31/01/10
live @ morgana
Venerdì 29 sono ritornati i WAINES, che da semi sconosciuti, fecero innamorare in tanti del loro suono “energetico”, proprio al Morgana. Il loro è un suono blues-rock, arriva dai Settanta, ma sa di essere negli anni Zero, è un suono sporco e acido ma mantiene il tempo del rock&roll, sa essere psichedelico ma anche “duro” Dicono che quello dei WAINES sia rock&roll ridotto a pelle e ossa che si ostina a parlare a voce alta. C’è chi parla di psycho-blues. Altri lo definiscono più semplicemente un blues contaminato, metropolitano e industriale. Ma soprattutto “è un trio, di due chitarre e una batteria che si fa in quattro pur di tenere alla larga quegli strani individui chiamati bassisti”.
Sabato 30 è toccato ai catanesi Feldmann che portano live il loro secondo album, quello della svolta. Si chiama Imaginary Bridge il nuovo disco del duo già noto all’ambiente indipendente italiano grazie al primo lavoro discografico "Watering Trees" e alla prolifica attività musicale dei suoi componenti Massimo Ferrarotto e Tazio Iacobacci, che hanno bazzicato la scena indie in lungo e in largo: il primo con i Loma e nella band di Cesare Basile, il secondo con i Tellaro.
Lasciati alle spalle i toni intimisti del disco d’esordio, i dodici brani di Imaginary Bridge si accendono di blues, scheletrico e zoppicante, romantico e disperato come una serenata d’amore suonata da Captain Beefheart nel cuore della notte. Imaginary Bridge sembra essere il disco della maturità che fa ben sperare per un riscontro positivo oltre i nostri confini, come per effetto di quel ponte immaginario che li collega con il songwriting americano.
radio24 intervista beneventanamanera
perdonate il povero Vate® per l'uso smodato di intercalari. pietà.
29/01/10
Nel beneventano si ammazzano il sabato...
Partì da San Donato un anno fa, ci fece fare un etilico festone di addio con tanto di delegazione ad accompagnarlo in aereoporto a Napoli all'alba, partì spergiurando di restare a lungo in Australia.
Domenico è appena ritornato da Adelaide. Un anno è durato.
E'lì, nel bar, a sfogliare con uno strano ghigno il Quotidiano di Zona e sa che deve stare lì, fermo e perfetto, perchè è sabato sera e tra poco ci sarà uno stuolo di gente che lo rivedrà e andrà a salutarlo.
Domenico sa bene che questa notte tornerà a casa ubriaco.
Pellegrino era incazzato nero: in marmeria non prendeva stipendio da due mesi, si era passato un Natale di merda con i soldi contati e quella sera la sua Juventus ne aveva prese altre due da Totti e Co. e noi imbecilli e senza cuore, ad ogni bevuta, brindisi o cose del genere, lo fissavamo impietosi con il ciuccio in bocca...
Giuliano era seduto vicino a Domenico, e sorrideva impietoso in faccia al bianconero incazzato. Era quasi mezzanotte ed a San Donato faceva freddissimo: mentre nel pub stava per cominciare il dvd Red Hot Chili Peppers live Cleveland 2002, una Volante della Polizia sfrecciò davanti al locale a tutta con la sirena in funzione...
"Che cazzo è?"
"Sarà tornata la pantera nera?"
Giuliano alzò le chiappe dalla sedia senza però mollare il rum che aveva appena ordinato alla faccia di Ciro Ferrara e si affacciò fuori per capire qualcosa...
Ora, il dubbio più di merda per un reporter di provincia è:
"E' sfrecciata una Volante in un paese di duemila anime...sarà successo qualcosa. Certo che si...è doveroso quantomeno andare a controllare.....però...però che palle! Pure di sabato sera...quasi quasi mi faccio i cazzi miei e, se è successo qualcosa di grosso ed il mio Direttore lo viene a sapere, io dico che ero giù in città e vaffanculo...però..però no dai...sono una vergogna...però...ma che strapalle..proprio ora che il rum cominciava ad entrare di dovere nel cervello...e vabbè..."
Giuliano era in strada ed aveva detto al proprietario del pub di non chiudere nemmeno dopo le due, promettendogli di tenere occupati i gendarmi...
Parka, guanti, cappuccio in testa per domare il gelo...e con lui Alessandro e Giorgio, amici fidati...
I trettrè salirono fin su la Piazza Maggiore, ma della Volante nessuna traccia...sembrava tutto a posto in paese, come sempre...poi all'improvviso si materializza dinanzi ai Tre un ragazzetto, avrà avuto 15 o 16 anni, che appena li vede davanti sussulta...e i Tre? molto peggio..si cacano addosso ed urliamo come le signorine ai Bagni di Rimini: il ragazzo scappa veloce, si dilegua, fa un balzo nel fossato verso il quartiere di San Luca, si sente un tonfo e poi scappa, verso le campagne...Giuliano resta basito, immobile, mentre la sua fronte lottava con il freddo ed il rum: subito dopo verso gli improbabili reporter giunge un poliziotto che esclama: "Dov'è andato?"... e quei tre, senza parlare, indicano verso San Luca con il ditino...
Dopo un quarto d'ora di si, no, ma, però e boh il poliziotto spiegò a Giuliano: "Sono in tre, giravano con un furgone bianco e non si sono fermati al posto di blocco, anzi, sono scappati..e noi li abbiamo seguiti: due li abbiamo presi, sono romeni, o albanesi...l'altro è fuggito. In macchina abbiamo trovato attrezzi per lo scasso"
"Vabbè...ma ora che ne sa se volevano rubare? E se sono scappati solo per paura? Forse non sono in regola con il permesso di soggiorno...poi lei dice così solo perchè sono dell'Est..."
"Sient' giovinò..non ti mettere a fare il comunista..."
"Ma che c'entra? Sono dei ragazzini..."
"Appunto, dei ragazzini che guidano di notte per dentro San Donato...me me...facci lavorare.."
Giuliano prese gli appunti necessari e scrisse una mail alla redazione con le rete wireless impazzita...ci rimase quasi male a battere una news del genere...
I tre Reporter con le Frontiere ritornarono al bar e raccontarono tutto ai ragazzi: qualcuno chiese maggiori informazioni, qualcuno rise e cominciò a fantasticare, qualcuno prese per il culo Giuliano e Co. dubitando della loro lucidità...
I Red Hot Chili Peppers erano già ai bis, mentre il pubblico di Cleveland pogava sulle note di "Give it away!"...
La mattina dopo Giuliano fu svegliato molto presto dal Direttore...
"Bravo uagliò...di notte lavori meglio, sei puntuale e preciso...secondo me eri brillo e comunque così rendi meglio..bravo, bravo!"
"Dovere direttò...novità?"
"Hanno preso pure il terzo..era un ragazzetto..per le campagne di Crocella...tutto infangato il cretino..ma dove cazzo voleva andare?"
Giuliano rabbrividì..
"Direttò..."
"Dimmi...?"
"Ieri Totti vi ha purgato...buongiorno và...ci vediamo domani..."
Morire la domenica, Chiesa Cattolica..estetica anestetica, provincia cronica. (I Provinciali - Baustelle)
28/01/10
novità dal vostro Vate®
Gentili blogger,
mi occupo della redazione del programma di Radio24 "Il Riposo del Guerriero" dove ogni settimana ci occupiamo di blog, i più curiosi, i più divertenti. Un ascoltatore ci ha segnalato il vostro blog e vorremmo parlarne in diretta con uno di voi. Qualora abbiate la possibilità e il piacere di farlo (domenica 31 gennaio), potete scrivermi i vostri contatti e vi richiamerò
Grazie
Giorgio De Luca
Redazione Programmi
Radio24 - Il Sole24Ore
via Monte Rosa, 91
20149 Milano
ecco, domenica 31 gennaio, alle 13.05 mi chiamano in diretta telefonica.
frequenze di
radio24
"Lontano dagli occhi"
L'11 novermbre del 2009 un ingente spiegamento di uomini e mezzi ha effettuato lo sgombero dell'insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, a 10 kilometri da Eboli. Un provvedimento disposto dalla magistratura di Salerno per motivi di igiene e sanità pubblica. Questo insediamento esisteva ormai da 15 anni, da quando cioè gli immigrati marocchini nordafricani attratti dal lavoro nelle campagne hanno occupato un ex mercato ortofrutticolo costato alla Regione Campania 32 miliardi delle vecchie lire e mai messo in funzione. Non avendo altro luogo dove alloggiare l'hanno occupato accontentandosi di avere un tetto e accettando di vivere in 400 in condizioni di profondo degrado. Un degrado più volte denunciato e raccontato anche ai nostri microfoni. All'indomani del provvedimento di sgombero, però, è venuta a crearsi una nuova emergenza umanitaria tamponata realizzando centri di accoglienza temporanei.
DI ROSSELLA ROMANO
E MUSICHE - TRA GLI ALTRI - DI ENRICO FALBO!!!!!
27/01/10
let's set the record straight
'da dove sei precisamente?'
da (lo stato di) New York. 'ahh New York!' no, no, non new york citta', nonostante il fatto che vengo dallo stato di new york, la distanza tra la mia citta' -- cio'e' Syracuse, cosi' chiamato per Siracusa in Sicilia, immagino -- e The Big Apple e approssimativamente la distanza tra napoli e firenze. forse di piu'.
'e ti piace l'italia?' (detto sempre con fierezza ed un idea della risposta giusta in mente. pero' aggiungo che se mi chiedono se mi piace benevento, e' detto sempre con un tono di dubbio)
si, mi piace. mi piace cosi' tanto che sono tornata 4 volte in italia, che ho dato forfait un semestre all'universita' venire invece qua a bologna, che studio la lingua meticolosamente da 6 anni adesso. Questo pero' non dico spesso: che comunque, anche se l'Italia mi piace, mi mancano delle cose di america e, a volte, non vedo l'ora di tornare. tipo? tipo la diversita', la fretta furiosa di new york e washington, Starbucks, Political Correctness, cibi etnici, la motivazione, lo spirito di independenza e di solitudine.
'ti piace la cucina italiana?' (detto con la stessa fierezza e un idea che tutti gli americani mangiano hamburger e bacon ogni giorno)
Certo che mi piace la cucina italiana. Pero', non mangio le schifezze negli stati uniti neanche. A Washington, dove abitavo l'anno scorso, cucinavamo le verdure, la pasta, le lenticchie, quinoa, tofu, salsiccia. Con la globalizzazione, quasi tutti i cibi (si, anche la nutella) si trovano nel supermercato ovunque. a proposito, penso di aver mangiato le patatine fritte moooolto piu' spesso in italia che in america.
'ti piace gli uomini italiani?' hmmm... poi vi dico...
'tu studi qua?' no, mi sono gia' laureata. due anni fa. insegno qua. insegno l'inglese. follow-up question: 'ma quanti anni hai, scusa?' io? 23.
....e' un grande piacere conocerti, benevento ;)
I viaggi di Penelope/Wiennovelle und Salzburg # 1
Vienna è una donna che si è saputa difendere e quindi ha mantenuto intatta la bellezza di un tempo coniugandola con la modernità, ha un erotismo puro. Napoli ad esempio è una città che è stata violata e violentata troppe volte per essere ancora pura, Benevento era Iside-la Grande Madre, eppure tanti secoli di papato l'hanno completamente addormentata. Salisburgo è una cittadina romantica e tenera, che al suo illustre cittadino ha creato un museo sul niente: capelli che forse non sono suoi, le medicine della famiglia Mozart (aberrante), spartiti del figlio sfigato, una stanza con i quadri e il soffitto messo al contrario (quella proprio non l'ho capita!). È un presepe vivente sotto una coltre di neve. Vienna è la città a cerchi concentrici, dal centro barocco delle signore imbellettate al centro più nuovo dei creativi moderni. Delle passeggiate nella solitudine assoluta e degli spazi dove esistono solo bambini. Tra Vienna e Salisburgo tendono a dividere gli spazi: il Quartier Museum ha vari musei al suo interno e gli spazi per l'architettura, il teatro e la danza. E lo spazio dedicato ai bambini. A Salisburgo in unici complessi mettono il ristorante chic, la birreria chiassosa, e il pub per i giovanissimi (da cui un ragazzino ha pensato bene di uscire per andare a vomitare nel ristorante degli adulti ricchi e pallosi!) In hotel c'è il piano per chi vuole dormire fino a tardi, in cui si può fare colazione a qualsiasi ora. In teatro i biglietti partono da tre euro, per chi proprio non se lo può permettere, che viene però relegato in un posto che sa di deportazione, un po' come le sale fumatori degli aeroporti, luoghi tristissimi e sporchissimi dove tutti fumano compulsivamente e con l'aria di chi si sente in colpa e non sa perché. A proposito di deportazioni: c'era tra i souvenir una serie di soldatini con i grandi della storia austro-tedesca e al centro c'era Hitler! Ma si può? Hanno uno strano modo di esportare la cultura del proprio paese! Mancano i negozi di prima necessità e non so come si spieghi: mi è stato impossibile trovare un supermercato o anche un tutto a 50 centesimi e un ottico. Però nei bagni dei locali trovi spesso distributori di preservativi e di giochi erotici per donne (ma minuscoli, non so a cosa possano servire!)...in quelli degli uomini non so cosa c'è...Soprattutto alcuni quartieri sono pieni di ristoranti italiani, tanto che sono stata costretta anch'io a mangiare la pizza a Vienna (ma come la pizza a Vienna? Sicuramente meglio di Peppe a 5 euro) ma il tipo del carrello sul treno Vienna-Salisburgo alla mia richiesta di un caffè espresso non faceva altro che ripetere “italiana-espresso ahhahah”...ma cosa c'è tanto da ridere, non capisco...e aveva finito l'acqua, lo volevo uccidere. Mi aspettavo grande musica elettronica dalla città che ha dato i natali ai Kruder & Dorfmeister ma l'unica cosa che ho ottenuto in uno dei locali più rinomati in materia è stata due coreane che mi volevano rimorchiare!
26/01/10
24/01/10
non ci sono paragoni

non è un fotomontaggio!!
L'omino di nero vestito in attesa non si sa di cosa potrebbe essere proprio Lui, l'inafferrabile Maestro Zibuletti. Cosa fa lì? cosa attende solitario? la verità? il sapere?
Da domani quell'alberello sarà considerato luogo di CULto!!!
Mo(o)vie Wonderland per tre
Sottotitolo: Lo cantava pure Venditti
Ci vorrebbe un amicoooo… nanananananaaaahhhh… d’altronde, se veleggi sciancatamente verso la terza età fregandoti a man bassa l’erba del tuo ingrato figliastro, se l’unica donna decente che ti è capitata nella vita l’hai scaricata da trent’anni perché soffrivi di attacchi di panico (???), se in casa il prolame ti preferisce film porno e cafagnissimi gangster autoctoni, beh, si finisce sì a piangere sulla spalla del primo poster appiccicato in cameretta (ma a cinquant’anni, Bishop…!)… E tieccheti allora Monsieur Eric Cantona, uno dei più celebri attaccabrighe della storia del pallone, appurparti di aforistiche stordaggini per ricondurti sulla retta via (quella che porta allo stadio, of course!) - che poi, si sa, “la felicità è dietro l’angolo” e in Britannia, mica South of Italy, le Poste, il proletariato e lamicizia spaccano sempre.
SinteticaMente: “Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine” (Ipse Cantona-ta dixit).
Consigliato: ai tifosi, ai periferici e a Capitan Findus.
Titolo: La prima cosa bella (di Paolo Virzì)
Sottotitolo: Io, mammeta e Nicola Di Bari
Altro giro, altra canna. Qui, a baloccarsi con filtri e cartine, è un triste ma triste veramente professore d’Alberghiero, con la faccia di Mastandrea e il complesso di Edipo, la fidanzata Pollyanna che non si fa lasciare neanche davanti al più vieto dei “sei troppo migliore di me ma davero” e la sorella che nell’alcova fa un po’ lascia un po’ raddoppia, il nipote emo inutile che infatti -echecca…. “perprincipiononusodroghe”, il cognato vigile urbano logorroico (palese parente di Peppino De Lorenzo) e la mamma bellissima e sciroccata, cò pure il figlio segreto, tipo film di Amedeo Nazzari… Dice che a Livorno le famiglie usa un po’ così, fra canzoni teribili e zie bigottone, elezioni di Miss Sedia a Sdraio e precariato sessualmente ricattabile (ma pure nei ’70?!), uomini che il meglio è il vicino di casa con la mamma a riporto e compagni di scuola nazisnobb… Oh Sigmund però, sai che ti dico? Siamo tanti e tutti matti, quasi quasi volemose bene!
SinteticaMente: Virzì torna sul luogo del delitto e il notaio ha da vergare: è lui, signori e signore, l’erede della commedia all’italiana.
Consigliato: a figli e figliastri, über alles.
Titolo: Francesca (di Bobby Paunescu)
Sottotitolo: Griselle vague
E’ salito agli onori delle cronache per gli epiteti rivolti a glorie nostrane, quali Mussolini e Tosi, ma il film di Paunescu va ben oltre nel raccontare la Romania del Duemila e il suo rapporto con l’Italia: nel seguire le vicissitudini di Francesca, maestra trentenne determinata a lasciare il suo Paese per realizzare un sogno nobile, la cinepresa non tralascia dettaglio alcuno di una quotidianità sconcertante, che la protagonista stessa non aveva ancora dovuto fronteggiare con tanta durezza. E fra mazzette e criminalità, pedaggi ambigui e sciorinarsi di luoghi comuni (sul destino che attende una donna dell’Est dall’altra parte dell’invisibile muro), la distanza fra “noi e loro” appare sotto più aspetti evanescente -tanto quanto ecumenici sono, come dimostra il finale, i guasti della natura umana.
SinteticaMente: una bella conferma alla validità del nuovo corso cinematografico dell’Europa orientale.
Consigliato: a chi i rumeni li chiama “extracomunitari”.
23/01/10
vegetable G @ morgana
E’ un ritorno al Morgana quello del trio barese Vegetable G, dopo il bel concerto dello scorso anno come promesso i tre “alieni vegetali” ci portano il nuovo album dal titolo “Calvino”, lavoro che che attinge a piene mani da “Le cosmicomiche” di Italo Calvino.
Dopo la teoria della discendenza aliena, la band capitanata da Giorgio Spada torna con un album ispirato dal più grande ma anche il più “piccolo” osservatore delle “meccaniche celesti” nella nostra letteratura, Italo Calvino, il quale ha affrontato temi, attraverso i suoi racconti de “Le cosmicomiche”, molto cari al trio “vegetale”. Decisamente più fantasiosi e fantastici, i Vegetable G attingono a piene mani da un sound anni ’70. Le atmosfere celesti e celestiali della band si intrecciano a parsimonie elettroniche, diluendo il loro sound grumoso in una ben più liquida (o meglio gassosa) miscela sonora. Ne sono la prova le incursioni elettroniche di “Arcade Lovers”, figlia di riff acidi di chitarra inquinati da beep nipoti dei videogame anni ‘80. Spaziali, manco a dirlo. Dalla sognante pseudo title-track “Calvino” si passa ad “American Lessons”, racchiusa in un involucro dolcissimo disteso su un tappeto di chitarre fittissime, come le stelle della Via Lattea. La genialata? L’inserimento di un pezzo dell’Inno di Mameli. “Electric Show” si apre con chitarre grezze come meteoriti che s’infrangono su coretti melange alla Blur. Ancora la quiete dopo la tempesta magnetica, arriva “Satellite Tune”, un carillon che ha la stessa melodia della nascita dell’universo. Un dolce fischiettio che ci riporta indietro al Grande Utero Materno. Le teorie di Freud allargate all’infinito. Si batte quasi il piedino con “Space Forms” (io ci vedrei benissimo un remix con bassi iperpompati) mentre “Starchild” lascia il posto a “Saucerman” altro brano delicatissimo e affascinante. Si balla anche su “BW” che sa di Baustelle, alla quale presta la voce Enzo Moretto (come in “American lessons”) degli A Toys Orchestra. Chiude “Xclock”: l’universo si accende. Scatta l’ora X. Ha inizio il Big Bang. “Calvino” è un disco strabiliante, di più facile ascolto rispetto a “Genealogy”, meno corposo ma più lucente, più elastico e sognante. Un monologo che narra di tre personaggi alieni sul punto iniziale della grande esplosione.
digitale pedestre

sono giorni che provo istinti primordiali potenzialmente omicidi ascoltando uno spot della Rai in cui una serie di italiani-felici-tipo cantano una filastrocca che recita:"come è tata la rai".
ad un certo punto la carrellata di compagni di merende canticchiante intona anche qualcosa riguardo al tanto "atteso" digitale terrestre, con i tanti canali in più. ora, naturalmente questo è vero, ma sfortunatamente tra i canali in più cìè anche roba del genere (vedi foto allegata).
la scenografia sembra un bar del cazzo, ricorda un set di un film porno fatto in casa da pornodivi anni 70 ed è incorniciata come un vivace manifesto funebre.
e soprattutto, la trasmissione vorrebbe occuparsi di cose serie.
forse tutti questi canali sono una incredibile inculatura.
la rai sarà pure tata, ma il digitale è pedestre.
22/01/10
incontri ravvicinati dell'8° tipo

Moda Classica
data: 22 gennaio 2010
luogo: Moda in Cattedrale - Roccarainola- lat 40.970225° long 14.558107°
categoria: trionfo del kitsch
interazione: incontro occasionale
giudizio: la simmetria aggrazia ogni cosa
21/01/10
Nel beneventano si ammazzano il sabato...
La perquisizione è nel diritto processuale penale un mezzo di ricerca della prova tipico, in quanto previsto e disciplinato agli art. 247 e seguenti del codice di procedura penale. Si tratta di attività diretta a individuare e acquisire il corpo del reato o cose pertinenti al reato, ovvero ad eseguire l'arresto dell'imputato o dell'evaso. Tale attività tende a limitare talune libertà costituzionali (libertà personale, libertà domiciliare...) per cui la legge prevede delle garanzie sostanziali e procedimentali al fine di comprimere il meno possibile tali libertà.
Giuliano aggiunge: "Per fare una perquisizione c'è bisogno di una sufficiente preparazione del militare in questione, di spiccato senso dell'humor, di onestà intellettuale e di delicatezza".
Ora, giustamente, Voialtri vi state chiedendo: ma che cosa c'entra la perquisizione con l'ammazzare il sabato, le avventure provinciali di Giuliano e la routine del borgo di San Donato?
C'entrano eccome...ora ve lo spiego...
In principio fu Magdi Allam.
Venerdì, primo pomeriggio, il Direttore ti aveva detto di essere in redazione alle 17: Giuliano considerò, in quel bigio e freddo pomeriggio della Val Fortore, che aveva ben due ore a disposizione prima di cavalcare la Provinciale, dissestata dalle pioggie torrenziali, e arrivare al posto di lavoro.
Quando fa freddo a San Donato, e la neve comincia a comparire appena su le colline, la prima cosa da fare è paccare clamorosamente il Bar della Croce e recarsi a quello della "Funtana Murata", in montagna: appena entrasti c'era Zio Alduccio che ti aspettava seduto sul tavolino del bar-trattoria ad attendere il primo malcapitato del pomeriggio...ed era proprio il nostro caro Giuliano...
Ora, zio Alduccio è un buon uomo, lavoratore, con la faccia da brigante ed un grande rispetto per tutti gli abitanti di San Donato. Zio Alduccio non ha studiato e, tutti quelli che hanno superato le scuole medie, li apostrofa così...AVVOCATO!
Giuliano entra e zi Alduccio esclama..."Avvocato!"
"Zi Aldù, bonasera...fa friddo oggi eh?"
"Levati mano Avvocà...era di quei giorni mi ricordo...grande friddo..no come oggi! Ma mò basta a parlà..veniti qua che ce facimo no Tre Sette veloce veloce..."
Il mazzo delle Napoletane, vecchio e usurato, era lì sul tavolino con la dama di Coppe che mi osservava e sembrava esclamarmi..."Vado?"
Dopo un simpaticissimo caffè corretto con l'anice cominciò la mia partita...tutti sanno a San Donato che zio Alduccio è imbattibile perchè imbroglia alla grande...tutti i tornei sono i suoi...non c'è gara...cosa mai poteva fare Giuliano al suo cospetto? Sfortuna fu il Direttore a salvare il Nostro da una Caporetto del Tre Sette ed il primo giro di "Limoncella" da offrire ad Alduccio...
"Giuliano scendi...c'è da intervistare Magdi Allam...alle 16.30"
Salutato velocemente Zi Alduccio eccoti, spaesato e soprendentemente in ritardo sulla Provinciale, mentre l'anice comincia a fare il suo giro di riscaldamento nello stomaco...
Arrivasti dinanzi al Seminario Arcivescovile dove un imponente servizio d'ordine, decideva quale auto far entrare e quale no...la tua Panda ovviamente fu bannata nel secondo gruppo e ci volle il tesserino per far capire ai gendarmi che non eri ne un fan dell'"Allam Convertito", ne tantomento un fanatico musulmano pronto a fare na strage dinanzi gli occhi attonici della Benevento Bigotta capeggiata da Don Pasquale.
Una volta conquistato un posto per la Panda ti fiondasti come un Coguaro verso l'entrata ma lì un altro gendarme ti disse: "qui passa solo la stampa"...tesserino una seconda volta...per tutta risposta scatta la perquisizione.
Non fu ostica.
Due palpatine ben assestate, una "maniata" nella borsa e via.
Benissimo. Verso il Magdi Cristiano...
e invece no!
c'è una seconda "perqui" per il nostro reporter di provincia: questa fu più ostica perchè il gendarme in questione considerò per più di cinque minuti il tuo registratore a pile per le interviste...chi lo sa..ci vedeva qualunque corpo contundente..chi lo sa...
passata la seconda perquisizione arrivasti dinanzi "La Porta di Allam": ti aprì la porta un gorillone inaudito che, assieme ad un altro gendarme, ti squadrò chiedendo di esibire il tesserino prima dell'intervista.
Detto fatto...tutto mentre il gendarme perquisiva la borsa...forse non sicuro delle due perquisizioni dei suoi colleghi...
Era fatta...l'Allam era dinanzi a me...il mio cameraman mi sorrise e mi comunicò che dopo la tipa di TeleMaleVento, che fa dalle 37 alle 123 domande, toccava a noi...
Mi sentìì afferrare la spalla....era il gorillone...che da questo momento chiamerò Baby.
Baby, forse rinfrancato dall'entrata in vigore dell'Albo dei Buttafuori, altra idea geniale del nostro Governo, mostrò tutta la sua professionalità e mi disse a muso duro..."Fermo TU....devi rifare la perquisizione"
Giuliano: "Ma come? Ancora? Sono quattro...mi scusi ma ora basta..devo lavorà..e che cazzo!"
Il gendarme arrivò in ausilio a Baby e mi disse:
"Prima l'ho perquisita, però nella borsa ho sentito che lei ha una bomboletta spray...."
Gelo nella stanza...l'Allam osservava incuriosito la scena mentre la tipa di TMV era alla93 domanda aperta...
Giuliano prese la borsa e , come Bart in Santa Maradona, la svuotò interamente nelle mani del preciso gendarme, amico di Baby...ne uscì fuori un solo contenitore...era Iodosan Gola...extra forte..della peggior specie...
Ci fu un grosso sospiro di sollievo...il sistema di sicurezza aveva funzionato alla grande..Maroni poteva essere contento dei suoi uomini...l'Allam mi rilasciò una grande intervista....
Il sabato sera Giuliano scese a Benevento con i suoi amici: in una pizzeria cominciò ad osservare le signore che cacciavano con disinvoltura dalle loro borse pericolosi cosmetici insurrezionali...
le bottiglie di Aglianico furono svuotate puntuali...il music club del centro ci andò giù di Sonic Youth e Joy Division...il sabato fu ammazzato e con lui, anche la possibilità di incappare in posti di blocco con tanto di etilometro.
Una sorta di perquisizione.
Dormì in città, troppo rischioso risalire a San Donato....
"Ho un integralismo un pò frainteso..." (Afterhours, Superenalotto)
20/01/10
God Save Dekaro - 8
E in effetti non sono uscito quasi mai, ma non e' stata dura perche' ero ancora “appagato” dalle balorde nottate beneventane (“Ai postumi l'ardua sentenza” diceva giustamente Piergiorgio) e quindi non mi e' dispiaciuto restarmene un po' a casa. Per la cronaca sono uscito solo due volte: una per incontrare i mitici capitani di barca Roberta e Massimo con cui veleggiai un paio di estati fa perche' dovete sapere che fra le tante il vostro Dekaro e' anche un vecchio lupo di mare... ehhhhhh mo' la sto sparando proprio grossissima :-)) in realta' finora ho fatto solo una settimana, alle Eolie, e il capitano, o meglio, la capitana della mia barca era appunto Roberta con cui devo dire nacque anche un certo feeling. E poi c'era l'altra barca che ogni tanto sbucava in serata, capitanata da Massimo. Da allora non c'eravamo piu' visti finche' l'altro giorno sono passati per Londra per un convegno. Quasi sicuramente la prossima estate lo rifaccio perche' e' davvero spassosissima come esperienza, liberta' totale, ogni giorno ti svegli in una baia diversa, le veleggiate fra le isole, la notte a bere sotto le stelle, e quando dormi sembra di stare in una culla, la mattina me ne sarei restato per ore in dormiveglia a ciondolare fra le braccia del mare se quei cacacazzi dei compagni d'equipaggio non mi intrufolavano continuamente nella finestrella della cabina un cellulare con la suoneria di forza Italia per farmi desistere.
La seconda volta invece sono andato a mangiare una pizza a casa di Monika (vedi puntata precedente) e il suo ragazzo Alessandro che vivono vicino ad una pizzeria che le fa abbastanza buone. E prontamente voi strepiterete: ke??... ma k stai ricenn??! ... a pizz bon a Londra!!... ma stai afor?... ma u sient a kist... Eh, se mi fate parlare pero'... allora, non sto dicendo che siano le pizze piu' buone del mondo pero' non sono per niente male... ma k cazz ric... ma te mbriacat... a pizz a londr... Vabe', non fa nulla allora. Chiudiamo il discorso. Cioe' io non metto assolutamente in dubbio che non c'e' paragone rispetto alle mitiche pizze di, che so... Giuann strazzacamicia, Gennar a sott u pont o Giggino o' cecat (i nomi me li sto inventando, pero' si' insomma i soliti nomi mitici che saltano fuori in queste occasioni) non lo metto assolutamente in dubbio pero' non e' che di conseguenza uno non puo' mangiare nessuna altra pizza apriori. E che cavolo, e poi scusate: se gli ingredienti se li fanno arrivare, il pizzaiolo e' napoletano, il forno e' a legna, non e' che c'e' una maledizione divina che impedisca che in questa parte d'universo non possa uscire una pizza buona. E quindi basta. Era buona. Capitolo chiuso.
Poi vi dico. Probabilmente mi manderanno un mese in repubblica Ceca per il progetto Mafia II. Quando ci e' stata richiesta la disponibilita' ho subito accettato ma gia' ora non so se e' stata la scelta giusta perche' subito dopo sul messenger interno ho sentito dai colleghi storie atroci di moltissime ore extra non pagate, fine settimana a lavoro ecc... ecc... e inoltre pare che la citta' sia proprio brutta, tale Brno. Ma comunque chissa'... magari non e' cosi', e poi mi va di cambiare un po' aria. E anche un coordinatore dopo ci ha rassicurato: “nooo non e' cosi' drammatica, si' la storia degli straordinari non pagati forse e' vera... anche quella dei fine settimana a lavoro... si', la citta' effettivamente e' bruttina... pero'... le puttane costano pochissimo!” Ah e allora si'. Meno male, stavo quasi per dubitare della mia scelta.
Infine vi annuncio una grande novita' che gli amici di facebook avranno gia' letto nel mio status: da oggi, alla veneranda eta' di 38 anni, anch'io inizio finalmente ad accumulare la pensione! Sono in una botte di ferro!! Aleeee'! Ovviamente ora bisogna studiare bene come gestirsi questo patrimonio, vabe' li' in Italia non avete piu' di questi problemi, ve li hanno risolti alla radice e chi avra' la pensione e' un esemplare piu' raro di un dinosauro, qui invece talvolta puo' ancora capitare, se le congiunzioni stellari sono particolarmente favorevoli. Cosi' al lavoro e' sbucata una tipa e mi ha spiegato in cosa consiste la pensione e in effetti devo ammettere che prima di questo colloquio non sapevo di preciso di cosa si trattasse. E' un concetto semplice: l'azienda passa una piccola percentuale di soldi al mese su un conto a cui si potra' accedere solo quando si e' vecchi. Volendo ci si potrebbero aggiungere soldi propri, sottraendoli dallo stipendio, ma visto che io, come ormai quasi tutti, arrivo a stento a fine mese il problema non si pone. Ok. Il punto pero' e' che questi tragicomici 4 soldi bisogna investirli senno' con l'inflazione saranno diventati nulli prima di poterli prendere, ma farlo nella maniera piu' semplice, ovvero mettendoli in una banca, mi e' stato drasticamente sconsigliato dalla tipa perche' le banche pagano solo 2% di interessi a cui bisogna sottrarre lo 0.8% preso da questi che gesticono le pensioni e quindi in totale si guadagna poco piu' dell' 1%! Cosi' fra un quarto di secolo li potrei usare per una cena al ristorante. Allora la tipa e' stata chiara: investire in borsa e anzi tentare quelle piu' rischiose, ki non risika non rosika! Ci siamo messi a studiare i listini, chi scende, chi sale (quasi nessuna) chi ha potenziali chi sta tramando mosse a sorpresa. Quasi tutto il tempo del colloquio e' stato dedicato alle analisi della Borsa. Una scena surreale. Infine mi ha detto che fra qualche giorno a casa mi arrivera' una lettera dall'azienda un po' ambigua e fumosa: NON FIRMARLA!! Significa che non vuoi i soldi della pensione e non chiedi nulla in cambio. Ebe', tentar non nuoce.
E questo e' stato l'ultimo consiglio che mi ha dato, d'ora in poi dovro' sbrogliarmela da solo, c'e' un sito dove potro' scegliere di volta in volta le varie aziende a cui affidare i soldi e speriamo in Dio! Io per fortuna ho sempre avuto un atteggiamento molto disilluso e scanzonato riguardo al cosidetto “futuro” e allora la prendo appunto a ridere, ma una persona “normale” cioe' un povero cristo che poverino fatica tutta una vita e vorrebbe, arrivato a 65 anni, non finire in mezzo a una via, per avere la pensione si deve imparare a giocare in borsa?? E' assurdo ma e' davvero cosi'.
Ma la cosa piu' triste e' che cosi' facendo mi toglieranno anche lo sfizio di gufare contro i mercati perche' dovete sapere che a me poche cose mi fanno GODERE come quando crolla la borsa, eh che posso farci... sono fatto cosi', forse alcuni di voi (e in questo caso mi auguro pochi) diranno: ma che dici? Ma perche'? Non essere irresponsabile! Siamo tutti sulla stessa barca! Dici cosi' solo perche' ti senti di fottere ecc... ecc... e a dire il vero non so che rispondere, non so cioe' nemmeno io il motivo per cui quando la borsa crolla GODO cosi' tanto e pero' se sono fatto cosi' non e' colpa mia, prendetevela con la natura e siate tolleranti. E invece probabilmente da oggi in poi quella gioia sara' piu' mitigata, anche se... si' insomma sto studiando i listini e... forse ho capito su quale cavallo puntare... forse si'... ma non dico di piu'. Eheh. De Miliardario fra un po' mi chiamerete! E con quest'ultima stronzata ci siamo detti proprio tutto. Alla prossima. Statv buon paisa'!!
19/01/10
Quella notte alla Diaz...

A Febbraio uscirà in libreria "Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova", fumetto del beneventano Christian Mirra che visse da vicino, molto vicino, quella tragica mattanza, l'editore é Guanda.
Una prima recensione del libro, a cura di Massimo Calandri, uscirá sul Venerdí di Repubblica del prossimo 5 Febbraio. Sempre agli inizi di Febbraio, uscira' anche un' intervista sulla rivista XD Magazine. Troverete altre anticipazioni e notizie su www.christianmirra.com e christianmirra.blogspot.com
Max Manfredi: chi era costui?
Max Manfredi. Artista obliquo, giocoliere ed alchimista del dire cantando. Canzoni calibrate e vertiginose come una giostra di fine ottocento. Racconti di mare, di viaggi, città e metropoli, storie d'amore e di disincanto, schiaffi e carezze, evocazioni di scene meridiane o crepuscolari. Una musica onnivora, meteoropatica, poeticissima. Una presenza magnetica sul palco. Un poeta della scena che, per lucidità ironica e potere visionario non ha eguali oggi in Italia. Un incantautore.
Nel corso degli anni, attraverso pochi dischi e molti concerti, è nato nei suoi confronti un crescente culto, sin dalle vittorie della Targa Tenco e del Premio Recanati. Fabrizio De André lo ha definito “il più bravo„ (“Gazzetta di lunedì/Corriere Mercantile„, 23/6/1997), mentre Roberto Vecchioni ha detto di lui: “E’ un capostipite (…), è uno che ha bazzicato col romanzo, con la poesia, col dialettale, con la canzone e senza, è un capace, uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore.”
Il suo ultimo album, “Luna persa” (pubblicato da Ala Bianca Group e distribuito da Warner), da più parti considerato come uno dei migliori usciti negli ultimi anni, sta conquistando un pubblico sempre più vasto. Il disco è stato insignito del Premio Lunezia Canzone d'Autore 2009. Contiene, fra le altre canzoni, “L'ora del dilettante„, sigla del Meeting Etichette Indipendenti di Faenza, e come bonus track “La fiera della Maddalena”, cantata con Fabrizio De André. All’uscita dell’album ha fatto seguito un lungo tour in tutta l’Italia che sta raggiungendo le 70 date.
Alla fine del 2008 Max Manfredi è stato inserito da Gianni Mura su “Repubblica” fra i 100 personaggi italiani dell'anno.
Martedì 19 gennaio 2010
Mulino Pacifico
ore 20.30
Benevento
17/01/10
novità dal vostro Vate®
c'è una nuova opzione con cui trasmettere in anonima libertà la propria reazione ai post. Si tratta di un indispensabile "embè?!?".
Ieri sera, conversando con JouJou, mi sono accorto che mancava un essenziale sfumatura di reazione, quella che alla fine della faticosa lettura del post ci fa chiedere perchè la nostra eccelsa mente si debba accupare di ciò di cui non coglie assolutamente la necessità.
Un giudizio che può stroncare più di un "blah!" e che offre meno speranze di miglioramento di un "mmh!".
USATELO CON CAUTELA!!!!!
il vostro
Vate®
il grande sondaggio
il Comune di Benevento desidera avere un parere sulla ripavimentazione di parte del centro storico. Ecco un esempio fotografico:

visto che per una volta chiedono il parere dei cittadini, non deludiamoli! Usiamola 'sta democrazia!!
Io ho votato per il ripristino della pavimentazione esistente, l'acciottolato non si può vedere!!
VOTA E FAI VOTARE!!!
squilli di tromba!!
Si tratta di un’iniziativa che prosegue, interessa e appassiona dal 1982, ma specie da quando, tre anni fa, si è trasformata in un esame concentrato esclusivamente sul jazz nazionale, con lo scopo di adeguarsi alla notevole crescita artistica generale del movimento. Ancora una volta, tantissimi gli esperti che hanno aderito, esattamente 60, come dire una (quasi) totalità più ancora che una rappresentanza della categoria della critica, i cui voti hanno per di più la massima trasparenza, essendo tutti palesi, uno per uno.
I risultati di ogni edizione sono pertanto un affidabile check up dello stato di salute del jazz in Italia e, tra i vincitori, è rilevante il massiccio risultato in termini di voti di Luca Aquino (votato dall’80% dei critici), trombettista di Benevento, già secondo l’anno scorso, che quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz iscrivendosi nel libro d’oro come miglior nuovo talento italiano.
Aquino col suo moderno e raffinato suono di tromba e flicorno, con i suoi eleganti e trionfanti album Sopra le nuvole, Lunaria e Amam e con le tante partecipazione in progetti discografici altrui vanta ormai concerti e riconoscimenti in tutto il mondo ed è senz’altro motivo di orgoglio per l’Italia e la sua amata città Benevento, sempre menzionata nei titoli dei suoi brani e nei suoi live.
Tra i vincitori di categoria troviamo anche altri nomi illustri del panorama jazzista italiano quali Dino Betti van der Noot, Francesco Bearzatti, Maria Pia De Vito, Dado Moroni, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso,Roberto Gatto, Enrico Rava ed Antonello Salis.
E il 18 gennaio a Roma, all’auditorium del Parco della musica, in collaborazione con la Casa del jazz, saranno riuniti tutti in concerto.
the strange flowers @ morgana
Gli Strange Flowers sono una rock band italiana, di Pisa per l’esattezza, molto nota all’estero anche, il loro primo lavoro discografico è datato 1990. Sono caratterizzati da un rock psichedelico molto ben fatto, coinvolgente dal vivo, e capace di modernizzare qual sound anni sessanta settanta, che ne contraddistingue l’origine musicale. Ritornano dopo un anno al Morgana per presentare il loro nuovo lavoro. Vagina Mother è il titolo del nuovo album. Lo stile musicale dell’album Vagina Mother è quello di rock moderno anche se influenzato dalla psichedelica e dal rock anni ’70 e questo album è stato definito dalla band stessa come un concept album sulla fertilità e il parto, un mix di ballate lisergiche pregne di psichedelia a ritmiche garage e diramazioni pop. Ci troviamo all’interno esperimenti apparentemente distanti da una cover del brano di Madonna, Seven Year Old Poets, a una rivisitazione in chiave musicale di una composizione di Rimbaud e la versione in italiano di Powder Tears. Gli Strange Flowers stanno affrontando le date del tour in Italiano che va da dicembre 2009 a gennaio 2010. Gli Strange Flowers sono: Michele Marinò (voce, chitarra), Nicola Cionini (chitarra), Alessandro Santoni (voce, basso). Gabriele Pozzolini (batteria).
16/01/10
Venus in Eco-Furs report

da notare come il raffinato pubblico fiorentino ha implementato la grafica della mostra dedicata al corpo femminile!

il lavoro di alessia cocca
Vernissage This is contemporary!
La mostra si propone, attraverso il lavoro di 5 giovani artisti
Sara Cancellieri
Alessia Cocca
Mariachiara De Falco
Emilio Manganiello
Fabiana Roscioli
di indagare il complesso tema del contemporaneo attraverso dei lavori che vanno dalla pubblicità al design, dalla sperimentazione fotografica al fumetto.
Accumunati dal gusto pop della ricerca, gli artisti, attraverso un linguaggio semplice e diretto, cercano di interpretare e tradurre un’epoca contemporanea dominata dall’inadeguatezza, dalla confusione, dal caos; un’epoca in cui l’unico punto fermo dominante sembra essere una incrollabile necessità di fare arte di sperimentazione, di riflessione e analisi, per tentare di capire o avere gli strumenti necessari per comprendere ciò che sfugge, per decifrare un presente mediatico latente che offusca la verità e insinua il dubbio.
15/01/10
Acquarium1.0 @ INIT CLUB (ROMA) & FlussiWinterShowCase (AV)
Vi segnalo un progetto a cui sto lavorando in collaborazione con Mamumble.com.
Si lo so e' roma e avellino!!! :O ma è passato anche per CSA Depistaggio il 25 e 26 dicembre 2009 :D .
ci vediamo presto in terra sannita, ne approfitto per salutare tutti i beneventaniManeri
Sannio POWA
Il vostro Ka:lu
13/01/10
incontri ravvicinati dell'8° tipo
la Dolce Allegoria.data: 11 gennaio 2010
luogo: Irish Pub - Benevento - lat 41.132048° long 14.779621°
categoria: alimenti stravaganti
interazione: masticata e deglutita
giudizio: ottima e abbondante
12/01/10
mai più senza





L'indumento è costituito
da un corpo tubolare cedevole (12), realizzato in tessuto elasticizzato,
atto ad essere indossato in modo sostanzialmente aderente sugli
organi genitali (14) di un uomo.
Presenta una prima estremità (16) aperta, attraverso la
quale esso è indossabile, destinata a raggiungere la radice
degli organi genitali nella condizione indossata, in prossimità
della quale è disposta una fascia anulare elastica (18)
per trattenere l'indumento dallo sfilamento.
Da parte opposta, all'estremità di indossamento (16),
è praticata una apertura distale (20) per consentire l'orinazione,
chiudibile da un elemento a cappuccio (22) a forma di calotta,
calzata sul corpo tubolare (12) in una condizione non lasca
.

Figura 1:
Vista schematica dell'indumento
nella condizione indossata, in una prima configurazione di utilizzo.

Figura 2:
Vista schematica dell'indumento
nella condizione indossata, in una seconda configurazione d'utilizzo.

Le Figure 3 e 4 raffigurano l'indumento
in estensione.
L'elemento a cappuccio (22) è
unito al corpo tubolare in corrispondenza di un bordo dell'apertura
(20).
Esso è realizzato separatamente dal corpo (12) e successivamente
accoppiato ad esso per cucitura di un lembo.
Tale elemento a cappuccio è atto ad assumere una posizione
stabile di chiusura del corpo tubolare (12) in corrispondenza
della sua apertura distale (20), come mostrato in figura 1, ed
a consentirne l'apertura temporanea, ad esempio per l'orinazione,
attraverso un suo sollevamento verso l'alto nel verso indicato
dalla freccia F, come mostrato in figura 2.

L'indumento ricopre e protegge interamente
gli organi genitali, pur consentendo, al soggetto che lo indossa,
di orinare senza dover sfilare l'indumento, garantendo al contempo
la protezione degli organi genitali da agenti e fattori esterni.
09/01/10
Vue d'Avion
salutiamo la copertina di umberto e ci tuffiamo nel 2010 con una opera di grossa rottura col passato. l'autore si è reso anonimo, e il Vate®, che è un vero democratico la pubblica lo stesso a nome del Maestro Zibuletti.grossa rottura, molto grossa!!
Betty Barsantini @ morgana
L’inedita accoppiata Marco Parente + Alessandro Fiori si è esibita per la prima volta in assoluto Venerdì 8 Gennaio, alternandosi tra chitarre acustiche, elettriche e batteria, sotto le mentite spoglie (shhhh, è un segreto!) di quella Betty Barsantini che, già annunciatrice del Tg3 regionale toscano, si fa ora portatrice della lieta novella: una nuova entità, non meglio identificata, si aggira nel panorama musicale italiano. Per scuoterlo e farsene beffe dall'interno.
Il lirismo intenso e poetico di Marco Parente incontra quello grottesco e surreale di Alessandro Fiori. Sulla carta, un incontro quasi impossibile: da una parte la sensibilità neorealista di una delle voci più importanti degli ultimi quindici anni del rock (in) italiano, dall’altra quella stravagante e dadaista del cantante dei Mariposa, già alfiere della Musica Componibile, santone indiano per caso ed ex portantino di sushi giapponese per necessità.
I poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni. (Alessandro Manzoni)
vi starete chiedendo: e che c'azzecca con benevento??
e invece sappiate che l'operatrice di medici senza frontiere che parla all'inizio del filmato è beneventana.
Il video è stato realizzato un anno fa. UN ANNO FA.
Ci ha girato un servizio anche la BBC.
Insomma, non si aspettava altro che questi disgraziati avessero un sussulto di orgoglio, per poterli prendere a sprangate impunemente.
Questi esseri umani lavorano 12 ore al giorno per 20 euro, accampati in case di cartone, privati di ogni diritto, soprattutto privati di ogni speranza, perché neanche l'Europa è capace di dare dignità ai poveri.
Non so voi, ma a me i mandarini mi sono rimasti tutti sullo stomaco.
08/01/10
glifo

"poi succeda quel che vuole , bell'affare. Il vantaggio d'eccitarsi in fin dei conti solo su delle reminiscenze. Puoi possederle, le reminiscenze, puoi comperarne di belle e di splendide una volta per tutte. La vita è più complicata , quella delle forme umane specialmente, un'avventura paurosa; non c'è niente di più disperato ,a confronto di questo vizio delle forme perfette, la cocaina non è che un passatempo per capistazione.."
Louis-Ferdinand Céline
07/01/10
aforisma numero 31 - sì viaggiare
però ce vonn' i sord!
05/01/10
Nel beneventano si ammazzano il sabato...
Salutiamo il nuovo anno stappando una bottiglia di Cinzano o di Mbriachetto consumando avidamente ed amaramente lo zampone con le lenticchie: che bravi che siamo!
Ora due cose: non mi venite a dire che il cotechino è più leggero dello zampone e finiamola con questa minchiata che l’ananas, dopo che ti sei mangiato un bue muschiato al forno (e il bue non era d’accordo), brucia i grassi dei pranzi di Natale e Capodanno!
Giuliano affronta con disinvoltura il pranzo di Capodanno mentre tutta San Donato è a tavola ed i cani randagi scorazzano indisturbati tra le vie del paese. Mentre tenta di divincolarsi dal terzo secondo piatto considera che stasera fa un tempo di merda per scendere a Benevento ma sa benissimo che restare in paese potrebbe essere un errore fatale visto che lo spaghetto di mezzanotte verrà sicuramente proposto dai vecchi.
Mentre la zia “allucca” e chiama a raccolta il parentado, Giuliano è costretto a fare il Mercante in Fiera minacciato dai cugini più piccoli che vogliono il primo premio e puntano un botto di soldi sulla Pagoda e la Giapponesina.
Finalmente sono le 19.30….in un momento di ampasse del gran cenone, Giuliano monta in Panda e scappa via per la Provinciale evitando di passare per il Bar della Croce….
Arrivato a Benevento considera che la pioggia ha vinto: strade deserte, sembra lunedì. I beneventani stasera non si ammazzeranno, saltano un turno ed aspettano il sabato.
La mattina dopo San Donato riprende le sembianze di un nucleo abitativo normale: qualcuno lavora, i vecchi si riappropriano della “cerza” (ndr ALBERO MAGGIORE) con le loro birette, la panettera sforna e, quel cravattaro dell’edicolante incassa i soldi delle schedine della Sisal. La nuova truffa italiana si chiama “Win for life”, che la signora del Bar chiama “Laif is nau”: “Giulià, aggio vinto dieci euri con lo laif is nau”!. Si tratta di un gioco truffaldino che è già in voga perché ti permette vincite ridicole, ma comunque vincite e l’italiano medio, si sa, ci sguazza.
Oggi è sabato, la redazione resta chiusa, e Giuliano ha la possibilità di cazzeggiare più del previsto: dopo aver salutato i primi partenti verso le città del Nord, il Nostro s reca a Benevento e prova a riappropriarsi del sabato sera. La città, passata la tempesta, risponde presente: locali tutti aperti, gente in strada…si…ok….ora bevo, ok, ok.
Tutto sembra andare per il meglio ma poi, durante il suo giro bancone, che Giuliano meticolosamente svolge per far girare l’economia italiana, si accorge che i locali hanno aumentato il prezzo del rum e non solo…specialmente in un locale, non facciamo il nome per correttezza (L’OPERA’ IN PIAZZA ARECHI II, già piazzetta Venanzio Vari), i prezzi sono alle stelle. Terminato il solito giro ci si infila all’ultima tappa ed il primo sabato dell’anno termina con il Nostro che canta un gran bel pezzo di Moltheni ed una versione molto ma molto particolare di “Adesso è facile”, di Agnelli – Mina – Agnelli, dirige l’orchestra il maestro Agnelli: tutto questo mentre personaggi vicini all’Udc ti parlano di Americhe nascoste e, quelli del Pdl, di salutano con il bacetto….ma si sa…a Capodanno siamo tutti più buoni….
I miei anni, luminoooooooosi come neon (Moltheni)
04/01/10
capodanno da new york a bn
per me, capodanno non e' stato mai niente di speciale. forse l'idea di Cambiamento --sia metaforico sia reale -- mi dovrebbe interessare. ma capodanno sembrava sempre un po' troppo forzato, un po' strafatto. ci sono i soliti proponimenti che verranno conseguentemente abbandonati, lo stress dello shopping, del trovare qualcuno da baciare a mezzanotte (una tradizione americana).
nei primi dicembre, mi sono resa conto che ho fatto un biglietto di ritorno dopo natale in Italia che sarebbe partito il 30 da new york, e sarebbe arrivato il 31. Capodanno beneventano!
"avresti potuto stare in Times Square per capodanno e hai scelto invece di tornare a benevento?" mi guardavano come se fossi matta. "che culooo." appunto, ma alla fine era la scelta giusta, perche', anche se e' un po' "cliche," chi si diverte a capodanno e' la persona che sta in buona compagnia, chi mangia buon cibo e beve... molto. qua avevo tutte e tre.
appena tornata a benevento, new york city mi sembrava una memoria gia' distante -- i grattacieli, la metro, il vento di -10 gradi. era come se non fossi andata via proprio. immagino che questa sia una sensazione normale per una che praticamente vive due vite paralelle.
senza fermarmi dopo il viaggio, sono scesa per i vicoli di bn, dove mi aspettavano mille sorridi e mille auguri. bisognava un cafe', anzi due. quasi in stato di comatoso, io saltavo a ogni fumogeno che i ragazzini hanno lanciato. (devo dire, far esplodere fuochi artificiali e bombe di fumo non e' una tradizione normale capodanno americano)
sono andata dagli amici per la cena, oppure cenone -- tanti cibi e bottiglie di vino senza fine. mille brindisi -- per ogni piccola cosa. "alla americana!" brindisi! "alla mamma chi ha fatto tutto questo cibo!" "a francesca che accende una cigaretta!" brindisi! alcune persone mancano questa tendenza per la gioia senza causa. non capiscono che gli amici, la cena, la vita, bastono per festiggiare. si puo brindare senza un grand che. questo capiamo noi.
morgana live

Martedì 5 gennaio
The Sleeping Cell
vincitori dello Zsiget Sound Fest 2009 – Budapest
Provengono da esperienze diverse, convergenti, tutte sinceramente contemporanee.
Il progetto ,iniziato nel novembre 2008 è un’esaltazione dell’animo punk e glamour dei singoli
componenti:ciascuno lavora per sé, o con altri, ma poi si ritrova perfettamente in THE SLEEPING CELL, "formula" messa in atto in studio & on stage, soprattutto on stage, da :
Zaionair cantante ed autrice, ex frontgirl della band electro Minimod e soprattutto del collettivo Almamegretta con cui ha calcato i piu' importanti palchi italiani ed europei anche condividendoli con artisti di fama internazionale tra cui si ricorda con piacere anche per motivi di “storica collaborazione” i Massive Attack;
DJ Iguana aka Loverdose System" pioniere del drum n' bass in Italia, pianista, musicista, produttore e dj di fama internazionale, artista dalla notevole produzione discografica che ha suonato nei piu' grandi clubs delle piu' importanti città europee spesso al fianco di gente del calibro di Fat Boy Slim, Fila Brasilia, Swen Watt/Leroy Turnill (Prodigy) ed altri ancora;
Mario Grimaldi, versatile performer cresciuto tra progetti dell’undreground partenopeo come Valderrama 5, Supervixens e Nista.
Fulcro della dichiarata complicità nell´esperienza dal vivo, gli incontri, le prove, le sperimentazioni ma anche, e soprattutto, le registrazioni negli spazi della label In Publishing, di Luca De Gregorio, producer cresciuto tra studi italiani ed inglesi, padre di "noon", musicista, compositore e produttore discografico.
Sempre nei Noon Studios la scrittura ha preso corpo esprimendosi in brani come "J.C. PR" e "Where is the place" presenti nella compilation MADRENALINA VOL.1 del museo napoletano d’arte contemporanea Madre e nella compilation del ventennale di Freakout Magazine ”THIS IS NAPLES Vol.1”.
Dal vivo, ad alimentare la suggestione delle sonorità oniriche contribuiscono i visuals creati ad hoc per ogni brano dal collettivo Ascolti Visivi.
Oltre ad una serie di concerti nei clubs e in vari festivals , il trio THE SLEEPING CELL nell’agosto 2009 ha rappresentato al Sziget Festival di Budapest la musica italiana suonando sull’MTV Rock Stage. Di seguito un’intervista a Zaira che ci racconta più dettagliatamente il progetto
1) Qualche anno fa ho conosciuto la musica del progetto Minimod, oggi parte l’avventura The Sleeping Cell, in mezzo e parallelamente gli Almamegretta e immagino tante altre cose. Il progetto nasce dal percorso in queste esperienze musicali oppure era già in preventivo e ora trova il suo spazio?
Non era in preventivo ma è stato praticamente naturale ritrovarsi dopo queste esperienze in particolar modo con Iguana, anche lui ex Minimod con il quale c’è sempre stata una grande sintonia e con Mario Grimaldi, performer di progetti underground come Valderrama 5 e Supervixens conosciuto appunto durante l’ultima turnè Almamegretta.
2)Siete in tre con tre percorsi molto differenti per certi versi, ma leggendo le vostre storie ho avuto la sensazione che in questo progetto si possono incontrare al meglio, ce ne parli?
Iguana è un Dj internazionale con una formazione da musista classico, quindi con una cultura musicale vastissima, Mario invece è stato in passato legato alla scena punk/rock oltre ad aver lavorato in studio e dal vivo con tantissimi artisti italiani e stranieri mentre io a parte la parentesi dub con gli Almamegretta ho sempre prediletto l’elettronica. Credo quindi, siano proprio i differenti background dei componenti a dare spessore al progetto.
3)Come definiresti tu la vostra musica, elettronica, trip hop, rock? e che tipo di scena vedi ora in Italia per queste sonorità?
Ultimamente ci diverte la definizione “ELECTROCHIC “, perché a mio avviso rispecchia perfettamente sia il nostro sound che la nostra immagine. Per il resto in Italia ci sono sicuramente proposte interessanti ma noi ci ispiriamo soprattutto ad alcuni artisti stranieri che sentiamo più affini.
4)Mi fai qualche nome di gruppi poco noti che secondo te hanno grandi potenzialità? E anche qualche nome di gruppi, non solo indipendenti, che a te piacciono e ascolti o che hanno contribuito alla tua formazione musicale?
Personalmente sono cresciuta ascoltando ossessivamente i Portishead ma anche i Prodigy, i Massive Attack ed altri.Ad influenzare le sonorità dei TSC invece sono sicuramente progetti più dance e pop come Goldfrapp, Roisin Murphy e Moloko. Tra le band indipendenti che apprezziamo e che sentiamo vicine al nostro stile sicuramente i Crisma 33 di Napoli e LN Ripley di Torino e Bigammadre.
5)Andrete in studio a registrare prossimamente?
Per il tipo di musica che facciamo,che richiede una continua sperimentazione siamo praticamente sempre in studio.Facciamo base al Noon studio di Luca de Gregorio che si occupa della preproduzione e di tutto ciò che non riguarda direttamente il live .
6)Intanto state portando il vostro live anche in piccoli club, come sta andando?
Benissimo,siamo molto soddisfatti.Considerando che la band ha poco più di un anno abbiamo già vinto un importante contest che ci ha permesso di suonare quest’estate a Budapest al Sziget Festival in rappresentanza della musica indipendente italiana .
Da un po’ stiamo girando per i club d’Italia con un’ottima risposta di pubblico.
7)Il Morgana è molto piccolo, ma ci teniamo molto al vostro live, sarà il primo del 2010 e ne siamo contenti
Anche per noi è un piacere aprire da voi l’anno nuovo.Sarà sicuramente una splendida serata ed un buon inizio per entrambi.
Ernesto Razzano
03/01/10
02/01/10
aforisma numero 30- due gennaio
Però ce vonn i SALD!
variazione sul tema
tratta da "E senza benzina o gasolina"
Esistenzialista di Puglianello
01/01/10
anno nuovo screensaver nuovo
ecco il calendario [archiattack]2010 in versione screensaver. ogni mese cambia da solo. scaricalo e installalo ora!










