31/10/08

cronaca verace

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ho scoperto che quando accadono fatti di cronaca eclatanti, dove è possibile ipotizzare la presenza di videofonini, videocamere e smanettoni di internet, può essere utile per capire come sono andate le cose cercare su youtube.
per esempio ecco tre video riguardanti gli scontri tra studenti a roma.
che dite, è più chiaro dei telegiornali?



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GQ chiama, benevento risponde #2

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30/10/08

un notte, all'agrario

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I.D.withV.A.T. -
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universo teatro 2008

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Breve "dietro le quinte" del Festival Internazionale di Teatro Universitario 2008, svoltosi a Benevento dal 20 al 25 Ottobre 2008.

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Frammenti d'immagine

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Pensando mi sono creato eco e abisso
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.
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All'improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta.
Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno.
Nessuno, assolutamente nessuno.
Nel balenìo del lampo quella che avevo creduto essere una città era una radura deserta;
e la luce sinistra che mi ha mostrato me stesso non ha rivelato nessun cielo sopra di essa. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo.
Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me, senza essermi reincarnato.
Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno.

F. Pessoa

S*



۩Sephiròth۩--->Flickr
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29/10/08

mostra Sara Cancellieri

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28/10/08

i miei complimenti!

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oggi mi sono usciti gli occhi fuori dalle orbite mentre leggevo la repubblica.
e non perchè gigi d'alessio ha fatto un disco con pino daniele, ma perchè ho trovato un articolo sul Festival della Creatività di Firenze che parla di Alessia!
e anche di Chiara!
bhe! che dire! complimenti ragazze!! avanti tutta!












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A key to the underworld

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Ci sono quelle cose bellissime e di cui difficilmente potresti fare a meno, ma che sai che sono sempre a disposizione e quindi finisci per darle per scontate. O peggio, per dimenticarle per periodi di tempo più o meno lunghi. E, capirete, non c'è niente di più sbagliato, perché quelli sono i pezzi dell'anima che è rimasta a coprirti il viso.
No, non è un altro post strappalacrime e straziante su amori sbagliati in partenza. Qui, stasera, si parla di musica. Di quella che sperimenta senza dimenticarsi di essere, appunto, musica. Di quella che ti sbatte in faccia e ti lascia tramortito per un interminabile minuto di silenzio.

Gli Zu non hanno bisogno di presentazioni. Se non li conoscete, accorrete al primo loro concerto nell'arco di 200 kilometri, non ve ne pentirete. Io li ho conosciuti nel 2003, durante la sesta edizione del Six Day Sonic Madness, quando ero ancora un semplice spettatore ignaro di quello che sarebbe stato un paio d'anni dopo. La loro esibizione la ricordo ancora bene, tanto mi colpì. L'anno scorso ho avuto l'onore di organizzare un loro concerto nel castello di Apice Vecchia, in occasione dello Stone Free. Un'esperienza mistica, anche semplicemente il poterci avere a che fare direttamente. Sono una delle realtà italiane maggiormente esportate all'estero, e di cui essere più orgogliosi.

Stamattina mi sono imbattuto nel video di una loro esibizione al Donaufestival, ho ricordato che con lo stesso pezzo, Mar glaciale artico, chiusero in maniera memorabile l'eccezionale performance dello scorso anno ad Apice. Per gli intenditori, di seguito il video di cui sopra e la versione studio del brano, nonché un video di un recente concerto (in collaborazione con Mike Patton) al Circolo degli Artisti di Roma, in cui a presentarli c'era nientedimeno che Danny De Vito (e non chiedetemi come fosse finito là).

Zu - Mar glaciale artico (live)


Zu & Mike Patton - Muro torto (live)


Zu - Mar glaciale artico (mp3)
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27/10/08

un'altra i-doser

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quando serve un po' di carica adrenalinica...



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i-doser

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tempo fa lessi un pò di boiate riguardo al fenomeno i-doser, le droghe virtuali.
si parlava di suoni in grado di simulare l'effetto delle droghe più disparate.
cazzata.
ma che alcune vibrazioni sonore possano avere effetti sul cervello, sull'umore, questo no, non è una cazzata.
vi passo un pò di roba.
buon ascolto

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26/10/08

people are strange

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tutti in ospedale

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questa l'avevo persa:



Francesco Cossiga, intervista a quotidiano nazionale 23 ottobre 2008.
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25/10/08

Co' tutte ste foglie morte

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Mentre a Roma c'è na fracca de ggente e Berlusconi ha qualche problema ad esprimersi da Pechino, beccatevi l'immenso Zoro di ieri sera su Rai Tre.

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Sulla rotta degli squali

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A prescindere dalle ideologie politiche di qualsiasi tipo, il punto è che restare fermi sulle proprie posizioni ed insistere nel voler sostenere un decreto che trova lo sfavore della quasi totalità dei diretti interessati è sbagliato, illogico, non democratico, dico di più, fascista.

Sì, ci siamo rotti le palle.
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24/10/08

- Persona - di Ingmar Bergman

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L’attrice Elisabeth Vogler, durante la rappresentazione teatrale dell'Elettra, si blocca improvvisamente, presa da un’inspiegabile desiderio di ridere. In seguito si chiude in un assoluto mutismo. Ricoverata in un ospedale psichiatrico, viene riconosciuta sana nel fisico e nella mente, non soffre di afasia, ma ha scelto coscientemente di non parlare più.

Per farla uscire da questa condizione autoimposta, la dottoressa le affianca un’infermiera personale, la giovane e inesperta Alma, e le propone di trascorrere un periodo di riposo e recupero nella sua casa in riva al mare. Lì, nel completo isolamento, matura uno strano rapporto esclusivo tra le due donne: mentre Elisabeth continua a mantenere il silenzio, Alma si apre completamente a lei, che vede come una perfetta interlocutrice e con la quale tende sempre più ad identificarsi, sopraffatta dalla forza interiore che traspare dalla decisione estrema di rinunciare alla parola. Quei lunghi, intimi racconti di vita privata, che comprendono la confessione di un'esperienza sessuale di gruppo, invece di riscuotere la paziente dalla sua apatia, finiscono per creare una sorta di confusione e sovrapposizione di identità fra le due (anche Elisabeth nasconde un pesante segreto, quello di una maternità indesiderata, forse fra le cause del suo attuale stato).

Quando però Alma scopre che Elisabeth ha rivelato in una lettera tutto ciò le ha raccontato, la loro relazione affettiva si spezza; la aggredisce, poi se ne pente, quindi ritrova un sufficiente controllo per tornare nel proprio ruolo professionale. Le due donne abbandonano separatamente la casa al mare e ritornano in città.
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"Sentire tutto in tutte le maniere,
vivere tutto da tutte le parti,
essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo,
realizzare in sè tutta l'umanità di tutti i momenti
in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante."

Alvaro de Campos
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flash

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backstage del nuovo progetto artistico di lorenzo palmieri... anche io ho fatto la mia parte e per amore dell'arte mi sono lasciato immortalare con indosso il peggiore pigiama del mio guardaroba!

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23/10/08

25 ottobre - oktober jazz

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sono stato alle prove dei People Are Stanger che suoneranno sabato sera al centro sociale per la rassegna Oktober Jazz. Ve li consiglio!..
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22/10/08

Viaggiare?

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"Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi.Se immagino, vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l’estrema debolezza dell’immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire.
“Qualsiasi strada, questa stessa strada di Enterpfuhl, ti porterà in capo al mondo”. Ma il capo del mondo, da quando il mondo si è consumato girandogli attorno, è lo stesso Enterpfuhl da dove si è partiti. In realtà il capo del mondo, come il suo inizio, è il nostro concetto del mondo. E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. A che scopo viaggiare?
A Madrid, a Berlino, in Persia, in Cina, al Polo; dove sarei se non dentro me stesso e nello stesso genere delle mie sensazioni?La vita è ciò che facciamo di essa.
I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò vediamo, ma ciò che siamo"


F. Pessoa
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.B.erli.N.o.

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il viaggio.
nel suo significato più semplice.
il viaggio come esplorazione e ricerca.
lontano dall'idea di corpi portati a verificare l'esistenza di ciò che è stato visto in un catalogo.
perdersi, anche, un poco.
ma in definitiva raccogliere nuove materie prime, mettere in borsa nuove routine.
se poi durante il tuo viaggio fai anche una mostra,
allora non servono le cartoline per ricordare dove si è stati.

Takt5

Wühlischstr. 56
10245 Berlin

16/23 oktober 2008

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avvistamenti musicali

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sikitikis - piove deserto
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Parlami ancora

3 commenti:


Sono stato un tantino assente, lo so. Tocca pure scusarsi, che vi avevo abituato troppo bene. Non rispondo più alle mail, non rispondo più ai commenti, non posto più: bella merda. Però vi ho lasciato la pubblicazione programmata delle tre puntate di un racconto scritto un anno e mezzo fa, che finora avevano letto soltanto due persone (e non la diretta interessata, alle solite), su di una storia che per me è stata molto importante, quindi apprezzate almeno lo sforzo.

Provo a rimettermi in carreggiata e dico una cosa: sono stato al giorno più importante (dicono) della vita di una persona con la quale da piccolo ho diviso i giocattoli e la cameretta, che ho preso a pugni e a cui ho fatto scheggiare un dente, con cui ho parlato per nottate intere scambiandoci talvolta anche gli insulti più pesanti.
E' stato bello, è una di quelle cose che riscattano tutto quanto possa andare male in un anno. Ero quasi più emozionato di lei. Ho accompagnato sotto braccio una delle donne della mia vita (con buona pace delle mie ex, non parlo di voi) lungo la navata di un'abbazia (io!), ho indossato un vestito nel quale mi sentivo a disagio quasi quanto Hussain Bolt ad una convention della Lega Nord, ma con cui facevo la mia porca figura (tzè).

Ho pensato che un giorno, forse, toccherà anche a me, non qui, non ora, non così, ma non si può mai dire. Spero che colei che mi sarà accanto abbia la stessa felicità, la stessa luce negli occhi, che la notte precedente non faccia dormire suo fratello per l'agitazione per poi scaricarla non in un pianto, ma in un sorriso che si ricordi negli anni a venire.

Auguri.

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21/10/08

batracomiomachia

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ottimo inizio per la rassegna teatrale universitaria con la direzione artistitica di Ugo Gregoretti.

Universo Teatro
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20/10/08

Un giro di re (3)

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...segue

Ogni volta che tornavo a casa, di notte o al mattino dopo aver passato le ultime ore da te, pensavo alle nostre parole. Ai tuoi libri pieni di sottolineature per cogliere brevi frasi e renderle perenni, pieni di note a margine perché tra le pagine ci fosse scritta anche la nostra storia. O ai versi delle canzoni che ci rappresentavano. Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve non fa rumore… Pensavo a te che quando ti muovevi scivolavi tra le cose. Non avevo una percezione precisa di quello che sarebbe potuto essere, ma mi andava bene così. Prendevamo ciò che il tempo ci dava così come veniva. Come quando mi avevi trascinato in macchina alla ricerca di un borgo che ricordavi di aver visto anni prima e dopo un'ora ci eravamo ritrovati in un luogo non ben definito, lontanissimi dalla meta. Un posto che si chiama Marpione e che ci aveva fatto ridere. Non c'era altro modo di vivere ciò che naturalmente era nato e con la stessa naturalezza sarebbe finito.

---

Guardavo in silenzio dalla finestra le cose scorrere, mi capita di farlo quando già conosco tutto il resto. Mi sorridevi, ma non serviva. Il buio stava scomparendo per cedere il passo a non più di cinque raggi di sole. Avevo avuto cura di noi per mesi, ma non era bastato. Faceva freddo ormai, dentro di noi ancor più che fuori. Abbiamo camminato scalzi sulla nostra storia, abbiamo riso di cose dette e mai dette, di note suonate. Avevamo avuto in comune una manciata di modi di fare e il vento a favore di pochissimi nodi. Ti accarezzavo il viso mentre fumavi e nel fumo che soffiavi potevo leggere distintamente che il tuo respiro non mi sarebbe appartenuto ancora a lungo. Erano gli ultimi istanti di un amore dai contorni ben definiti a formare una linea chiusa, che avremmo presto ed inesorabilmente varcato.

---

Dedicato a S., con il rimpianto di un saluto.
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19/10/08

non il solito elenco

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Lorenzo Palmieri vince il Premio Pagine Bianche Campania con l'opera "Il domatore di peluches"
e il fantastico domantore è Peppe Fonzo.
Noi beneventani siamo ovunque ormai!!

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sabato beneventano

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alla fine, ma solo alla fine, mi sono reso conto di essere stato in giro per otto (8) ore!!
ho iniziato alle 19.30 andando a vedere un ottimo teatro sperimentale alla masseria carbone, frutto di un workshop che ha messo insieme ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo. In un clima quasi estivo e dopo un ottimo kebab mi sono recato al centro sociale a gustarmi un eccellente concerto jazz. a questo punto tappa finale obbligata al morgana dove ho fatto in tempo a godermi la fase finale del concerto di lara martelli, che poi a notte fonda per gioco e per pochi superstiti si è trasformata in dj e ci ha fatto ballare.
beh! una scorpacciata che ha fatto largamente nebulizzare l'alternativa napoli-juve all'agorà, che comunque non sarebbe stata male visto il risultato della partita!!!
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18/10/08

metterci la faccia

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progetto "Una foto per Saviano" degli allievi delle sezioni di grafica pubblicitaria del Mattei, coordinati dal prof. Emanuele Abbate.
hanno ricostruito il volto di Roberto Saviano mediante la composizione ed il ritocco di circa mille foto di cittadini casertani che hanno voluto contribuire offrendo il proprio volto. E' apparso così a Caserta in via Settembrini il secondo manifesto pubblicità-progresso, commissionato dall' Amministrazione Provinciale.
ottima iniziativa.
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16/10/08

prigione dorata

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Un giro di re (2)

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...segue

Ti ho aspettata per un mese, orgoglioso del fatto che fossi io il custode di quell'attesa. Ho sognato quasi ogni notte la grazia con cui ti eri appoggiata con le mani sulle mie spalle per sollevarti in punta di piedi e stamparmi quel bacio poco al di sopra del sopracciglio. Ho immaginato il sapore delle tue labbra e mi è mancato come può mancare una cosa sconosciuta. Poi ti ho rivista, la pelle ambrata di un sole recente, la tua malinconia più lieve che si accompagnava a quella solarità che ancora non avevo conosciuto e che sarebbe stata l'affondo finale al mio cuore. Lo sguardo che ci siamo scambiati è stato unico. Mi hai abbracciato e quasi tremavi. Mi hai detto:

- Ho avuto paura.

Avevo subìto un incidente, pochi giorni prima. A niente erano valse le mie rassicurazioni telefoniche. Non si può essere felici di un incidente, ma quelle tre parole pronunciate guardandomi negli occhi mi hanno reso per un istante l'uomo più felice del mondo. Ti ho stretta a me e ti ho baciata sui capelli. Abbiamo aspettato che un altro cielo rosso sfumasse ai nostri occhi. Hai acceso una sigaretta di cui ricordo il sapore e quella sera nel fumo che soffiavi ho letto che il tuo respiro mi apparteneva. Abbiamo camminato per due ore. Dentro di noi pioveva, non si udiva un suono, si potevano vedere i nostri amori passati precipitare. Era buio e abbiamo osservato le ombre in un angolo luminoso perdere i contorni mentre svanivano. Ho sentito finalmente le tue labbra sulle mie. E quella sigaretta. Mi è piaciuto. Io odio il fumo, ma non ti avrei mai chiesto di smettere, se non altro per poter vedere ogni volta i capelli caderti davanti al viso mentre abbassavi la testa a cercare il pacchetto di Marlboro Light nella borsa, vederti scostarli spazientita e con l'attenzione che si riserva ai gesti più importanti. Intorno a noi c'era un mondo ovattato che ci ascoltava. Rannicchiato e quasi nascosto.

continua...
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14/10/08

Un bel po' di spanne

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Makkox sta parecchio avanti a tutti gli altri autori o vignettisti di Macchianera. Ma anche un po' del resto dell'editoria e della blogosfera italiane.









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13/10/08

Un giro di re (1)

4 commenti:


Tu non lo capivi. Avevamo in comune pochi modi di fare ed un giro di re. Non ci siamo mossi e non abbiamo detto niente per un periodo non misurabile di tempo. E mi sei precipitata addosso, senza volerlo. Un attimo eri lì ad una distanza infinita e l'istante successivo il tuo corpo era un tutt'uno col mio e sembrava che fosse la cosa più normale del mondo e che non potessimo fare a meno l’uno dell’altra. Abbiamo fatto l’amore ed è stato bellissimo ed irrinunciabile. Stavi lì per dire qualcosa, ma non sarebbe stato utile. E al contempo ci costava troppa fatica rimanere in silenzio. Avevamo in comune pochi modi di fare ed un giro di re sul quale avevi scritto alcune piccole parole con la coscienza di chi non sa cosa accadrà. Avremmo potuto essere lì o in qualsiasi altro posto del mondo. Nella tua stanza o nella casa senza luce di una comunità Amish. E sarebbe stata esattamente la stessa cosa. Eravamo solo tu ed io e nient’altro. In un punto più o meno lontano delle nostre vite.

La sera che ti ho conosciuta mi hai osservato distratta. Indossavi soltanto la tua malinconia che avrei imparato a conoscere e una sigaretta che fumavi guardando al di là di tutti. Non hai mostrato alcun interesse per la mia presenza, ma nel fumo che soffiavi sono riuscito a leggere che il tuo respiro non apparteneva a nessuno. La difficoltà nel farti sorridere non mi ha fermato. E dopo un po' l'ho visto, quel sorriso che dilata il tempo e regala un bagliore di pigrizia, perché ci si vorrebbe fermare ed addormentarcisi sopra, anche se non è concesso, perché dura un attimo, come ogni altro tuo gesto di cui ci si potrebbe innamorare soltanto in quanto tuo. Sono riuscito non senza fatica ad ottenere la tua attenzione. Mi hai concesso di rivederti qualche giorno dopo all'ora del tramonto di un giorno stanco d'estate. In una strada di quelle che la città ignora, che conosci soltanto se qualcuno ti ci porta. Una strada in cui le urla stropicciate dei bambini sovrastano di gran lunga il rumore delle automobili. Siamo rimasti ad ascoltare il sole spegnersi alle nostre spalle, abbiamo parlato per ore. Tutto sembrava perfetto, quando ti ho riaccompagnata a casa mi hai baciato di sfuggita sulla fronte e hai detto: aspettami.

continua...
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12/10/08

jazz!

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niente da dire. come suona bene il jazz al centro sociale! grosso mood!




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11/10/08

video di un amico

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film, poltrone rosse e buio in sala

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leggo sui giornali che le sale cinematografiche storiche nelle città italiane stanno chiudendo una ad una.
è un peccato. peccato mortale.
si può rinunciare ad un cinema in città?
e intanto i mercatini rionali sono finiti fuori città, in aree attrezzate sotto un sole impietoso, i negozi del quartiere sono stati spostati negli shopping mall spersi nelle campagne e i cinema allignano nelle aree industriali.
6€ di film e 3€ di benzina.
in città cosa lasciamo?
a questo punto preferire un film di rassegna, con poltrone rosse di velluto e buio in sala diventa un atto di pura resistenza. All'abbrutimento. Ed è pure piacevole!
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Oktober Jazz

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10/10/08

new morgana

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new morgana, new music!
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08/10/08

Cent'anni di noia

4 commenti:
Il fatto che io e Valerio ci siamo ritrovati a leggere lo stesso libro quasi contemporaneamente è un caso. Il fatto che la pensiamo più o meno allo stesso modo anche, o forse no, forse è il motivo che ci ha spinto ad aprire un blog insieme.

Comunque. Il punto è che Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez è una noia mortale, c'è poco da dire. Mettiamola che come per La casa degli spiriti di Isabel Allende, questi libri di infinite epopee familiari che non hanno né capo e né coda non fanno per me. E se il libro della Allende ha almeno di memorabile le ultime cento pagine, non ho trovato niente in quello di Márquez che pensi di poter ricordare tra una settimana.

Permettetemi un'osservazione. Va bene i gusti e tutto, senza dubbio a ognuno va il suo, e menate varie. Credo però che in tanti commenti (non tutti) su Cent'anni di solitudine che ho sentito in giro, ci sia un po' quel meccanismo che porta a doversi uniformare a certi giudizi, dover parlare bene di una cosa perché sì e basta. Un po' come va per Sulla strada di Jack Kerouac, che in parecchi sono lì a dire che è il libro più bello della beat generation, quando di beat non è che abbia poi molto.

Poi sbaglierò, ma io preferisco Jonathan Safran Foer.

L'articolo è stato scritto per Liberipensieri.net
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05/10/08

Musica per l'inverno / Bon Iver

1 commento:


Non ci sono cazzi: se ti chiami Justin Vernon, se vieni dal nulla e hai scritto e interpretato le canzoni del forse disco più bello del 2008, se il tuo monicker è un'inglesizzazione di bon hiver (buon inverno) ma il tuo disco è uscito a Maggio, pochissimi cazzi, sei un genio.

Se con la tua musica riesci a far immaginare le foreste del Wisconsin anche a chi affacciandosi alla finestra non vede che palazzoni grigi, allora fai anche del bene all'umanità. Il genio benefattore in questione è Bon Iver, cantautore del, appunto, Wisconsin, che con il suo primo lavoro For Emma, forever ago ha scritto un importante capitolo nella storia del folk.

Il disco l'ho ascoltato attentamente n volte e non sono riuscito a trovare una canzone che sia una che non mi piace. Ma, a parte il grande valore del disco e l'immenso piacere che si prova nell'ascoltarlo le prime volte, il punto è un altro.

Il fatto è che io vivo in campagna e possiedo un caminetto, un caminetto capite? Sul caminetto ci sono poggiati dei libri. Trovatemi ora qualcosa di più bello da fare -da soli, intendo- che sedersi in poltrona davanti al caminetto acceso, mettersi a leggere dopo che è partita Flume, appisolarsi durante The wolves, risvegliarsi quando Justin Vernon sta finendo di cantare Re: stacks e attaccando con Wisconsin.

Voi trovatemela, poi ne parliamo.
Intanto buon ascolto.

Bon Iver - Lump sum [mp3]
Bon Iver - Blindsided [mp3]
Bon Iver - Re: stacks [mp3]
Bon Iver - For Emma (live) [video]
Bon Iver - The wolves (act I & II) [video]





Il post è stato scritto per Liberipensieri.net
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04/10/08

insecta

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In occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dall'Associazione Musei d'Arte Contemporanea, mostra collettiva "INSECTA" a cura di Bi_Anca.
Artisti coinvolti:
Tamara Ferioli - Arianna Carossa - Anoymous Art.
Una collettiva sulla politica del piccolo. Gli insetti rappresentano il più grande raggruppamento di animali che popolano la terra. Seppure limitati per dimensione e natura, da sempre influenzano la vita dell'uomo. Un'indagine sulla possibilità di essere perfetti e complessi, al di là di mancanze e confini.

Sabato 4 ottobre alle ore 19.00
Galleria Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio (Bn)
http://www.myspace.com/nuvolearte
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02/10/08

live blog

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Ora posso tormentarvi addirittura direttamente dal mio cellulare!
Piergiorgio
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01/10/08

morgana at work video

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