amici miei.
Stasera tutt'intorno si odono spari, e' infatti il 5 novembre, giorno della bonfire night che celebra lo scampato pericolo della “congiura delle polveri”, nel lontano 5 novembre 1605 quando tale Guy Fawkes aveva pensato bene di riempire la cantina sotto il parlamento di barili di polvere da sparo ed era pronto a farli esplodere il giorno dopo quando sarebbe stato presente il re con tutti i parlamentari. Purtroppo fu scoperto nella notte e non pote' portare a termine il geniale colpo. Fu torturato pubblicamente in maniera atroce e poi impiccato squartato decapitato e chi piu' ne ha piu' ne metta (dopo essere stato civilmente giudicato pero') ed e' oggi a buon diritto ricordato come l'unico uomo al mondo ad essere mai entrato in un parlamento con intenzioni oneste. A lui si rifa' il personaggio di V for Vendetta ed e' anche una sorta di icona anarkica anche se ovviamente al tempo non era ancora nata l'anarchia come corrente politica e lui era in effetti un cattolico in guerra contro i protestanti.



“Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot!”


Sabato scorso invece e' stato Halloween e sono andato in un pub a Camden armato di un forcone rossonero identico a quello che usavo SPESSO nelle gloriose sfilate milaniste di fine anni '80 con i vari napoletani e juventini che si sentivano cosi' tanto di fottere e nulla in fondo e' poi cambiato da allora. Era l'ultima sera qui a Londra di Tiziana, una ragazza di Parma nonche' nuova ragazza del “nostro” carissimo Attilio (inciuciamo pure un po') che in Italia lavora come grafica pero' siccome non parla ancora tanto bene inglese non ha trovato nulla in quel campo e allora si e' messa a lavorare in un ristorante. Pero' era troppo faticoso e sottopagato e alla fine ha deciso di andar via :-( Siamo rimasti tutti tristissimi della sua partenza perche' chiunque l'ha conosciuta ne e' rimasto totalmente affascinato, soprattutto per il suo carattere gioioso e tranquillo. Ma tanto tornera'... Londra crea dipendenza, qualche mese di lontananza dopodiche' si DEVE ritornare.
Pero' questo mi ha fatto riflettere sul fatto che quando arrivai qui per la prima volta, una decina d'anni fa, un lavoro al ristorante o qualcosa del genere ti faceva almeno sopravvivere, io non l'ho fatto ma conoscevo parecchi italiani che piu' o meno ci campavano normalmente. Oggi e' impossibile e non so come fanno quelli che lo fanno. Oggi sopravvivi a stento facendo un lavoro magari tipo il mio, in ufficio, che magari una decina d'anni fa ti faceva anche alzare un po' di soldi. Ancora un po' e non si sopravvivera' nemmeno con questo. Sempre piu' la “forbice” si allarga, pochissimi straricchi e il tutto il resto che arranca per sopravvivere e per quanto ancora puo' continuare questa tendenza davvero non riesco a immaginarlo. La realta' e' sotto gli occhi di chiunque non si sia fatto mettere i prosciutti sugli occhi: anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno ci stanno silenziosamente schiavizzando. Mai come adesso penso che solo una rivoluzione puo' cambiare davvero le cose. Ora devo sottolineare che scrivendo questo non sto scherzando o delirando, devo precisarlo perche' ormai la parola “rivoluzione” e' diventata qualcosa di talmente consumato e astratto che e' meglio specificare che intendo davvero cio', ovvero un cambiamento radicale del sistema economico politico e sociale. Se si riesce a fare senza violenza, senza fare appunto saltare in aria i vari parlamenti coi tutti i suini dentro, tanto meglio. E forse proprio questa cosiddetta “crisi” puo' essere un'occasione perche' mai come in questi giorni il capitalismo si sta rivelando per quello che è: un quasi totale fallimento, e mai come adesso la tipica stupidità, incapacità, bassezza morale e arroganza della classe politica e dei loro burattinai, ovvero i ricchi, ha raggiunto livelli cosi' esilaranti e angoscianti (a secondo se vogliamo ridere o piangere). Solo la nostra sonnolenza, apatia e paura fa si' che questi parassiti inutili stiano ancora li', a vessarci coi loro ricattucci e promessine (eh, tipo il “trick or treat” - dolcetto o scherzetto – che fanno i bambini qui ad Halloween) o minacciarci con i loro scagnozzi-sbirri. Allora io dico rimbocchiamoci le maniche, cerchiamo di smuovere le acque, troviamo nuove forme di lotta e diamo la spintarella finale a questo sistema ormai allo sfascio. Bo-Boooooooooom! Proprio in questo momento un altro scoppio si ode in lontananza.
Dio Salvi Dekaro.


Metto qualche foto della serata.




Allora ecco appunto Tiziana armata della sua meravigliosa Canon 500d. Dietro Sebastian, il ragazzo francese che mi ha ospitato quando sono ritornato qui ad agosto.




Kikka!




Psycho Priest




Coniglietta-Patatina





E anche un video!


Rispondo ai commenti:
Ciao Piergiorgio! Si', ma sono dei peponi incommensurabili!
Ciao SaB! Grazie :-)
Ciao Isa! Eh, ma purtroppo esiste! Anch'io quando sono nel lettuccio la mattina a farmi un po di spatchka spero ke sia solo un incubo dovermi alzare e andar li'!


E questa invece e' la canzone promessa prima:



“And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine”
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04/11/09

crepuscule with nellie

6 commenti:




à
l'ombre
des
jeunes
filles
en
fleurs-
"Seulement, quand on croit à la réalité des choses,
user d'un moyen artificiel pour se les faire montrer
n'équivaut pas tout à fait à se sentir près d'elles"
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03/11/09

Amati film/ I film che mi sono fatto: Non pensarci, Gianni Zanasi (2007)

1 commento:
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the rosenkranz @ morgana

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mai più senza

1 commento:

si sentiva il bisogno di un oggetto così. E della chiappa con autoreggenti.
L'oggetto si chiama Manomorta. Per un soffio non l'hanno chiamato manoinculo!!...
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02/11/09

Inferenza statistica sulla dinamica stocastica

2 commenti:
Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale.

Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19ma birra.


Mostratemi un uomo che abita solo e ha una cucina perpetuamente pulita, 8 volte su 9 vi mostrerò un uomo detestabile sul piano spirituale.

Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 20ma birra.
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Omaggio ad Alda Marini, scomparsa oggi 2 novembre 2009

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Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa che non ti so regalare.

Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono".
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[la dama cinese*] o dama con l'ermellino

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Sopra il ritratto di Madonna Cecilia
.. ..

Di che ti adiri? A chi invidia bai Naturai
Al Vinci che ha ritratto una tua Biella:
Cecilia! sì bellissima oggi è quella
Che a suoi begli occhi el sol par ombra oscura.
..
L'onore è tuo, sebbeii con sua pittura
La fa che par che ascolti e non fawlla:
Pensa quanto sarà più viva e bella ,
Più a te fia gloria in ogni età futura.
..
Ringraziar dunque Ludovico or puoi

E l'ingegno e la man di Leonardo,
Che a' posteri di te voglia far parte.
..
Chi lei vedrà cosi, benché sia tardo,
Vederla viva, dirà: Basti a noi

Comprender or quel eh' è natura et arte.

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