31/03/09

Sempre avanti

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All'estero sono sempre avanti. Mentre qui ancora si dibatteva sugli spot atei degli autobus genovesi, in un non ben precisato Paese europeo ecco cosa compariva:

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mai più senza

3 commenti:
da ora in poi ogni volta che troverò del cotone nell'ombelico andrò a cercare una lettiera per gatti...

conclusione: i gatti sono più intelligenti di alcuni uomini....
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30/03/09

Magdalene un film di genere

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Amati film/I film che mi sono fatto: Cyrano, Jean Paul Rappeneau (1990)

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29/03/09

freddura!

4 commenti:
avrete sicuramente notato che il cucciolone è stato rinnovato con nuove barzellette, ma mai avrei pensato di trovare questa!!
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un mondo a colori

2 commenti:

Bebot è una pasticcera filippina, Roman è un parrucchiere ucraino, Sonia, cinese, fa la ristoratrice e Pilar dall’Ecuador è titolare di un negozio di palloncini. Sono alcuni dei protagonisti di una significativa mostra fotografica che si è tenuta a Roma fino al 1 marzo scorso dal titolo “Roma, quando l’immigrazione produce”. Attraverso le storie umane e professionali di questi imprenditori immigrati si scopre la vivacità e l’importanza dell’imprenditoria straniera, una realtà emergente e fondamentale per la nostra economia.
Di Rossella Romano.
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concerti a firenze

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27/03/09

firenze - viper - bugo

ancora nel giro giusto

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28/03/09

feisbuk

3 commenti:

la musica napoletana è sempre pronta ad intercettare i cambiamenti della società, avanguardia pura!!
(anche se questo video è guerrilla marketing puro)
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Letto e Riletto

1 commento:
Letto e Riletto
.
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S*
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27/03/09

novità dal vostro vate®

2 commenti:

carissimissimi!
ho attivato le statistiche per questo blog e volevo rendervi partecipi della situazione dopo un mese di monitoraggio: sono impressionato!!!
guardate voi stessi!!
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Moltheni - Gli anni del malto

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26/03/09

morgana live

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Venerdì 27 Andrea Chimenti
Sabato 28 Francesco Forni

La storia e il talento di Andrea Chimenti venerdì 27 e la presentazione del nuovo progetto di un musicista in ascesa come Francesco Forni
Andrea Chimenti in Italia è stato un caposcuola, quando la musica rock indipendente italiana batteva i primi colpi in Toscana c’erano a segnarne l’inizio i Litfiba di Piero Pelù, i Diaframma di Federico Fiumani e i Moda di Andrea Chimenti. Il suo percorso è interessante come pochi e per questo, in attesa del live al Morgana, gli abbiamo fatto qualche domanda

Guardando le tue diverse esperienze artistiche sarebbero davvero tante le domande e le curiosità, ma cercherò di contenermi. Dal punto di vista musicale mi pare che in questi anni ci sia una riscoperta, da parte di giovani gruppi e addetti ai lavori, di quel periodo negli anni ’80 in cui in Toscana, con Litfiba Diaframma, Moda e poi Neon, l’IRA Records, insomma si creava un fertile terreno per un’ondata di musica rock italiana, sebbene ci fossero influenze new wave o punk d’oltremanica era manifesta anche un’aria di novità attraverso gruppi dalla forte identità. Ti è capitato di ripensare a quel periodo, e in che modo?

Quel periodo lo porto inevitabilmente sempre con me…appartiene al mio essere musicista. Il mio primo approccio alla musica è avvenuto in quegli anni di grande fermento e quell’ondata di New Wave fa parte del mio dna di artista, ma devo dire di non essere un nostalgico. Ho vissuto appieno quegli anni e allo stesso tempo sono contento di averli superati lasciandoli alle mie spalle. Oggi faccio cose molto lontane da allora e di questo sono orgoglioso. E’ importante crescere e nel crescere saper cambiare abbandonando sentieri battuti e imboccare nuove strade.Ricordo quegli anni in cui scorreva una forte energia unita alla sofferenza causata dalle difficoltà. Abbiamo dovuto costruire tutto da zero… il mondo “indipendente” era ai suoi esordi e muoveva i primi passi.

Poi si creò un legame, anche fisico attraverso alcuni personaggi, penso uno su tutti Ma roccolo ma non solo, con l’Emilia, e tutti i progetti che prendevano forma intorno al Consorzio Produttori Indipendenti…………legami che tra collaborazioni e nuovi gruppi son rimasti ben saldi anche negli anni a venire…….

Inevitabilmente sono stati anni che hanno creato anche dei legami forti. Con i Moda dividevamo la sala prove insieme ai Litfiba e per un certo periodo con i Diaframma. La sala prove si trovava a Firenze in via Dei Bardi al numero 32. Era una cantina con un’ umidità tale da far sopravvivere un pesce. Tra noi avvenivano scambi e spesso ci aiutavamo prestandoci mezzi o strumenti. Con i Litfiba abbiamo suonato girando la Francia in lungo e in largo. Gianni Maroccolo ci faceva da fonico in cambio di qualche birra quando i Litfiba non suonavano. In un clima di forte intensità, dove ci rendevamo conto di costruire qualcosa di nuovo, nascevano amicizie e collaborazioni che si sono protratte negli anni. Io ho fatto parte del Consorzio Produttori Indipendenti senza sceglierlo…mi ci sono trovato dentro in modo naturale. Da quando i Moda si sciolsero Gianni Maroccolo diventò il mio produttore e da lì a pochi anni nacque il C.P.I.

E poi l’inizio della tua esperienza solista, dopo i 3 album con i Moda e l’avvio di progetti teatrali, e poi anche il cinema……. non posso pensare siano stati incontri casuali, c’è un grosso coinvolgimento nel legare la musica al teatro, alla danza, al cinema, direi più in generale alla sperimentazione

E’ un desiderio abbastanza naturale per un musicista quello di immaginare la propria musica unita ad altre discipline artistiche. Prima di scegliere la musica come mestiere, facevo il disegnatore di cartoni animati. Ho continuato nei tempi successivi ad immaginare la musica per immagini. E’ stato naturale desiderare di unire le mie note ad un film, ad un balletto, ad una installazione d’arte…L’interazione tra le arti crea nuovi mondi e amo vedere le mie canzoni rivestite di nuovo mentre scorrono fondendosi con i fotogrammi di un film. L’ultimo lavoro sperimentale l’ho realizzato lo scorso settembre in Normandia. Si trattava di creare la colonna sonora ad un film prodotto dal ministero della cultura Francese insieme alla compagnia di danza Silenda per la regia di Maraghini/Pacileo. La particolarità era che la colonna sonora doveva nascere durante le riprese del film, terminate le quali doveva terminare anche la lavorazione musicale. Era un gioco di interazione tra cinema, danzatori e musica che si influenzavano a vicenda durante un tempo limitato (circa un mese). Poteva accadere tutto e il contrario di tutto…poteva anche non nascere nulla. Sono stati giorni ricchi di emozioni dove mi sono messo a dura prova e sono tornato carico di nuove energie.

Quali le novità da Andrea Chimenti per il 2009?

A Novembre 2009 è prevista l’uscita del mio nuovo CD. La lavorazione è iniziata in questi giorni e le registrazioni termineranno a Luglio. Questo sarà per me un disco importante…Lo sono tutti, ma questo segna un mio forte cambiamento di vita che influenzerà tutta la lavorazione del CD.Non ne parlo perché è ancora presto, ma ho grandi aspettative su questo lavoro, anche grazie ai musicisti con cui sto collaborando.

Intanto queste date anche in piccoli club, dimensione molto diversa dai teatri, forse più simile a quell’inizio negli anni 80? Sebbene le cose siano molto diverse……


Non sento diverso il mio entusiasmo…anzi, devo dire che con gli anni la voglia di suonare dal vivo è cresciuta. Suonare nei piccoli club mi piace, è la giusta dimensione per la mia musica.

Che tipo di spettacolo, di repertorio ci proporrai al Morgana? e da chi sarai accompagnato?

Al Morgana sarò io al piano e chitarra elettrica e Stefano Cerisoli alle chitarre. Farò un repertorio che va dal mio primo disco ad oggi, ricalcando in parte i brani presenti nella compilation “ChimentidanzaSilenda” il CD + DVD uscito pochi mesi fa in cui ripercorro la mia musica dagli anni ’80 ad oggi insieme alle immagini dei danzatori francesi di “Silenda” per la regia F. Maraghini e M. E. Pacileo. Sul palco ci sarà anche una misteriosa macchina con uno schermo e dal suo interno nasceranno misteriose ombre cinesi…l’ho chiamata “La Machine des Ombres” e l’ho realizzata insieme ad Almasen Artisti Associati. Le ombre accompagneranno le canzoni.


Sabato 28 Francesco Forni
Autore di musiche per film di successo come “Le conseguenze dell’amore” e “Volevo solo dormirle addosso”, di numerosi spettacoli teatrali (Gomorra, Il Custode, Il Feudatario, 4:48 Psychosis...) Francesco Forni è un artista pluripremiato (due volte finalista al festival di Recanati , vincitore del concorso “spaghettimusic” , vincitore del premio della critica “Premio Pavanello 2004”, “Premio Risonanze 2004”, 3° classificato Demo RAI “All’s Top 2005”, 2° classificato Premio Girulà per le migliori "musiche originali" 2003). Numerose le collaborazioni di primissimo piano tra cui James Senese, i 99 Posse, il Collettivo Angelo Mai, Filippo Gatti..."In scaletta canzoni dall'album in uscita "Tempi meravigliosi", dall'album del Collettivo Angelo Mai "Vol 1", versioni di classici dalle recenti uscite discografiche su Nick Drake e su Bob Marley... il resto a braccio: Hendrix, Tom Waits...Francesco Forni vive di musica, con la musica, per la musica da più di dieci anni, ma scopre solo cinque anni fa l'amore per il canto e la gioia delle infinite variabili espressive che la voce offre. Ama interpretare gli autori che lo hanno emozionato e che gli hanno indicato nuove dimensioni, ama con devozione i suoi maestri e gli artisti che arricchiscono la vita degli altri e ama con pari devozione il teatro. Musica e Teatro, passioni che da anni ormai convivono e si intrecciano nella vita di questo artista pieno di talento e da cui nascono canzoni visionarie in cui Francesco assembla note e suoni che attraversano trame teatrali. E sono proprio l'amore, la passione e la gioia che muovono le melodie di Francesco e che le sue melodie restituiscono e regalano a chiunque le ascolti. Una celebrazione, un inno, una festa. Presenta il nuovo lavoro ma porta con sé un bagaglio musicale che nel live trova un canale privilegiato per il bluesman partenopeo trapiantato da qualche anno nella capitale.
Ernesto Razzano
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Ivan Navarro/No Soy De Aqui

1 commento:

avanguardia fluorescente!

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25/03/09

concerto a Dublino

3 commenti:

molto meglio dei vasi di geranio!!
; )

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una poltrona per Bue

7 commenti:
dopo la clamorosa fuga, il Bue ha lasciato l'Italia e si è diretto nel paese della libertà e del sogno... gli USA. Naturalmente il suo rango gli ha permesso di arrivare subito ai piani alti della società americana, ed il presidente Obama in persona ha voluto accogliere il Nostro.
"L'America ha bisogno di elementi coraggiosi con il Bue Apis" ha detto Obama,
"Muhhh Muuuhh" ha detto il bue, non senza amaro in bocca per aver dovuto abbandonare il suo amato paese (l'Egitto, naturalmente!)

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24/03/09

mai più senza!

2 commenti:

forse è un goffo tentivo di eliminare la piaga dello sporco tra le dita dei piedi,
certamente sono molto difficili da abbinare... a meno che non abbiano pensato ad un pantalone con proboscide inguinale...
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23/03/09

moltheni - vita rubina

2 commenti:
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Che grande artista!!!!

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Amati film/I film che mi sono fatto: Brian di Nazareth , Terry Jones - Monty Python (1979)

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22/03/09

live@morgana

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Sulle tracce dei Buffalo Soldiers

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Disco Bambina

9 commenti:
Disco Bambina
.
.
Disco disco dove io
sono veramente io
è fantastico
superfantastico ...
E la dimensione che
mi fa vivere con te
l'avventura che c'è dentro di me...

Disco disco manda via
tutta la malinconia
è la favola
la superfavola
dove sto come vorrei
dove vivo i sogni miei
col mio principe più azzurro che mai ...

Bambina bambina
"Sing along and dance bambina"
bambina bambina
disco bambina.
Bambina bambina bambina ba....
"Ace of diamonds, Jack of Spades
change your partner, promenade"
Bravo bravo bravo
disco bambina.
Bambina bambina bambina ba...
"One and two and three and four
help yourself and ask for more"
Follow me as I step out on the floor ...

Disco disco dove io
sono veramente io
è fantastico
superfantastico ...
E la dimensione che
mi fa vivere con te
l'avventura che c'è dentro di me ...

Disco disco per magia
chiudo gli occhi e volo via
come Peter Pan
e come Superman ...
C'è la musica che va
ballo ballo sono già
nel mio viaggio per la felicità.

.
.

.
S*
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21/03/09

Buh!e Apis (fuga per la cicoria)

8 commenti:
attenzione!! il Bue Apis terrorizzato all'idea che qualcuno potesse decidere una sua nuova collocazione, dopo secoli ha deciso di scappare, approfittando del favore delle tenebre ha abbandonato il suo piedistallo ed è terrorizzato in fuga!!! beneventanamanera lo sta inseguendo, oggi lo abbiamo avvistato all'hortus conclusus...
vi prego, se lo incrociate dategli della paglia e tranquillizzatelo!!!
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19/03/09

morgana live

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Venerdì 20 arrivano da Perugia i Colore Perfetto
Sabato 21 tocca ai fiorentini The Vickers nella giorno di “Maledetta Primavera”

Il progetto Colore Perfetto nasce nel settembre del 2006 a Perugia dall'incontro di David Pollini (voce-basso), Alessandro Fioroni (chitarra) e Stefano Bandera (batteria). L'orientamento musicale a cui il gruppo fa riferimento va ricercato nel rock degli anni '70, rivisitato in chiave più moderna, passando attraverso il grunge di Seattle e il cantautorato italiano. Il gruppo registra il primo demo di quattro pezzi nel febbraio del 2006, dal titolo "Sospesi", con il quale cattura l'attenzione prima di Enzo Miceli (produttore di Daniele Silvestri) nel progetto "Panama Music", e poi di Mario Riso (batterista Rezophonic); è proprio quest'ultimo che li invita a registrare una performance live per la trasmissione "Sala Prove" in onda su "Rock TV", dove il gruppo è attualmente in rotazione. Nel 2007 i Colore Perfetto si trovano ad aprire diversi concerti di rilievo tra i quali il live di Umberto Giardini in arte Moltheni, ed è proprio grazie a quest'incontro che nasce un'amicizia e una profonda stima con il cantautore marchigiano che, colpito dalla loro musica, propone una collaborazione; dopo pochi mesi infatti nasce il brano "Un giorno qualunque", cantato da Moltheni. Nel gennaio del 2008, il gruppo entra in contatto con Giacomo Fiorenza, noto produttore della scena indipendente italiana e bassista di Moltheni. E' proprio lui a seguire tutta la produzione artistica del loro primo disco, registrato all'Alpha Dept di Bologna nel marzo del 2008, che vede Moltheni e lo stesso Fiorenza coinvolti strumentalmente in più di un brano. I dieci brani dell’album dal titolo “Il Debutto”, escono per l’etichetta “La tempesta”. Il tour è appena iniziato, la tappa al Morgana è una delle prime al sud.

I Vickers sono una Rock-Pop band nata a Firenze alla fine del 2006. Tra il 2006 e il 2007 fanno le prime esperienze dal vivo, suonando in varie occasioni, locali e festival. A fine gennaio 2008 sono stati scelti da David Bash per esibirsi al festival itinerante International Pop Overthrow (IPO) nelle date al prestigioso locale di Liverpool reso noto dai Beatles, il Cavern, tra il 20 e il 26 Maggio 2008. Nelle loro canzoni emerge l'attenzione per la melodia e la ricerca della semplicità. Sono canzoni fatte di un songwriting puro e semplice, passando dal pop all'acustico, fino a un rock and roll più duro dove le chitarre e le voci rimandano alla tradizione inglese e americana. Amano poter spaziare senza essere particolarmente ancorati a un genere, considerando la forma della canzone espressione di emozioni diverse tra loro. I Vickers, il 3 Giugno 2008, hanno firmato con Foolica Records e sono entrati in studio a metà Ottobre a registrare il loro album di debutto, "KEEP CLEAR" uscito qualche settimana fa, il 13 febbraio. L’attesa è tanta per un gruppo che pare avere le carte in regola per farsi conoscere non solo in Italia. La data dei Vickers, inoltre fa parte della giornata organizzata dal portale di musica indipendente italiana Rockit, chiamata vista la data scelta “Maledetta Primavera”, in cui si rende visibile il programma di tutti i locali che hanno scelto la musica emergente come riferimento per la propria programmazione, rispettando alcuni criteri essenziali, come il rispetto delle band ospitate, una giusta retribuzione, solo musica inedita, e altri punti che potete trovare sul sito Rockit, insieme a tutto il programma.

Ernesto Razzano
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18/03/09

Berlino. Verticalità ed orizzontalità.

3 commenti:
Da pochi giorni sono rientrato da Berlino e ora trovo il tempo per scrivere una riflessione sulla città.

Vorrei soffermarmi sulla verticalità e sulla orizzontalità della città e sostenere che mentre le superfici verticali, quelle dei degli edifici, esprimono una generale tendenza alla razionalità, alla ripetizione modulare e ad un estetica minimale, ripetitiva e in un certo senso rassicurante; gli spazi orizzontali, quelli delle strade, delle piazze, delle piante degli edifici, sembrano essere più irregolari, imprevedibili, alle volte spiazzanti..

Due esperienze molto differenti degli stessi luoghi, la cui percezione viene sollecitata in modi differenti: percezione ottica per le superfici verticali e percezione tattica (muovendo il corpo nello spazio) per le superfici orizzontali.


Ancora una volta ho trovato molto utile il grande Walter Benjamin di Angelus Novus:


“Per Benjamin si fruisce dell’architettura in duplice modo, attraverso l’uso e attraverso la percezione: in modo tattico o in modo ottico. Nei confronti dell’architettura l’abitudine determina la ricezione ottica, così questa viene subordinata all’occasionalità. Ma la ricezione distratta non è una forma riduttiva rispetto alla ricezione “impegnata”, è un’appropriazione dell’oggetto qualitativamente diversa, e se la distrazione nei confronti di un quadro o di una scultura è mancanza, nell’architettura la ricezione distratta non è sottrazione estetica, essa è propria del rapporto intimo e originario dell’architettura con l’uomo. L’architettura non può essere un oggetto contemplabile senza un contesto, anzi non può essere un oggetto contemplabile solo visivamente, non può essere solo bella forma o prospetto perché altrimenti non sarebbe più architettura ma diverrebbe sottospecie della plastica. Essa va vissuta e compresa e misurata, mai sospesa dal suo tempo e dal suo contesto.”
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grosso scoop!!! (moglie e buoi dei paesi tuoi)

10 commenti:
Ecco una lettera aperta dell'assesore Giuseppe De Lorenzo al vice sindaco Del Vecchio...

“Caro Raffaele, quale residente "storico" del quartiere ove è ubicato il busto marmoreo del "Bue Apis", permettimi di intervenire nell'ampio e sollecito dibattito che ha fatto seguito alla tua idea di trasferire in una sede più sicura il monumento storico della nostra città. [...]Il busto marmoreo del Bue Apis, anche per quelli che hanno, oggi, la mia età, fa parte intimamente della nostra fanciullezza. Quella zona, quando io ero giovane, tanto giovane, non si presentava come lo è oggi. Tu, allora, ancora non esistevi. Corso Dante ha sostituito Via Fragola, una piccola stradina che da piazza S. Maria conduceva alla Basilica della Madonna delle Grazie, passando proprio dinanzi al Bue Apis. Era quella la parte più nota della città tanto cara ai beneventani. Intorno al Bue Apis, ove, allo stato, c'è la stazione di benzina, vi era uno slargo che, poichè poco illuminato di sera, costituiva, per noi ragazzi, il luogo ove appartarci con i primi amori della vita. Per noi ragazzi avere un appuntamento a ridosso della "ufera", così per i beneventani è noto il Bue Apis, era la conquista più grande che si potesse fare. A quante effusioni ed a quanti primi baci ha assistito, immobile e mai risentito, il Bue Apis! Chi, poi, come me, raro per i tempi di allora, aveva la fortuna di avere un motorino, in città eravamo tre o quattro ragazzi ad averlo, era consuetudine appoggiarlo sulla base marmorea della "ufara", mentre, sicuri di toccare il cielo con un dito, ci concedevamo ai primi approcci, semplici, quasi idilliaci, di quel tempo. Quanti ricordi nel momento in cui la vita si spiegava innanzi a noi tutti speranzosi di trovare, lungo il cammino, quegli alberi meravigliosi, che, poi, andando avanti, non abbiamo trovato. Ecco, caro Raffaele, ho voluto solo, da beneventano, con la massima serenità, dire a te, che potresti essermi figlio, queste semplici esperienze di vita. Discutiamone e parliamone tutti insieme. Una sola cosa, però, con l'affetto che ti porto, devi promettermi. Non togliere a quelli della mia età, che si avviano sulla strada del tramonto, sempre più in discesa, i ricordi belli della giovinezza che abbiamo intensamente speso tra le mura di questa meravigliosa terra di cui siamo onorati di essere figli. Ogni giorno di più”.


beneventanamanera ha avuto accesso all'archivio storico del maestro Michele Zibuletti, ed è in grado di mostrarvi le esclusive immagini che testimoniano le seratine piccanti di un giovanissimo De Lorenzo...





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17/03/09

la politica ai tempi di facebook

4 commenti:



per voi mi sono infilato in un mondo lontanissimo dal mio modo di essere e di vivere: sono diventato amico di facebook di sandra mastella, di carmine nardone e di erminia mazzoni (ormai "amico di facebook" è un neologismo e credo significhi siamo amici, ma non ci concosciamo manco pe niente!). perchè l'ho fatto?
bah! credo per curiosità... e per capire.
partiamo da sandra...
ho notato come prima cosa che su facebook non si discute, non si dibatte, ma principalmente si manifesta affetto per la Politica (la Politica è la signora Sandra, ovviamente). ho visto una tribù di sinceri sostenitori che danno la esatta misura di una partecipazione alla vita pubblica che usa il bon-ton e l'affabilità che molto più del contenuto e della dialettica, almeno nel contatto con la massa di elettori e sul modo di gestire il rapporto con loro. ed ecco che la nostra supereroina, con scientifica regolarità non fa altro che ricordare ogni giorno quanto lavori per i suoi adoranti sostenitori, di quante cose si occupi correndo su e giù per la campania, tra una nottata in consiglio e una riunione coi capigruppo. non manca mai di lasciare un pensiero, una parola, un commentino, un augurio fatto col cuore! (ma sarà poi lei? o c'è un ufficio stampa del kgb? non lo spremmo mai). è una tecnica di comunicazione efficace, inossidabile e profondamente umana, che vive anche di grossolane imprecisioni o di superficiali autoreferenzialità... ma tutto ciò rende la Politica (sempre la signora Sandra) più simile a noi, più vicina alla gente, alla sua gente. non c'è un parola sui programmi politici, sulle ideologie, sulle strategie... creano distanza dal cuore. c'è una donna che si fa in quattro per i suoi affettuosi amici (ooh! che beellooo!!!).
per puro spirito scientifico-sperimentale ho inserito un commento polemico tra le sperticate quanto eccessive lodi.
sono finito stritolato tra difensori della regina, disponibilità al dialogo e battute affettuose di lei: risultato è stato che sembravo l'antipatico lamentoso di turno, perdente, quindi, in ogni caso un reietto, e senza cuore soprattutto.

altri politici, come carmine nardone, hanno capito molto meno come sfruttare il mezzo, egli è molto meno dinamico nell'aggiornare facebook e la conseguenza è che sono giorni che esprimere il suo amore per la fisarmonica del maestro gallo, e così a prima vista sembra di partecipare alla vita di un pensionato che ascolta la mazurca, anche se sicuramente non è così.
Erminia Mazzoni invece addirittura sembra passata a miglior vita... non scrive praticamente nulla...
altri non ci sono proprio.

il mio viaggio è finito, per ora. penso di aver capito molto, e spero che chi leggerà questo post capisca che è importante sapere come funzionano le cose.
ad altri lascio il compito di escogitare modi per evitare che il consenso elettorale sia fondato su tecniche di comunicazione, io da parte mia credo di contribuire a ricercare la verità.
e verità e potere non coincidono mai.

baci!
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graffiti animati

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in italia uno così lo arresterebbero perchè imbratta i muri, non imitatelo!!
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mai più senza

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impossibile sperare di essere minimante eleganti con codesto accessorio moda. esempio limpido del delirio del sogno tecnologico dell'occidente: pensato da chi brancola nel buio!
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16/03/09

Amati film/I film che mi sono fatto: La finestra sul cortile, Alfred Hitchcock (1954)

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Cuore di Nuvola

3 commenti:
Cuore di Nuvola
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S*
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L'odore di smalto

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L'odore di smalto
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S*
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15/03/09

live@morgana

1 commento:
il Pan del Diavolo

francesco di bella - live@morgana
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14/03/09

scritture

1 commento:
sabato 14 marzo 2009 alle ore 18,00 con la mostra “scritture” di mario ciaramella, curata da mimmo parente, sarà inaugurata la galleria “magazzini pescatore artecontemporanea”, in via s. pasquale 36 (www.magazzinipescatore.it).

La galleria, diretta da mimmo parente e guglielmo pescatore, occupa uno spazio espositivo di 300 metri quadri ed è ubicata nel cuore del centro storico di benevento, a due passi dall’arco di traiano.



“scritture”



Nove libri in fila di marmo bianco e carta, ognuno dei quali è adagiato su un leggio in ferro, scandiscono lo spazio, sempre con la stessa cadenza, lungo la prima grande parete dello spazio. Un viaggio mentale e di solitudine partecipata, dove tutto è sottratto al più e al banale.

Gli elementi scultorei sono piccoli segni a “fior di pelle” e la luce, misteriosa evocatrice di energie sottese è la vera ragione di scultura.

Altri sei lavori in marmo di carrara, di cui il più grande tenuto solidamente a terra da una base in acciaio ossidato, posizionato al centro della galleria, e gli altri cinque su basi di cristallo, invadono lo spazio asettico della galleria, restituendo un forte senso di rarefazione e di galleggiamento di superfici scolpite. Le opere invitano al tatto. La morbidezza, la sensualità e la leggerezza prendono il posto della durezza, della freddezza e della pesantezza del marmo. Oramai sono fogli strappati ai libri da una folata di vento e volano nello spazio narrando di mondi negati, della natura e della sua possibilità di rigenerazione.

Il lavoro di mario ciaramella si svolge attraverso una particolarissima tensione poetica che costringe la sua espressione scultorea ad agire in un universo ricco di metafore, tra rappresentazione del reale e costruzione di nuove e differenti prospettive di visione, con una qualità forte che ne stabilisce una indiscutibile identità.

Mario ciaramella è nato a luzzano (bn), dove vive e lavora



La mostra resterà aperta fino al 31 aprile, tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle 17,00 alle 20,00.
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i grandi fotoromanzi di beneventanamanera

6 commenti:


leggi il nuovo numero di Oscene d'Amore
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13/03/09

M. Ward Chinese Translation

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l'altra Ragusa

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12/03/09

Morgana Live

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Venerdì 13 Il Pan del Diavolo
Sabato 14 Francesco Di Bella

Francesco Di Bella, voce dei 24 Grana, sabato 14 marzo al Morgana a presentare il suo progetto SongWriter, il giorno prima, venerdì 13 arriva da Palermo il rock blues acustico de Il Pan del Diavolo

Il Pan del Diavolo arriva da Palermo per esibirsi a Benevento venerdì 13 marzo. Questo gruppo ha le carte in regola per essere uno dei gruppi rivelazione dell’anno nel circuito indipendente. Il Pan del Diavolo suona con due chitarre acustiche e grancassa. Nel 2008 vince le selezioni di Italia Wave Love Festival Sicilia e suona sul main stage della manifestazione a Livorno. Ad agosto vince il concorso "Avanti il prossimo" e suona sul prestigioso palco dell' Ypsigrock, e poco dopo è invitato al Pollino Music Festival per aprire a Gogol Bordello e Waines. A settembre 2008 Il Pan del Diavolo è entrato al Cave studio di Catania con un mucchio di canzoni che fanno parte della prima uscita discografica della band. Felici di averli al Morgana nella prima serata del“Keep on live”, nuovo circuito che raccoglie i migliori locali che propongono musica indipendente e che sta cercando di dare una maggiore visibilità e riconoscimento proprio a tutto quel mondo sommerso che sempre più si fa spazio, e che punta sulla musica originale e indipendente tra tanti sforzi e con una passione vera per la musica.


Sabato 14 marzo una serata d’eccezione, arriva infatti Francesco Di Bella dei 24 Grana
Il frontman dei 24 Grana presenta il suo nuovo progetto elettro-acustico-elettronico.
Rivisitazioni dei primi brani composti per la band e cover internazionali che hanno contribuito alla formazione artistica di Francesco. Un set sospeso tra poesia e ritmo; voce, chitarra, batteria minimale e basso per comunicare suggestioni ed emozioni indimenticabili. Francesco ha scritto tante belle canzoni, e con la sua band, i 24 Grana, rimane un riferimento essenziale per chi ama la musica di questi anni, in queste poche righe è difficile raccontare la sua biografia artistica, sappiamo che è una serata storica per un piccolo music club e la sua presenza al Morgana è veramente “una bella storia”.Abbiamo fatto una chiacchierata con Francesco che ringraziamo per la disponibilità

Mi piacerebbe conoscere il tuo incontro con la musica, com’è avvenuto, e qual è stato il momento in cui hai capito che poteva diventare un terreno di espressione importante per te.
Il mio interesse per la musica è stato quasi, si potrebbe dire, prematuro; fin dall’infanzia, infatti, mi agitavo continuamente con un pennarello in mano a cantare e ballare ascoltando i dischi rock. E non saprei stabilire un momento in cui ho capito che quella sarebbe stata la mia passione. Ti dico però che nell’88, con Renato e Armando, i 24 Grana già quasi esistevano. A quei tempi non c’erano sbocchi per i piccoli gruppi e quindi abbiamo dovuto aspettare. Penso che già all’epoca realizzavamo cose interessanti, almeno quanto i gruppi emergenti di adesso che si esprimono in inglese (anche per noi quello è stato il primo territorio). La nostra prima canzone The Runaways diventò un piccolo successo tra i ragazzi del nostro quartiere, che venivano giù nel nostro garage per ascoltarla! Pensa se ci fosse stato myspace..

Gli anni 90 in Italia sono stati fondamentali secondo me dal punto di vista della spinta data alla musica che nasceva come indipendente, in un contesto sociale molto diverso da quello attuale, i nomi da fare sarebbero tantissimi, da quelli della prima ora Almamegretta, 99 Posse, Casinò Royale, Africa Unite, a tutto l’universo rock che girava intorno al Consorzio Suonatori Indipendenti, i 24 Grana sono stati subito una realtà importante e che ha conservato l’approccio e lo spirito di quegli anni guardando comunque sempre avanti.
Si, gli anni ’90 per noi sono stati la svolta, in coincidenza dei quali stavamo sviluppando un approccio più maturo all’esperienza del gruppo, riuscendo a sviluppare uno stile musicale nostro e molto autoctono, tutto ciò in quel momento storico era molto ‘cool’.Naturalmente quello spirito ci è rimasto dentro, avendo partecipato attivamente ad una serie di eventi molto importanti relativi a quel periodo così politicizzato. Ma il fatto di essere nati prima ci aveva dato la consapevolezza che quello per noi sarebbe stato
un passaggio e dunque questo ci ha aiutato a guardare sempre avanti.

Ho trovato sempre grossa solidità nella musica dei 24 Grana, perché alla base di tutto c’erano delle belle canzoni, che sapevano “uscire” dal disco per salire sul palco e diventare dei live coinvolgenti…….
Dovevano essere canzoni che parlavano ai ragazzi come noi, con ‘quel linguaggio, nei testi ci rispecchiavamo tutti noi 24, e questo ci dava una bella spinta dal vivo, oltre alla gran voglia di suonare che abbiamo sempre avuto. Il pubblico, che da sempre ci è stato particolarmente affezionato, è stato una marcia in più.

Pur avendo in testa i vostri ritmi reggae e dub, posso continuare a essere convinto che i 24 Grana siano un vero e proprio gruppo rock?
Assolutamente si, non saprei definirci diversamente. Definiresti i Clash un gruppo reggae, o dub? Volendo si potrebbe dire che nei ’90 era il gruppo che ci influenzava maggiormente come attitudine alla musica e alla politica.

Le canzoni di Ghostwriters, ultimo album dei 24 Grana, sono destinate a rimanere nel tempo, un disco bellissimo, premiato al Mei, apprezzato dalla critica, che forse, come va di moda in questo periodo, si è un po’ persa dietro alle definizioni, “indirock”, “indipop”, ecc.. Più volte hai sottolineato l’importanza della collaborazione con i fratelli Sinigallia, che è indubbia, però anche voi siete in forma, dalla sezione ritmica, alla chitarra discreta e psichedelica, fino a voce e testi per storie che conquistano.
Si siamo arrivati in studio in gran forma dopo un periodo passato sulle montagne, in Irpinia. Avevamo una grande occasione e volevamo sfruttarla al meglio. Credo sia un disco indubbiamente pop, perché fatto con duegrandi produttori pop. Il fatto che l’abbiamo fatto insieme lo fa suonare inevitabilmente come un disco di frontiera.

Il progetto songWriter cos’è? Un’esigenza diversa tua? Un progetto parallelo ai 24 Grana che andrà avanti, magari anche in studio?
E’ un progetto nato per riprendere un po’ i fili della mia vita, che ultimamente sta cambiando, e cercare cosa
c’è di coerente col mio passato da voler creare qualcosa che possa mandare ancora avanti me e i 24 Grana in questo periodo difficile per quella musica italiana non omologata, per contenuti, ai palinsesti radiofonici e televisivi nazionali. In studio prima o poi dovrò realizzare qualcosa di mio, se non altro per ricordo di tante esperienze ‘solitarie’!

Con quali musicisti affronterai questo tour nei club, e che sonorità dobbiamo aspettarci? Il repertorio ci intriga molto, oltre i tuoi pezzi ci saranno anche cover……..
Ercole Longobardi e Fulvio Di Nocera , sono due musicisti che conosco da anni e con i quali ho condiviso già molte esperienze. Volevamo dare vita ad un sound che potesse far divertire e ballare partendo dalle canzoni, quelle mie sono pezzi che coi 24 non suoniamo da un bel po’ e che mi mancano. Le cover sono quelle che ultimamente mi suonavo a casa perché, vuoi per la struttura armonica, vuoi per la melodia, vuoi per il testo, in qualche modo mi coinvolgevano. E le stavo studiando. Ci sono FleetFoxes, New Order, Okkerville River, Beach Boys, Bob Marley
e altri.

Il Morgana è un club molto piccolo, ma non poteva farsi sfuggire un’occasione come questa………
Vi ringrazio, sono entusiasta di questo progetto e penso che sia il posto giusto per poterci veramente divertire!


Ernesto Razzano
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11/03/09

"ma i film che mi hanno fatto?"

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da "Il silenzio degli innocenti" (1991) un film di Jonathan Demme
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10/03/09

mai più senza

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panchina per tipi ombrosi e solitari, poco pasciuti e con postura ineccepibile.
non adatta all'amoreggiamento, ideale nei parchi dei nemici dei barboni: impossibile dormirci!
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09/03/09

spensierato!

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Amati film/I film che mi sono fatto: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Elio Petri (1970)

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altremanere

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08/03/09

auguri a tutte le ragazze

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stasera 8 marzo 2009 alle 21 al depistaggio si proietta il film "vogliamo anche le rose".
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07/03/09

arte vs politica

2 commenti:
c'è un quesito di fondo, a mio parere, al quale bisogna pensare ragionando sul rapporto tra politica e cultura: chi delle due guida l'altra?
intendo dire, chi delle due DEVE guidare l'altra?
io credo che una politica alta sia quella capace di affidare alla cultura il compito di immaginare quale cammino intraprendere, per poi gestire gli aspetti "pratici" delle scelte strategiche. questa gerarchia oggi non è quasi mai rispettata, ed abbiamo situazioni paradossali, (ai miei occhi) quali ad esempio, un assessore alla cultura (il vicesindaco Del Vecchio) che in occasione di una polemica sollevata da Mimmo Paladino sull'iniziativa Muralia, si lanciò nel poco pertinente ruolo di intellettuale, prima che di politico. eh si, perchè occorre ricordarlo, il politico è una cosa, l'artista, l'intellettuale ne è un'altra, se non si ha chiaro questo non se ne viene a capo.
dite di no? cosa direste di un politico che ribatte ad un medico di chiara fama sullo stato della scienza medica? o sulle giuste terapie da adottare? ad ognuno il suo!
io sogno di vivere in un contesto sociale e culturale che non sia alla affannosa ricerca di patrocini o supporti alle proprie iniziative culturali da parte della politica: essa non cerca altro che il controllo dei fondi, con sbiadito e ondivago interesse verso il senso dell'operare nella cultura come forma di sviluppo morale e civile. sono numerosi gli esempi che raccontano che quando la cultura riesce ad esprimersi libera da vincoli o favoristismi, la politica (ovvero il Potere) ne beneficia molto di più di quando, al contrario, ha un atteggiamento egocentrico e asfissiante. la firenze del rinascimento quanto deve agli artisti? e quanto ai politici? certo deve molto ad entrambi, ma l'arte secondo me deve essere la mente e politica il braccio. faccio questa riflessione perchè sono spesso deluso da una debolezza della cultura che ha così gonfiato il petto alla politica: il museo Arcos, è figlio della politica, 4notti è figlia della politica, cittàspettacolo è figlia della politica... e si sono dimostrate tutte iniziative culturalmente fragili, deboli ed estemporanee. gli intellettuali, o quelli che si dichiarono "operatori culturali" non si annoiano a gestire soltanto i budget? non hanno volglia di affermare idee, principi e utopie? perchè si beano di essere direttori artistici e non cercano di essere dei maestri?
alle arti!
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06/03/09

(br)amato cinema/i film che mi sono declamato

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Berlinguer ti voglio bene, giuseppe bertolucci 1977
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Morgana Live

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Sabato 7 Marzo
Martinicca Boison (Firenze)

Dopo esperienze live e partecipazioni a festival e concorsi iniziano a lavorare alla produzione del primo disco dal titolo, “Per Non Parlare Della Strega”. Il lavoro, che si avvale della partecipazione di Erriquez Greppi della Bandabardò, si caratterizza per la sua particolare e variegata miscela di folk e canzone d’autore con spunti provenienti dal mondo etnico-popolare da una parte e dal rock-progressive dall' altro. Continua la collaborazione con Erriquez anche in “Sovrapensieri”, il nuovo album del gruppo toscano, che ci verrà proposto all’interno del live al Morgana. Folk, rock, prog e belle canzoni per l’allegra banda toscana che ritorna dopo il successo che riscosse poco più di un anno fa al Morgana.
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03/03/09

Daniele Luttazzi - Intervista Fantastica

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per chi non era a teatro ieri...

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mai più senza

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per gli amanti del ciclismo, ecco il sellino ideale per scalare montevergine in piedi sui pedali senza mai sedersi. sospettano numero uno:topolino.
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02/03/09

fonte di sapere!

3 commenti:


è davvero una grossa emozione essere diventati una fresca fonte di sapere!...
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Amati film/I film che mi sono fatto: Le conseguenze dell'amore, Paolo Sorrentino (2004)

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democrazia

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01/03/09

live@morgana

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ettore giuradei - è passato un autobus
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CARRRRRÁÁÁÁ futurista ovvero Raffaella tra rumore e rumoristica

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di Isabella Pedicini

In occasione del centenario della pubblicazione del primo manifesto del Futurismo,
la libreria-galleria il museo del louvre di Roma ha ospitato lo scorso 19 febbraio un’inedita esposizione su Carrà futurista.
Carlo? No, Raffaella!
Giocando sul senso di disorientamento e di sorpresa, si invita lo spettatore a un’esposizione sul grande pittore italiano, ma in realtà gli si riserva una personale sulla celebre conduttrice televisiva. Detournment e ironia secondo i meccanismi a loro interni: straniamento, salto da un piano di significato all’altro, svuotamento del significante, dissimulazione. “La galleria di Milano” o il “Tuca tuca” ? “Sobbalzi del fiacre” o “ Tanti auguri”?
Avanguardia o kitsch?
Raffaella Carrà rappresenta un’icona pop, un’immagine ridondante della mitologia di massa, un totem nazionalpopolare come era Marilyn Monroe per Andy Warhol.
Nei processi da parte dell’arte di appropriarsi del quotidiano, degli oggetti banali, dei prodotti della comunicazione di massa per inglobarli al suo interno, non può mancare all’appello la regina della televisione: Raffaella.
Gli oggetti comuni, i materiali di scarto e tutti i residui dell’esistenza costituiscono quella “poesia del banale” che ha nutrito la Pop Art, in special modo, nella soppressione della frontiera tra la grande arte e l’arte popolare.
Sul rapporto arte-vita si è misurata, inoltre, gran parte degli artisti del Novecento: se le avanguardie storiche tentano di far coincidere i due termini, Rauschenberg dichiara di porsi nell’intervallo tra le due cose, e Warhol fonde i due punti in maniera indistricabile spianando la strada ai linguaggi del postmoderno, fino alla Neo-geo e all’Arte di appropriazione.
Jeff Koons, in maniera disincanta e senza sorprese, crea un rapporto concreto con il mondo inserendo nella cornice dell’arte gli oggetti di consumo, la merce, includendo l’antico spauracchio dei modernisti: il kitsch. L’artista si collega, così, senza tragedie al mondo circostante, unisce le istanze espressive personali a quelle dinamiche di ciò che è intorno a lui.
Salta in aria la divisione tra cultura alta e cultura bassa.
Ecco Raffaella Carrà, ecco l’archivio di foto di Pronto, Raffaella? inviate dai fan alla redazione del programma col desiderio di proporsi come concorrenti.
Un’umanità varia e coloratissima, fotografata negli ambienti di casa, nei salotti, a tavola, nelle camerette coi poster al muro, sui divani pieni di peluches e nelle scale dei palazzi.
Persone in posa vicino alla televisione mentre è in onda il programma della Carrà e foto scattate alla televisione stessa alla Schifano maniera.
Ragazze in tutù, signori travestiti, bambini con parrucche, donne in pose ammiccanti.
Si riconoscono gli interni e le atmosfere anni ottanta, i telefoni le vecchie bottiglie di Coca-cola.
Si ritrovano la precisione della messa in scena per la foto, l’organizzazione che precede lo scatto,
le aspettative e tutto l’impegno speso per raggiungere quei famosi quindici minuti di celebrità.



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